Emily Dickinson

The Complete Poems
Tutte le poesie

J551 - 600

Traduzione e note di Giuseppe Ierolli


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Appendice

Indice Johnson
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J551 (1862) / F668 (1863)

There is a Shame of Nobleness -
Confronting Sudden Pelf -
A finer Shame of Extasy -
Convicted of Itself -

A best Disgrace - a Brave Man feels -
Acknowledged - of the Brave -
One More - "Ye Blessed" - to be told -
But this - involves the Grave -

    C'è una Vergogna della Nobiltà -
Di fronte a un Improvviso Arricchimento -
Una più sottile Vergogna dell'Estasi -
Che si sente Colpevole -

Un Disagio maggiore - prova un Uomo Coraggioso -
A cui si dà atto - del Coraggio -
Ancora di Più - "Te Beato" - essere chiamato -
Ma questo - comporta la Tomba -

Il significato è chiaro: ci si vergogna delle proprie fortune, dell'estasi, del proprio valore. Ma la vergogna più grande è raggiungere la beatitudine, anche se questo è un problema a due facce, visto che comporta la tomba. Un significato che fa venire alla mente il "non son degno" tanto caro ai cristiani, ma anche l'atteggiamento contrario di chi si vanta delle proprie, magari vere ma così effimere, fortune o qualità mortali.
Molte le alternative per le scelte di traduzione. Le metto a confronto con quelle di Massimo Bacigalupo nel Meridiano.
Al secondo verso "pelf" è tradotto con "guadagno". Io ho tradotto con "arricchimento" perché "pelf" significa sì "ricchezza, guadagno" ma in senso spregiativo, come di chi si arricchisce senza merito. Mi sembra che in italiano il termine "arricchimento" sia il più indicato: "indebito arricchimento" in diritto, un "arricchito" per dire di chi ha ottenuto la ricchezza senza molti meriti.
Il quarto verso "convicted of itself" è tradotto con "rivelata a se stessa"; ho preferito usare il significato "condannato, dichiarato colpevole" e ho perciò tradotto con "si sente colpevole".
Al quarto verso "a best disgrace" è tradotto con "una sfortuna migliore", insieme al verso successivo: "acknowledged - of the brave" tradotto con "se i valorosi lo acclamano". Qui ho interpretato come: "una vergogna ancora più grande prova il coraggioso, quando gli si dà atto del suo coraggio, quando il suo valore è riconosciuto". In questo caso ho ritenuto che ED abbia usato "disgrace" come sinonimo di "shame" (è un sinonimo riportato nel Webster) e ho usato anch'io un sinonimo: "disagio", che mi sembra si adatti bene al sentimento di un uomo valoroso che si sente lodare per il suo valore. Di conseguenza ho tradotto "acknowledged" con "a cui si dà atto" (uno dei significati riportati nel Webster: "noticed with regard or gratitude") e ho interpretato "brave" come una sostantivizzazione dell'aggettivo, traducendo perciò "del coraggio".
Per l'ultimo verso ho scelto la variante " But this - involves the Grave -" al posto di "But that's - Behind the Grave". Il senso è analogo, ma mi piaceva di più perché nella variante ho sentito quasi un impeto di ribellione, come dire "attenzione, che quest'ultima vergogna comporta ("involves" significa "coinvolge, richiede, riguarda") la tomba, perciò in fin dei conti, a chi può importare", piuttosto che "Ma ciò è - Oltre la Tomba" che mi dà più l'idea di un dato di fatto oggettivo.


J552 (1862) / F669 (1863)

An ignorance a Sunset
Confer upon the Eye -
Of Territory - Color -
Circumference - Decay -

It's Amber Revelation
Exhilirate - Debase -
Omnipotence' inspection
Of Our inferior face -

And when the solemn features
Confirm - in Victory -
We start - as if detected
In Immortality -

    Un'ignoranza il Tramonto
Conferisce all'Occhio -
Di Territorio - Colore -
Circonferenza - Decadimento -

La sua Ambrata Rivelazione
Eccita - Degrada -
Ispezione dell'Onnipotente
Sui Nostri volti subalterni -

E quando le solenni fattezze
Si cristallizzano - nella Vittoria -
Noi trasaliamo - come sorpresi
Nell'Immortalità -

Anche qui, una descrizione del momento della morte, simboleggiata dal tramonto, che appanna l'occhio, lo rende incapace di vedere ciò che lo circonda, i colori, la circonferenza, il decadimento. È una rivelazione ambrata, che dà un senso di eccitazione e, all'opposto, di degrado. È una sorta di ispezione che l'onnipotente fa sui nostri volti umani, mortali, inferiori, subalterni. E quando il momento solenne si cristallizza (ho tradotto così "confirm", interpretando liberamente uno di significati del Webster: "to make firm") nella vittoria (che può essere la vittoria della morte sulla vita, ma anche la vittoria del mortale che si avvia all'immortalità) non ci trova mai preparati: trasaliamo, come se fossimo sorpresi all'improvviso dentro l'immortalità.


J553 (1862) / F670 (1863)

One Crucifixion is recorded - only -
How many be
Is not affirmed of Mathematics -
Or History -

One Calvary - exhibited to Stranger -
As many be
As Persons - or Peninsulas -
Gethsemane -

Is but a Province - in the Being's Centre -
Judea -
For Journey - or Crusade's Achieving -
Too near -

Our Lord - indeed - made Compound Witness -
And yet -
There's newer - nearer Crucifixion
Than That -

    Una sola - Crocifissione è registrata -
Quante siano
Non è affermato da Matematica -
O Storia -

Uno è il Calvario - esibito allo Straniero -
Tanti sono
Quante le Persone - o le Penisole -
Il Getsemani -

È solo una Provincia - al Centro dell'Essere -
La Giudea -
Per fare un Viaggio - o una Crociata -
Troppo vicina -

Nostro Signore - in verità - rese Universale Testimonianza -
Eppure -
C'è una più attuale - più vicina Crocifissione
Di Quella -

La crocifissione, il calvario, il getsemani, la Giudea, sono tutti simboli della passione, del dolore di Cristo. Ma sono anche simboli del dolore interiore dell'uomo, nostro e degli altri, che si consuma, senza essere registrato, senza passare alla storia, in ciascuno di noi ogni qualvolta dobbiamo affrontare i momenti più difficili della vita.
Come sempre ED ricorre alle immagini più svariate per dircelo.
Di crocifissione ufficiale, registrata, ce n'è una sola, ma nessuno può dire quante siano quelle che avvengono tutti i giorni. Non può contarle la matematica. Non può narrarle la storia.
Un solo calvario è la prova che i cristiani esibiscono a coloro che non credono, che sono estranei alla figura di Cristo. Ma ne esistono tanti di calvari, tanti quante sono le persone e i luoghi sulla Terra.
Il getsemani è una parte nel nostro essere, è dentro di noi.
La Giudea non è solo la terra dove si viaggia o si fanno le crociate, è anche un luogo vicinissimo a noi, anzi "dentro" di noi.
È vero che Cristo diedi una testimonianza universale della sua sofferenza, e della sofferenza umana, eppure c'è sempre una crocifissione, non meno importante, più vicina a noi nel tempo e nello spazio.


J554 (1862) / F548 (1863)

The Black Berry - wears a Thorn in his side -
But no Man heard Him cry -
He offers His Berry, just the same
To Partridge - and to Boy -

He sometimes holds upon the Fence -
Or struggles to a Tree -
Or clasps a Rock, with both His Hands -
But not for Sympathy -

We - tell a Hurt - to cool it -
This Mourner - to the Sky
A little further reaches - instead -
Brave Black Berry -

    Il Rovo - porta una Spina nel fianco -
Ma nessuno l'ha udito lamentarsi -
Offre la Sua Bacca, ugualmente
Alla Pernice - e al Ragazzo -

Talvolta si appoggia al Recinto -
O si fa strada su un Albero -
O si avvinghia a una Roccia, con entrambe le Mani -
Ma non per farsi Commiserare -

Noi - raccontiamo una Ferita - per calmarla -
Questo Dolente - verso il Cielo
Un altro po' si avvicina - invece -
Coraggioso Rovo -

Di solito ci lamentiamo di qualsiasi ferita, di qualsiasi pena, e così cerchiamo di calmarla, di renderla meno bruciante. C'è invece chi sopporta in silenzio e continua a vivere, cercando di avvicinarsi comunque al cielo, come fa il rovo, che porta sempre una spina nel fianco ma non per questo rinuncia a produrre le sue bacche e a offrirle a chiunque le voglia. Può capitare che cerchi un sostegno, che faccia fatica a crescere, che si aggrappi con tutte le sue forze a qualcosa di concreto, ma non lo fa per farsi compatire, lo fa solo per continuare a vivere, perché ogni giorno cresce di più verso l'alto, verso il cielo.
Al primo e ultimo verso "Black Berry" è propriamente il frutto del rovo (la mora), ma l'uso di "berry" al verso 3 e l'immagine del verso 7: "O si avvinghia a una Roccia, con entrambe le Mani -" suggeriscono che ED abbia usato il nome del frutto per intendere l'arbusto che lo produce.


J555 (1862) / F561 (1863)

Trust in the Unexpected -
By this - was William Kidd
Persuaded of the Buried Gold -
As One had testified -

Through this - the old Philosopher -
His Talismanic Stone
Discerned - still withholden
To effort undivine -

'Twas this - allured Columbus -
When Genoa - withdrew
Before an Apparition
Baptized America -

The Same - afflicted Thomas -
When Deity assured
'Twas better - the perceiving not -
Provided it believed -

    Confida nell'Inaspettato -
Per esso - fu William Kidd
Persuaso dell'Oro Sepolto -
Come Qualcuno aveva testimoniato -

Attraverso esso - il vecchio Filosofo -
Il suo Talismano di Pietra
Riconobbe - ancora negato
A sforzi non divini -

Fu esso - che attirò Colombo -
Quando Genova - si ritirò
Davanti ad un'Apparizione
Battezzata America -

Lo Stesso - afflisse Tommaso -
Quando la Divinità assicurò
Che meglio sarebbe stato - il non percepire -
Eppure aver creduto -

Un elogio dell'inaspettato, di qualcosa che magari sta al di là della nostra comprensione o sembra irraggiungibile. Con quattro esemplificazioni scandite nelle quattro strofe. William Kidd (vedi anche la J11-F38), il corsaro che crede nell'esistenza dell'oro sepolto, magari considerato dai più una storia senza fondamento, e lo trova. L'alchimista, che riesce, proprio per averci creduto, a trovare la pietra filosofale, sempre negata agli sforzi degli uomini. Colombo, che scopre l'America a dispetto dello scetticismo della sua città d'origine. E infine Gesù, che invita lo scettico Tommaso a lasciarsi andare alla fede senza pretendere prove razionali (Marisa Bulgheroni, nel Meridiano, annota: "In Tommaso la visionaria Emily denuncia quella certa ottusità mascherata di rigore che coglieva in padri e maestri").
Per il penultimo verso ED ha indicato una variante: "'Twas blesseder - the seeing not -" ("Che sarebbe stato più benedetto - il non vedere -") più vicina a testo del vangelo di Giovanni 20,29: "Gesù gli disse: «Tommaso, hai creduto perché mi hai visto; benedetti siano coloro che non hanno visto, eppure hanno creduto.»"


J556 (1862) / F563 (1863)

The Brain, within it's Groove
Runs evenly - and true -
But let a Splinter swerve -
'Twere easier for You -

To put the Waters back -
When Floods have slit the Hills -
And scooped a Turnpike for Themselves -
And shoved away - the Mills -

    Il Cervello, dentro il suo Solco
Scorre uniforme - e regolare -
Ma lascia che una Scheggia sbandi -
Sarebbe più facile per Te -

Riportare indietro le Acque -
Quando le Piene hanno diviso le Colline -
E si sono scavate una Strada solo per Loro -
E hanno spazzato via - i Mulini -

La nostra vita interiore scorre tranquilla, regolare, nel solco dell'abitudine. Ma basta una piccola deviazione, anche soltanto una scheggia che sbandi e la nostra mente diviene incontrollabile, quasi impossibile da tenere a freno, come le acque di una piena che abbia riempito le valli fra le colline, scavandosi una strada tutta per sé e spazzando via tutto ciò che incontra.
Ho scelto di usare entrambe le varianti segnate nel manoscritto: al verso 5 "the Waters" al posto di "a Current" ("una Corrente"), e al verso 8 "shoved away" al posto di "trodden out" ("calpestare"). Per quest'ultimo verso c'è anche un'altra variante: "blotted out" ("cancellare, annientare).
Nel penultimo verso c'è "Turnpike" che adesso significa "autostrada a pedaggio", mentre nel Webster c'è il significato di "posto dove si paga il pedaggio su una strada"; ho tradotto con "strada" ma ho aggiunto "solo [per Loro]" per dare l'idea di una strada riservata, non aperta a tutti.


J557 (1862) / F564 (1863)

She hideth Her the last -
And is the first, to rise -
Her Night doth hardly recompense
The Closing of Her eyes -

She doth Her Purple Work -
And putteth Her away
In low apartments in the Sod -
As Worthily as We.

To imitate her life
As possible would be
As brew from Our Obtuser Mints,
The Julep - of the Bee -

    Si nasconde per ultima -
Ed è la prima, a levarsi -
La Sua Notte difficilmente ricompensa
Il Chiudersi dei Suoi occhi -

Fa il Suo Purpureo Lavoro -
E si ritira
In appartamenti sotto la Zolla -
Dignitosamente come Noi.

Imitare la sua vita
Sarebbe tanto possibile
Quanto ricavare dalle Nostre Ottuse Cucine,
Il Giulebbe - dell'Ape -

Probabilmente il soggetto della poesia è il sole: si nasconde sotto l'orizzonte, si leva, ha una notte troppo corta per riposarsi dal purpureo lavoro che svolge. Ho comunque lasciato il genere femminile, visto che il sole, in fin dei conti, è una stella.
Ho scelto due varianti: al verso 10 "possible" al posto di "impotent"; per il verso 11 l'intero verso alternativo a "As make of Our imperfect Mints," ("Quanto fare delle Nostre imperfette Cucine,").
Al verso 11 "Mint" significa "Menta" o "Zecca", nel senso di luogo dove si batte moneta. Ma significa anche "A place of invention or fabrication; as a mint of phrases; a mint of calumny". Qui si parla di un luogo dove mettere in infusione ("brew"), o "fare, produrre" ("make") ingredienti per produrre il giulebbe dell'ape (ovvero il miele). Mi è sembrato perciò corretto tradurre con "Cucine".


J558 (1862) / F566 (1863)

But little Carmine hath her face -
Of Emerald scant - her Gown -
Her Beauty - is the love she doth -
Itself - exhibit - mine -
    Solo un po' di Carminio ha il suo viso -
Di Smeraldo scarsa - la sua Veste -
La sua Bellezza - è l'amore che esprime -
Lui - a testimonianza - del mio -

Oltre al manoscritto nei fascicoli, riportato sopra, ne esiste un altro, descritto nell'edizione Franklin (p. 563): "Una bella copia, indirizzata a 'Miss Whitney' sul verso e firmata 'Emily', fu apparentemente spedita a Maria Whitney, forse mentre era in visita a Susan Dickinson, e rimase in suo possesso. Il manoscritto, che non era fra quelli che la Whitney affidò a Mabel Todd dopo il 1890 perché ne facesse una copia, passò in altre mani e l'8 dicembre 1989 fu venduto a New York da Christie, nell'asta dei beni di Gertrude B. Oresman."

Un biglietto che probabilmente accompagnava un fiore: povero, senza troppi ornamenti, ma che esprime e testimonia l'amore di chi lo dona.


J559 (1862) / F567 (1863)

It knew no Medicine -
It was not Sickness - then -
Nor any need of Surgery -
And therefore - 'twas not Pain -

It moved away the Cheeks -
A Dimple at a time -
And left the Profile - plainer -
And in the place of Bloom

It left the little Tint
That never had a Name -
You've seen it on a Cast's face -
Was Paradise - to blame -

If momently ajar -
Temerity - drew near -
And sickened - ever afterward
For Somewhat that it saw?

    Non conosceva Medicina -
Non era una Malattia - allora -
Non aveva affatto bisogno di Chirurgia -
E quindi - non era una Pena -

Spianò le Guance -
Una Fossetta alla volta -
E lasciò il Profilo - più liscio -
E al posto del Roseo

Lasciò la Tinta indefinita
Che non ebbe mai un Nome -
La si vede sul volto di una Statua -
Era il Paradiso - da incolpare -

Se momentaneamente socchiuso -
L'audacia - avvicinò -
E languì - per sempre poi
Per un Qualcosa che vide?

Ancora una descrizione, sempre diversa, del momento della morte. Qui viene prima definita in negativo, per quello che "non" è: non è una malattia, né una pena, perché non ha bisogno della medicina o della chirurgia. Agisce sul volto di chi muore; ne spiana le guance, rendendone il profilo più liscio; rimuove il colorito della vita per lasciare quello della morte, un colore che non ha nome, che può essere paragonato solo a quello di una statua. Di chi è la colpa di questo passaggio dalla vita: bella, rosea, colorita, alla morte: priva di attrattive, cerea, senza colore? Forse del paradiso, a cui l'audacia di chi muore si accosta fiducioso, per poi languire per sempre di fronte a quello che vede di là: lo spegnersi, lo sfiorire, il nulla di una morta definitiva al posto di quell'immortalità e felicità promessa.


J560 (1862) / F568 (1863)

It knew no lapse, nor Diminuation -
But large - serene -
Burned on - until through Dissolution -
It failed from Men -

I could not deem these Planetary forces
Annulled -
But suffered an Exchange of Territory -
Or World -

    Non conobbe errore, né Riduzione -
Ma grande - sereno -
Divampò - finché attraverso la Dissoluzione -
Si dileguò dagli Uomini -

Non posso credere queste forze Planetarie
Annullate -
Ma oggetto di un Cambio di Territorio -
O Mondo -

I versi della seconda strofa (con minime varianti: "I did not deem that Planetary forces annulled - but suffered an Exchange of Territory, or World -") sono all'inizio di una lettera a Higginson (L280, febbraio 1863), scritta da ED quando seppe che il suo corrispondente letterario era stato nominato, nel dicembre dell'anno precedente, colonnello di un reggimento di soldati neri nel South Carolina, durante la guerra civile.
Nell'edizione Johnson la poesia è datata 1862, prima perciò della lettera. Franklin invece data la poesia intorno all'estate 1863, dopo l'invio della lettera a Higginson.

L'eroe, ma anche la persona giusta, non conobbe mai errori e diminuzioni del suo prestigio e della sua autorità. La sua vita fu come una fiammata che illuminava gli altri, finché la morte non lo separò dagli uomini. Ma non posso credere che una tale forza sia ormai annullata, perduta. Preferisco pensare che ci sia stato soltanto un cambio di territorio, o di mondo.
Non so Higginson, ma io dopo avere letto "an Exchange of Territory - Or World -" non avrei mancato di fare gli scongiuri, anche perché la frase successiva nella lettera è "I should have liked to see you, before you became improbable." ("Mi sarebbe piaciuto vederla, prima che lei diventasse improbabile.").


J561 (1862) / F550 (1863)

I measure every Grief I meet
With narrow, probing, Eyes -
I wonder if It weighs like Mine -
Or has an Easier size -

I wonder if They bore it long -
Or did it just begin -
I could not tell the Date of Mine -
It feels so old a pain -

I wonder if it hurts to live -
And if They have to try -
And whether - could They choose between -
It would not be - to die -

I note that Some - gone patient long -
At length, renew their smile -
An imitation of a Light
That has so little Oil -

I wonder if when Years have piled -
Some Thousands - on the Harm -
That hurt them Early - such a lapse
Could give them any Balm -

Or would They go on aching still
Through Centuries of Nerve -
Enlightened to a larger Pain -
In Contrast with the Love -

The Grieved - are many - I am told -
There is the various Cause -
Death - is but one - and comes but once -
And only nails the Eyes -

There's Grief of Want - and Grief of Cold -
A sort they call "Despair" -
There's Banishment from native Eyes -
In sight of Native Air -

And though I may not guess the kind -
Correctly - yet to me
A piercing Comfort it affords
In passing Calvary -

To note the fashions - of the Cross -
And how they're mostly worn -
Still fascinated to presume
That Some - are like my own -

    Misuro ogni Dolore che incontro
Con Occhi acuti, che indagano -
Mi chiedo se pesa come il Mio -
O ha una taglia più Leggera -

Mi chiedo se l'abbiano portato a lungo -
O sia appena iniziato -
Non saprei dire la Data del Mio -
Sembra così vecchia una pena -

Mi chiedo se fa male al vivere -
E se sono obbligati ad andare avanti -
E se - potendo scegliere una via -
Non preferirebbero - morire -

Mi accorgo che Alcuni - a lungo pazienti -
A un certo punto, ritrovano il sorriso -
A somiglianza di un Lume
Che abbia così poco Olio -

Mi chiedo se quando si siano accumulati Anni -
Qualche Migliaio - sul Male -
Che li ferì Precocemente - un tale scorrere
Potrebbe dar loro qualche Balsamo -

Oppure continuerebbero dolenti ancora
Attraverso Secoli di Resistenza -
Addestrati a una Pena più grande -
In Antitesi con l'Amore -

Gli Afflitti - sono tanti - mi dicono -
C'è una varietà di Cause -
La morte - è solo una - e viene solo una volta -
E si limita a inchiodare gli Occhi -

C'è il Dolore della Mancanza - e il Dolore del Freddo -
Una varietà chiamata "Disperazione" -
C'è l'Esilio dagli Occhi natii -
All'interno dell'Aria Natia -

E sebbene non possa indovinarne il genere -
In modo corretto - tuttavia per me
Un penetrante Conforto offre
L'attraversamento del Calvario -

Notare la foggia - delle Croci -
E come sono di solito portate -
Sempre affascinata dal presumere
Che Qualcuna - sia come la mia -

Un'approfondita e inusualmente lunga analisi del dolore, che si misura sempre nel confronto con quello degli altri. Le varietà del dolore sono tante, come tanti sono i modi di affrontarlo. E si prova una sorta di fascino perverso a studiarne le caratteristiche, a scoprirne le somiglianze con il proprio.
Anche qui una costruzione molto attenta, con l'andamento tipico di un inno sacro, ieratico e ripetitivo, scandito nelle prime cinque strofe da un "I" iniziale, da una sesta che fa come da ponte, e dalle ultime quattro con il legame allitterativo sulla "T" (The, There, [And] though, To).
Per i due ultimi versi dell'ottava ho interpretato come fosse una sorta di "essere stranieri in patria", di essere estranei pur vivendo nel proprio paese; in pratica una parafrasi della solitudine, di un esilio più o meno volontario, che ho cercato di rendere restando comunque il più possibile fedele all'originale.
Mi sono preso anche qualche libertà, sempre però all'interno di significati aderenti alle parole tradotte.
Al quarto verso "Easier" con "più Leggera", visto che si parla di una taglia, di una misura (size) e che nel verso precedente c'è il verbo "weigh" (pesare).
Nel secondo verso della terza strofa "andare avanti" per "try". In questo caso ho interpretato liberamente il significato "sforzarsi". Nel verso successivo "scegliere una via" per "choose between", che significa "scegliere fra due o più alternative".
Nel terzo verso della quinta strofa "un tale scorrere" per "such a lapse". Qui ho seguito il primo significato del Webster "A sliding, gliding or flowing; a smooth course; as the lapse of a stream; the lapse of time".
Nella sesta strofa, al secondo verso "Resistenza" per "Nerve" e al terzo "Addestrati" per "Enlightened"; anche qui mi sono rifatto a definizioni del Webster, rispettivamente: "Fortitude; firmness of mind; courage" e "instructed; informed; furnished with clear views".


J562 (1862) / F551 (1863)

Conjecturing a Climate
Of unsuspended Suns -
Adds poignancy to Winter -
The shivering Fancy turns

To a fictitious Country
To palliate a Cold -
Not obviated of Degree -
Nor eased - of Latitude -

    Ipotizzare un Clima
Di ininterrotti Soli -
Fa più pungente l'Inverno -
L'intirizzita Fantasia si volge

A un Paese fittizio
Per attenuare un Freddo -
Non ovviato dai Gradi -
Né mitigato - dalla Latitudine -

Pensare al sole dell'estate durante i rigori invernali rende più pungente il gelo ma ci aiuta anche a mitigarlo, a immaginare un paese fittizio che non sia sottoposto ai rigori della temperatura e della latitudine.
Al verso 4 ho tradotto "shivering" ("tremante, che rabbrividisce") con "intirizzita" pensando anche a una alternativa nel manoscritto: "freezing".


J563 (1862) / F674 (1863)

I could not prove the Years had feet -
Yet confident they run
Am I, from symptoms that are past
And Series that are done -

I find my feet have further Goals -
I smile upon the Aims
That felt so ample - Yesterday -
Today's - have vaster claims -

I do not doubt the Self I was
Was competent to me -
But something awkward in the fit -
Proves that - outgrown - I see -

    Non potrei provare che gli Anni abbiano piedi -
Eppure certa che essi corrono
Io sono, da sintomi che sono trascorsi
E Sequenze che sono concluse -

Mi accorgo che i miei piedi hanno ulteriori Mete -
Sorrido dei Traguardi
Che sembravano così ampi - Ieri -
L'oggi - ha più vaste pretese -

Non dubito che la Persona che ero
Mi competesse -
Ma qualcosa di maldestro in quella fase -
Prova che - diventata più grande - vedo -

Il tempo passa, anzi corre, lo si sente ricordando il passato, rivedendo ciò che si è ormai concluso. E con lui cresciamo noi, diventiamo più esigenti: quello che ieri ci sembrava importante e degno della nostra attenzione oggi ci fa sorridere. Questo non vuol dire rinnegare se stessi; ogni fase della nostra vita ha la sua importanza, ma ricordare i nostri maldestri inizi ci fa capire che, crescendo, si impara a vedere, a conoscere.


J564 (1862) / F525 (1863)

My period had come for Prayer -
No other Art - would do -
My Tactics missed a rudiment -
Creator - Was it you?

God grows above - so those who pray
Horizons - must ascend -
And so I stepped upon the North
To see this Curious Friend -

His House was not - no sign had He -
By Chimney - nor by Door -
Could I infer his Residence -
Vast Prairies of Air

Unbroken by a Settler -
Were all that I could see -
Infinitude - Had'st Thou no Face
That I might look on Thee?

The Silence condescended -
Creation stopped - for me -
But awed beyond my errand -
I worshipped - did not "pray" -

    Il mio periodo di Preghiera era giunto -
Nessun'altra Arte - possibile -
Ai miei Metodi mancava un rudimento -
Creatore - Eri tu?

Dio cresce là in alto - così coloro che pregano
Orizzonti - devono ascendere -
E così io risalii il Nord
Per vedere questo Curioso Amico -

La Sua Casa non c'era - nessun segno di Lui -
Né da un Comignolo - né da una Porta -
Potevo arguire la sua Residenza -
Vaste Praterie d'Aria

Non interrotte da un Colono -
Erano tutto ciò che potevo vedere -
Infinità - Non avresti Tu un Volto
Affinché io possa guardarti?

Il Silenzio acconsentì -
La Creazione si fermò - per me -
Ma sgomenta dall'enormità della mia richiesta -
Adorai - non "pregai" -

Sono arrivata a un momento della vita in cui mi rimane solo il pregare, ogni altra cosa è diventata inutile. Mi accingo a farlo, ma mi accorgo che mi manca la cosa essenziale, il rudimento della preghiera: non è, caro dio, che sei proprio tu quello che manca?
Ma forse sei solo lontano, in fin dei conti abiti là in alto, non sei facilmente raggiungibile, tanto che chi decide di pregare deve faticosamente ascendere orizzonti lontani. E allora anch'io mi accingo all'impresa, mi incammino verso l'alto, verso un simbolico nord, per incontrare questo strano, curioso amico.
Ecco, sono arrivata. Ma non c'è nessun segno che mi indichi dove sei. Non c'è un comignolo, una porta, qualsiasi altra cosa che mi permetta di supporre dove sia la tua residenza. Posso vedere solo enormi praterie d'aria, non interrotte da niente, nemmeno da un colono a cui possa chiedere informazioni. Non è, caro dio, che potresti gentilmente fornirti di un volto, affinché sia possibile per me guardarti?
Non posso crederci! Il silenzio che mi circonda sembra quasi assentire, sembra dirmi: d'accordo, fermo tutto e mi faccio vedere. Ma, come capita di solito quando si fa una richiesta convinti che non avrà seguito e invece si viene esauditi, rimango sgomenta, muta, dall'enormità di quanto sta accadendo, che va al di là della mia capacità di reazione. E allora sono solo capace di adorare, non di pregare. Perché si può adorare in silenzio ma per pregare bisogna essere lucidi e saper parlare, ma anche perché davanti ad una tale rivelazione, alla consapevolezza dell'effettiva esistenza di dio, la futile preghiera, in fin dei conti sempre connessa a qualche richiesta più o meno implicita, deve cedere il passo al sentimento più completo e disinteressato: l'adorazione.
Per il penultimo verso: "Errand" significa letteralmente "commissione, messaggio da recapitare verbalmente" e, per estensione, può essere tradotto con "richiesta". "Beyond" significa "al di là, oltre", ma anche "Above; in a degree exceeding or surpassing", ovvero qualcosa che eccede, che va al di là di ogni immaginazione. Perciò il verso lo leggo come "Ma sgomenta, spaventata, dalla mia richiesta, fatta con semplicità ma che a pensarci bene va al di là di qualsiasi altra cosa, e del pari sgomenta dal fatto che la richiesta sia stata esaudita", e ho cercato di renderlo il più sinteticamente possibile traducendo "beyond" con "enormità", che mi sembra renda abbastanza fedelmente il significato che ho citato prima.
Silvio Raffo (nel Meridiano) traduce il verso con: "ma atterrita al di là della mia impresa"; Errante (1959): "Ma il terrore fu più vasto dell'impresa"; Dyna Mc Arthur Rebucci: "Il mio terrore superò l'impresa"; Bruna Dell'Agnese: "... ma con / Sacro timore - ben oltre il mio fine"; Claire Malroux: "Mais dans mon effroi - [j'adorai]"; Manuel Villar Raso: "Pero aterrada por algo más allá de mi misión".


J565 (1862) / F527 (1863)

One Anguish - in a Crowd -
A minor thing - it sounds -
And yet, unto the single Doe
Attempted - of the Hounds

'Tis Terror as consummate
As Legions of Alarm
Did leap, full flanked, upon the Host -
'Tis Units - make the Swarm -

A small Leech - on the Vitals -
The sliver, in the Lung -
A leakage in an Artery -
Are scarce accounted - Harms -

But mighty - by relation
To that Repealless thing -
A Being - impotent to stop -
When once it has begun -

    Un'Angoscia - in una Folla -
Una cosa minima - appare -
Eppure, in quell'unica Cerva -
Braccata - dai Segugi

Si consuma lo stesso Terrore
Di Legioni d'Allarme
Che balzino, da tutti i lati, su un Esercito -
Sono le Unità - che fanno lo Sciame -

Una piccola Sanguisuga - negli Organi Vitali -
La lisca, nel Polmone -
Una perdita in un'Arteria -
Sono considerati Danni - di scarso peso -

Ma possenti - in relazione
A quell'Irrevocabile cosa -
Un Essere - impotenti a fermarla -
Una volta che ha avuto inizio -

Non è giusto lo scarso peso che si dà ad un'angoscia singola, come quella di una cerva braccata dai segugi. Il terrore è lo stesso di quello che prova un esercito quando legioni d'allarme (nel senso di paura, terrore) di riversano su di esso, da tutti i lati, nell'imminenza di una battaglia. Lo sciame di terrore che ne deriva, non è altro che la somma dei singoli terrori provati da ciascuno.
Allo stesso modo molti mali vengono considerati senza importanza, ma diventano possenti se messi in relazione con l'irrevocabilità, quell'impotenza che sentiamo spesso quando non riusciamo a fermare qualcosa che ha avuto inizio, e che man mano da piccola diventa enorme.
Ho utilizzato le tre varianti presenti nel manoscritto: al verso 11 "A leakage in" al posto di "The Bung out - of" ("Lo Stapparsi - di"); al verso 13 "But" al posto di "Yet" ("Eppure"); al verso 15 "stop" al posto di "end" ("terminarla").


J566 (1862) / F529 (1863)

A Dying Tiger - moaned for Drink -
I hunted all the Sand -
I caught the Dripping of a Rock
And bore it in my Hand -

His Mighty Balls - in death were thick -
But searching - I could see
A Vision on the Retina
Of Water - and of me -

'Twas not my blame - who sped too slow -
'Twas not his blame - who died
While I was reaching him -
But 'twas - the fact that He was dead -

    Una Tigre Morente - gemeva per la Sete -
Esplorai tutta la Sabbia -
Colsi il Gocciolare di una Roccia
E lo portai nella Mano -

Le sue Possenti Orbite - di morte erano velate -
Ma cercando - riuscii a vedere
Una Visione sulla Retina
Dell'Acqua - e di me -

Non fu colpa mia - che troppo lenta m'affrettai -
Non fu colpa sua - che morì
Mentre stavo per raggiungerla -
Ma fu - il fatto che fosse morta -

La tigre morente come simbolo dell'ineluttabilità della morte. Non vale cercarne il motivo, a nessuno si può addossare la colpa di un qualcosa che accade semplicemente perché accade.


J567 (1862) / F530 (1863)

He gave away his Life -
To Us - Gigantic Sum -
A trifle - in his own esteem -
But magnified - by Fame -

Until it burst the Hearts
That fancied they could hold -
When swift it slipped it's limit -
And on the Heavens - unrolled -

'Tis Ours - to wince - and weep -
And wonder - and decay
By Blossoms gradual process -
He chose - Maturity -

And quickening - as we sowed -
Just obviated Bud -
And when We turned to note the Growth -
Broke - perfect - from the Pod -

    Donò la sua Vita -
A Noi - Somma Gigantesca -
Un'inezia - ai suoi occhi -
Ma esaltata - dalla Fama -

Fino a che infranse i Cuori
Che fantasticavano di poterlo trattenere -
Quando rapido sfuggì al suo limite -
E su nei Cieli - si dispiegò -

A Noi resta - trasalire - e piangere -
E stupirci - e decadere
Nel graduale processo di Fioritura -
Egli scelse - la Maturità -

E accelerando - mentre noi seminavamo -
Eluse il Germoglio -
E quando ci voltammo a osservare la Crescita -
Si staccò - perfetto - dal Baccello -

All'inizio sembra si stia parlando di un uomo che ha avuto la fama, che non l'ha considerata più di tanto, che ha donato la sua vita agli altri ed è morto lasciando tutti nel rimpianto e nel decadere di ogni giorno, nel "graduale processo di fioritura".
Poi però, nell'ultima strofa, c'è come una virata, il soggetto della poesia è qualcuno che ha accelerato la sua vita, ha eluso il germoglio e si è subito staccato dal baccello. Non abbiamo fatto in tempo a notare la sua crescita perché è stata troppo veloce.
Due le possibili interpretazioni: o stiamo parlando di un uomo che, per la sua forza, la sua genialità, ha percorso rapidamente i gradi di crescita, raggiungendo la maturità (vedi l'ultimo verso della terza strofa e, soprattutto, il "perfect" del verso finale) senza dover percorrere tutti i gradi di fioritura dei comuni mortali, o stiamo invece parlando di qualcuno che è morto giovane, ma nel poco che è vissuto è riuscito a lasciare dietro di sé il rimpianto che deriva da una lunga familiarità (a favore di questa ipotesi soprattutto il penultimo verso, che sembra descrivere l'atto di osservare una crescita improvvisamente spezzata).


J568 (1862) / F531 (1863)

We learned the Whole of Love -
The Alphabet - the Words -
A Chapter - then the mighty Book -
Then - Revelation closed -

But in each Other's eyes
An Ignorance beheld -
Diviner than the Childhood's
And each to each, a Child -

Attempted to expound
What neither - understood -
Alas, that Wisdom is so large -
And Truth - so manifold!

    Imparammo Tutto dell'Amore -
L'Alfabeto - le Parole -
Un Capitolo - poi il possente Libro -
Poi - la Rivelazione si concluse -

Ma ciascuno negli occhi dell'Altro
Un'Ignoranza scorgeva -
Più Divina di quella della Fanciullezza
E l'uno all'altra, Fanciulli -

Tentammo di spiegare
Ciò che nessuno dei due - capiva -
Ahimè, la Saggezza è così vasta -
E la Verità - così multiforme!

Insieme imparammo a conoscere l'amore, studiammo diligenti prima l'alfabeto, poi le parole, poi un capitolo e poi l'intero libro. A quel punto non c'era più niente da leggere nel libro della vita su questo argomento.
Ma guardandoci negli occhi ci accorgemmo che avevamo imparato ben poco, eravamo ancora ignoranti come fanciulli, e provammo a spiegare l'uno all'altra quello che ci risultava ancora incomprensibile. E così ci rendemmo conto di quanto sia vasta la saggezza e di quante facce sia composta la verità.
È difficile "imparare" l'amore. È un sentimento che si coglie più con un cuore di fanciullo che con la mente di un adulto. Se si prova a spiegarlo, a dirlo a parole ci si accorge che è molto difficile, ma anche che questa è un'ignoranza divina. Quella che ci fa anche comprendere quanto vasta sia la saggezza e quanto multiforme la verità, due cose da esplorare, ma molto difficili da cogliere appieno, proprio come l'amore.


J569 (1862) / F533 (1863)

I reckon - When I count at all -
First - Poets - Then the Sun -
Then Summer - Then the Heaven of God -
And then - the List is done -

But, looking back - the First so seems
To Comprehend the Whole -
The Others look a needless Show -
So I write - Poets - All -

Their Summer - lasts a Solid Year -
They can afford a Sun
The East - would deem extravagant -
And if the final Heaven -

Be Beautiful as they Disclose
To Those who worship Them -
It is too difficult a Grace -
For justify the Dream -

    Reputo - Se mi metto a contare -
Primi - i Poeti - Poi il Sole -
Poi l'Estate - Poi il Cielo di Dio -
E poi - la Lista è fatta -

Ma, ripensandoci - i Primi sembrano proprio
Comprendere il Tutto -
Gli Altri appaiono un'inutile Esibizione -
Così scrivo - Poeti - E basta -

La loro Estate - dura un Anno Intero -
Possono permettersi un Sole
Che l'Oriente - riterrebbe esagerato -
E ammesso che il Cielo finale -

Sia Bello come quello che Dischiudono
A Coloro che Li venerano -
Esso è una Grazia troppo ardua -
Per giustificare il Sogno -

La poesia al di sopra di tutto, del sole, dell'estate, anche di dio. Perché i poeti non hanno le limitazioni della natura, che comprende anche il divino; possono permettersi un'estate perenne e un sole che farebbe invidia all'oriente. E anche ammettendo che il cielo finale, quello che, se c'è, abiteremo tutti in futuro, sia bello come quello che la loro poesia dischiude a chi venera la loro arte, ebbene l'ardua fatica di ottenere la grazia per arrivarci, a quel cielo che sta al di sopra di noi, non giustifica il sogno di ottenerlo. Meglio sarebbe avere la possibilità di vivere quello poetico.
Ho scelto due varianti: al verso 12 "final" al posto di "Further" ("Ulteriore" - qui c'è anche un'altra variante: "Other" - "Altro"); al verso 13 "Disclose" al posto di "prepare" ("preparano, approntano").


J570 (1862) / F537 (1863)

I could die - to know -
'Tis a trifling knowledge -
News-Boys salute the Door -
Carts - joggle by -
Morning's bold face - stares in the window -
Were but mine - the Charter of the least Fly -

Houses hunch the House
With their Brick Shoulders -
Coals - from a Rolling Load - rattle - how - near -
To the very Square - His foot is passing -
Possibly, this moment -
While I - dream - Here -

    Morirei - per sapere -
È una sapienza da nulla -
Gli Strilloni salutano la Porta -
I Carretti - sobbalzano nei pressi -
Lo spavaldo volto del Mattino - occhieggia alla finestra -
Se solo fosse il mio - il Privilegio della più piccola Mosca -

Le Case premono la Casa
Con le loro Spalle di Mattoni -
Il Carbone - da un Traballante Carro - quanto - strepita - vicino -
Alla stessa Piazza - Che i Suoi passi attraversano -
Forse, in questo istante -
Mentre Io - sogno - Qui -

Io sono qui, a sognare di lui, che vive la sua vita. Darei la mia per vedere ciò che fa, per sapere anche i fatti più minuti, quotidiani, della sua vita. Immagino gli strilloni che lo salutano alla porta, i carretti che sobbalzano nei pressi, il mattino che può guardare dentro le sue finestre. Quanto mi piacerebbe avere il privilegio che ha una mosca, piccola, insignificante, quasi invisibile, che può entrare a piacimento dove è lui.
Penso alle case vicine, con le loro spalle di mattoni che possono poggiarsi sulla sua. Ai rumori di un traballante carico di carbone che passa là, in quella piazza dove magari in questo momento sta passando lui, mentre io sono qui, a sognare.
Dai versi emergono con forza suoni e immagini: sembra di vedere, di sentire, la vita quotidiana che si svolge nei pressi di una casa sognata, perché dimora dell'amato. Una vita quotidiana inconsapevole di svolgersi in un luogo che invece è proibito a chi avrebbe tanta voglia di frequentarlo. E sembra di vedere il volto di colei che sogna, invidiosa di qualsiasi cosa sia vicina a lui: gli strilloni, i carretti, il mattino, una mosca, le case vicine, un carico di carbone, la piazza che accoglie i suoi passi.


J571 (1862) / F538 (1863)

Must be a Wo -
A loss or so -
To bend the eye
Best Beauty's way -

But - once aslant
It notes Delight
As clarified
As Stalactite -

A Common Bliss
Were had for less -
The price - is
Even as the Grace -

Our Lord - thought no
Extravagance
To pay - a Cross -

    Dev'essere un Dolore -
Una perdita o simili -
A piegare l'occhio
Sulla via dell'estrema Bellezza -

Ma - una volta obliquo
Nota Delizie
Pure
Come Stalattiti -

Una Comune Beatitudine
Si avrebbe per meno -
Il prezzo - è
Pari alla Grazia -

Nostro Signore - non reputò
Esagerazione
Pagare - una Croce -

La vita non è gratis. Anzi, ci vuole un dolore, una perdita, per far sì che l'occhio si pieghi verso l'estrema bellezza. Solo così riesce a vedere delizie difficili da raggiungere altrimenti, pure come stalattiti.
Una beatitudine comune, una piccola gioia quotidiana, costerebbe molto meno: si paga sempre in proporzione a ciò che si riceve.
Per questo Gesù, visto il risultato che si proponeva, non reputò un'esagerazione pagare il prezzo della croce.
Al verso 7 ho scelto la variante "clarified" al posto di "difficult"; in questo caso le varianti sono complementari: le delizie sono difficili ("difficult") da raggiungere, ma una volta arrivati si resta ammirati dalla loro purezza ("clarified").


J572 (1862) / F539 (1863)

Delight - becomes pictorial -
When viewed through Pain -
More fair - because impossible
That any gain -

The Mountain - at a given distance -
In Amber - lies -
Approached - the Amber flits - a little -
And That's - the Skies -

    La Delizia - diventa pittorica -
Se osservata attraverso la Pena -
Più bella - perché impossibile
Che qualcuno la ottenga -

La Montagna - a una certa distanza -
Nell'Ambra - giace -
Da vicino - l'Ambra si dilegua - un po' -
Ed ecco - i Cieli -

Il tema è simile a quello della poesia precedente. La felicità, la delizia, se guardata attraverso un dolore diventa più preziosa, assume caratteri "pittorici", come se fosse un'opera d'arte che è là nella sua bellezza ed è impossibile da catturare, da raggiungere.
Questo velo di dolore è un po' come quell'ambra che avvolge le montagne quando le guardiamo da lontano. Avvicinandosi l'ambra si fa meno densa, e riusciamo a guardare i cieli.


J573 (1862) / F541 (1863)

The Test of Love - is Death -
Our Lord - "so loved" - it saith -
What Largest Lover - hath
Another - doth -

If smaller Patience - be -
Through less Infinity -
If Bravo, sometimes swerve -
Through fainter Nerve -

Accept it's Most -
And overlook - the Dust -
Last - Least -
The Cross' - Request -

    La prova dell'Amore - è la Morte -
Nostro Signore - "così amò" - si dice -
Ciò che il più Grande degli Amanti - ha
Un altro - ha pure -

Se più piccola - è la Pazienza -
Perché minore è l'Infinito -
Se l'Audace, talvolta devia -
Perché cedono i Nervi -

Accetta il suo Meglio -
E trascura - la Polvere -
L'Ultimo - il più Piccolo -
La Croce - Richiede -

La poesia è una di quelle in cui il primo verso è una sorta di titolo, di dichiarazione d'intenti, sviluppata nei versi che seguono. Si presta ad una lettura in prosa, per cercare di coglierne il significato espandendo un po' i sintetici, scanditi, asciutti versi dickinsoniani.
La prova dell'amore è la morte, ma anche la rinuncia, il sacrificio. In questo modo amò Cristo, facendosi uccidere per noi e dimostrandoci così la pienezza del suo amore. Quello che ha fatto lui, il più grande di quelli che amano, può e deve farlo chiunque altro voglia amare fino in fondo, senza riserve.
Certo il nostro orizzonte, il nostro infinito di esseri mortali, è molto più limitato del suo, e non sempre riusciamo a perseverare, a essere pazienti nella nostra ricerca dell'amore. Può accadere che il nostro coraggio venga meno, che i nostri nervi non reggano alla prova.
Ma questo non deve scoraggiarci, dobbiamo saper vedere la bellezza, lo splendore, dell'amore e trascurare le cose che lo rendono così difficile da avere, la "polvere" di questa faticosa ricerca. E, soprattutto, renderci conto che anche l'amore più piccolo, quello meno appariscente e più nascosto, richiede sempre di portare una croce.
Al verso 7 ED scrive "bravo", che nel Webster 1828 ha un'unica definizione: "Un audace furfante; un bandito; chi ha in disprezzo la legge; un assassino o un omicida.", e non "brave", che significa "Coraggioso, audace intrepido, ecc.". Entrambe le parole derivano comunque dall'italiano, e spagnolo, "bravo". Vista la derivazione comune, e il fatto che il significato letterale di "bravo" non mi sembra si adatti al senso dei versi, ho tradotto con "audace".
"Bravo" ha anche il significato, non attestato dal Webster, di "Applauso, ovazione", che deriva dalla diffusione dell'uso teatrale italiano di gridare "bravo" agli attori o ai cantanti lirici. In questo significato è usato, al plurale: "bravoes", in due poesie: la J93-F72 e la J596-F518.


J574 (1862) / F288 (1862)

My first well Day - since many ill -
I asked to go abroad,
And take the Sunshine in my hands
And see the things in Pod -

A'blossom just - when I went in
To take my Chance with pain -
Uncertain if myself, or He,
Should prove the strongest One.

The Summer deepened, while we strove -
She put some flowers away -
And Redder cheeked Ones - in their stead -
A fond - illusive way -

To cheat Herself, it seemed she tried -
As if before a Child
To fade - Tomorrow - Rainbows held
The Sepulchre, could hide.

She dealt a fashion to the Nut -
She tied the Hoods to Seeds -
She dropped bright scraps of Tint, about -
And left Brazilian Threads

On every shoulder that she met -
Then both her Hands of Haze
Put up - to hide her parting Grace
From our unfitted eyes -

My loss, by sickness - Was it Loss?
Or that Ethereal Gain
One earns by measuring the Grave -
Then - measuring the Sun -

    Il mio primo Giorno da sana - dopo tanta malattia -
Chiesi di uscire,
E prendere la Luce del Sole nelle mani
E vedere le cose nel Baccello -

Appena fiorite - quando entrai
Per tentare la Sorte con il male -
Incerta su chi, fra me e Lui,
Si sarebbe dimostrato il più forte.

L'Estate si fece più intensa, mentre lottavamo -
Mise via qualche fiore -
E Altri con più Rosso imbellettò - al loro posto -
Un tenero - illusorio modo -

Di ingannare Se stessa, sembrava cercare -
Come se di fronte a un Bambino
Che svanirà - Domani - ripetuti Arcobaleni
Il Sepolcro, potessero nascondere.

Diede forma alla Noce -
Allacciò il Cappuccio ai Semi -
Fece cadere radiosi frammenti di Colore, intorno -
E lascio Filamenti Brasiliani

Su ogni spalla che incontrò -
Poi entrambe le Mani di Nebbia
Riempì - per nascondere la sua fuggevole Grazia
Ai nostri occhi inadatti -

Ciò che ho perso, per la malattia - Fu una Perdita?
O quell'Etereo Guadagno
Che si ottiene misurando la Tomba -
Poi - misurando il Sole -

Il testo riportato sopra è quello nei fascicoli. L'ultima strofa è anche nella parte finale di una lettera a Samuel Bowles del novembre 1862 (L275) con due varianti: "The" al posto di "My" (v. 1 della strofa) e "You earned" al posto di "One earns" (v. 3).

La descrizione del superamento di una malattia, ma anche di una sofferenza, e il ritorno alla vita, simboleggiata dalla natura, dall'estate, che continua il suo corso mentre noi ce ne stiamo in disparte a lottare contro ciò che ci fa soffrire.
Ma anche l'estate ha il suo ciclo vitale, che essa stessa cerca di aggirare, magari sostituendo i fiori appassiti con altri più colorati. Ma è come se ci si illudesse di nascondere, con un arcobaleno, il sepolcro che ci aspetta in un futuro più o meno lontano, ma che in fin dei conti è sempre così vicino da sembrare comunque domani.
Ma l'estate, la vita, continua, ripete ciclicamente i suoi doveri, cercando fino all'ultimo di nascondere, di celare nella nebbia l'approssimarsi dell'autunno, della sua fine.
Forse allora ciò che si perde a causa della malattia non è una vera perdita. Anzi può essere che solo così, avendo la consapevolezza dell'ineluttabile approssimarsi della tomba, si riesca a ottenere quell'effimero, etereo guadagno che ci regala ogni nuovo sorgere del sole.


J575 (1862) / F544 (1863)

"Heaven" has different Signs - to me -
Sometimes, I think that Noon
Is but a symbol of the Place -
And when again, at Dawn,

A mighty look runs round the World
And settles in the Hills -
An Awe if it should be like that
Upon the Ignorance steals -

The Orchard, when the Sun is on -
The Triumph of the Birds
When they together Victory make -
Some Carnivals of Clouds -

The Rapture of a finished Day
Returning to the West -
All these - remind us of the place
That Men call "Paradise" -

Itself be fairer - we suppose -
But how Ourself, shall be
Adorned, for a Superior Grace -
Not yet, our eyes can see -

    Il "Cielo" ha diversi Segni - per me -
Talvolta, penso che il Meriggio
Non sia che un simbolo di quel Luogo -
E quando di nuovo, all'Alba,

Un possente sguardo percorre il Mondo
E si posa sulle Colline -
Un Reverente Timore che questo a quello somigli
S'insinua nella mia Ignoranza -

Il Frutteto, quando il Sole vi batte -
Il Trionfo degli Uccelli
Quando insieme celebrano la Vittoria -
Taluni Carnevali di Nuvole -

Il Rapimento di un Giorno che finisce
Ritornando a Occidente -
Tutto ciò - ci rammenta il posto
Che gli Uomini chiamano "Paradiso" -

Che sia più bello - supponiamo -
Ma come Noi, saremo
Adornati, da una Grazia Superiore -
Non ancora, i nostri occhi possono vedere -

I segni del cielo, del paradiso, cercati nella natura che ci circonda. Prima è il meriggio, il tramonto che sembra simboleggiare quel luogo. Poi il possente sguardo dell'alba, che guardiamo con reverente timore, con sgomento, perché sembra proprio una manifestazione divina che si insinua nella nostra ignoranza di poveri mortali. E poi anche le cose di tutti i giorni, meno grandiose del tramontare e del sorgere del sole: il frutteto inondato di luce, il canto degli uccelli, le bizzarre forme che talora assumono le nuvole, la bellezza del finire di un giorno, che ritorna verso l'occidente. Tutto questo ci fa pensare al paradiso, anche se lo immaginiamo certamente più bello di questi segni terreni, pallido riflesso di quella che deve essere la sua magnificenza.
Ma ecco che si insinua il tarlo del dubbio, annunciato da quel "we suppose". Cosa sarà di noi in quel luogo così splendente? Come saremo adornati da quella grazia soprannaturale? In questa vita non siamo in grado di saperlo, possiamo soltanto immaginare e sperare.


J576 (1862) / F546 (1863)

I prayed, at first, a little Girl,
Because they told me to -
But stopped, when qualified to guess
How prayer would feel - to me -

If I believed God looked around,
Each time my Childish eye
Fixed full, and steady, on his own
In Childish honesty -

And told him what I'd like, today,
And parts of his far plan
That baffled me -
The mingled side
Of his Divinity -

And often since, in Danger,
I count the force 'twould be
To have a God so strong as that
To hold my life for me

Till I could Catch my Balance
That slips so easy, now,
It takes me all the while to poise -
And then - it does'nt stay -

    Pregavo, al principio, da Bambina,
Perché mi avevano detto di farlo -
Ma smisi, quando fui capace di intuire
Che cosa la preghiera sarebbe stata - per me -

Se avessi creduto a un Dio che si guardava intorno,
Ogni volta che i miei Occhi Infantili
Si fissavano direttamente, e fermi, sui suoi
Con Infantile onestà -

E gli dicevano quello che avrei voluto, oggi,
E le parti del suo remoto disegno
Che mi sconcertavano -
Il lato confuso
Della sua Divinità -

E spesso da allora, nel Pericolo,
Calcolo la forza che ci sarebbe
Ad avere un Dio così forte
Da impugnare la vita al posto mio

Finché fossi in grado di Afferrare l'Equilibrio
Che scivola così facilmente, ora,
Mi costringe tutto il tempo a raddrizzarlo -
E poi - non regge -

Una riflessione molto cruda sul ruolo della divinità, su ciò che l'uomo si aspetta da quello che crede sia il suo creatore, e su quanto sia poi grande la disillusione di non trovare nessun concreto conforto da un dio che resta profondamente estraneo ed assente.
Inizia con una constatazione, che è poi anche un ricordo di quasi tutti noi: da bambini si prega perché qualcuno ci dice di farlo. Quando si comincia a ragionare (quando si è "qualified" - e non è detto che questo accada per tutti -) di solito si smette, perché ci si rende conto di cosa significherebbe credere in un dio che si volta dall'altra parte, si guarda intorno quando lo fissiamo fiduciosi con i nostri occhi fanciulleschi e la nostra onestà infantile. E soprattutto quando ci rendiamo conto che non esistono risposte alle domande che sorgono spontanee quando vediamo ciò che ci circonda e non capiamo quale mai potrà essere quel disegno divino che produce tante sofferenze qui da noi; quando proviamo a intravedere un barlume di luce nei lati oscuri della divinità.
Certo questa rinuncia ci costa. Quando siamo in pericolo proviamo quasi nostalgia di quella che avrebbe potuto essere la vita con un dio vicino, pronto a prendere in mano il nostro destino, a sorreggerci quando il nostro equilibrio vacilla.
Ma così non è, siamo costretti ogni volta a raddrizzare le nostre esistenze, che scivolano così facilmente, e sappiamo che se pure riusciremo e tenerle in equilibrio per un po', alla fine non ce la faremo a vincere l'inappellabile sentenza che ci aspetta.
Ho scelto due varianti, al primo e secondo verso dell'ultima strofa: "Catch my" al posto di "take the" ("tenere [l'Equilibrio]") e "slips so easy" al posto di "tips so frequent" ("s'impunta così spesso"). Il senso rimane simile, ma la scelta di tradurre "impugnare" il verbo "to hold" del verso precedente mi ha fatto preferire due verbi (afferrare e scivolare) che rendono bene l'idea di qualcosa che non riusciamo a tenere in mano, che scivola inesorabilmente nonostante i nostri sforzi.
Johnson riporta un brano di Religio Medici di Thomas Browne (I parte, sezione 13) sull'inconoscibilità di Dio, riprendendo un'indicazione di George F. Whicher, che, nel suo This Was a Poet, Scribner's, New York 1938, pp. 222-223, cita come "un'eco verbale" della terza strofa la frase che ho evidenziato in grassetto: "I know God is wise in all; wonderful in what we conceive, but far more in what we comprehend not: for we behold him but asquint, upon reflex or shadow; our understanding is dimmer than Moses eye; we are ignorant of the back-parts or lower side of his divinity; therefore, to pry into the maze of his counsels, is not only folly in man, but presumption even in angels." ("So che Dio è saggio nella sua interezza e prodigioso in tutto quello che fa; ma molto di più è ciò che non comprendiamo: perché lo guardiamo solo di traverso, come il riflesso di un'ombra; la nostra comprensione è più incerta dello sguardo di Mosè; noi ignoriamo la parte nascosta, o il lato più profondo, della sua essenza divina; quindi, curiosare nel labirinto dei suoi disegni, è non solo follia nell'uomo, ma presunzione persino negli angeli.").


J577 (1862) / F431 (1862)

If I may have it, when it's dead,
I'll be contented - so -
If just as soon as Breath is out
It shall belong to me -

Until they lock it in the Grave,
'Tis Bliss I cannot weigh -
For tho' they lock Thee in the Grave,
Myself - can own the key -

Think of it Lover! I and Thee
Permitted - face to face to be -
After a Life - a Death - we'll say -
For Death was That -
And This - is Thee -

I'll tell Thee All - how Bald it grew -
How Midnight felt, at first - to me -
How all the Clocks stopped in the World -
And Sunshine pinched me - 'Twas so cold -

Then how the Grief got sleepy - some -
As if my soul were deaf and dumb -
Just making signs - across - to Thee -
That this way - thou could'st notice me -

I'll tell you how I tried to keep
A smile, to show you, when this Deep
All Waded - We look back for Play,
At those Old Times - in Calvary,

Forgive me, if the Grave come slow -
For Coveting to look at Thee -
Forgive me, if to stroke thy frost
Outvisions Paradise!

    Se potrò averlo, quando sarà morto,
Sarò contenta - davvero -
Se non appena il Respiro sarà cessato
Mi apparterrà -

Finché lo chiuderanno nella Tomba,
Sarà Beatitudine incommensurabile -
Perché sebbene Ti chiudano nella Tomba,
Io - posso averne la chiave -

Pensaci Amore! Io e Te
Potremo - stare faccia a faccia -
Dopo una Vita - una Morte - diremo -
Perché la Morte fu Quella -
E Questa - sei Tu -

Ti dirò Tutto - come Spoglia crebbe -
Come Mezzanotte sembrava, dapprima - a me -
Come tutti gli Orologi si fermarono nel Mondo -
E la Luce del Sole mi pungeva - era così fredda -

Poi di come il Dolore si attutì - un po' -
Come se la mia anima fosse sorda e muta -
E facesse solo segni - verso - di Te -
Affinché - tu potessi accorgerti di me -

Ti dirò come cercai di serbare
Un sorriso, da mostrarti, quando la Profondità
Intera Guadata - Ci volgeremo indietro per Scherzare,
Su quei Vecchi Tempi - nel Calvario,

Perdonami, se la Tomba arriva lentamente -
Rispetto alla Brama di vederti -
Perdonami, se accarezzare il tuo gelo
Fa eclissare il Paradiso!

Un completo rovesciamento del rapporto vita-morte, reso esplicito nella terza strofa. La morte come unico modo di unire definitivamente ciò che non è stato possibile unire in una vita che viene lapidariamente definita "Calvary". Una vita che cresce spoglia, che sembra una mezzanotte, dove anche la luce del sole diventa una fredda lama pungente.
Bellissima l'ultima strofa, con quel perdono chiesto per una morte che tarda ad arrivare e quel paradiso che scompare alla vista rispetto all'accarezzare il gelo dell'amato.


J578 (1862) / F438 (1862)

The Body grows without -
The more convenient way -
That if the Spirit - like to hide
It's Temple stands, alway,

Ajar - secure - inviting -
It never did betray
The Soul that asked it's shelter
In solemn honesty

    Il Corpo cresce all'esterno -
Il modo più conveniente -
Perché se lo Spirito - vuole nascondersi
Il suo Tempio rimane diritto, sempre,

Socchiuso - sicuro - invitante -
Non tradisce mai
L'Anima che chiede asilo
In solenne onestà

Dopo tante riflessioni metafisiche ED si concede un affettuoso elogio del corpo. È un po' appariscente, cresce solo fuori ed è fatto solo di carne, ma non tradisce mai l'anima che chiede asilo e ha bisogno di lui per celarsi agli occhi mortali prima di spiccare il volo.


J579 (1862) / F439 (1862)

I had been hungry, all the Years -
My Noon had Come - to dine -
I trembling drew the Table near -
And touched the Curious Wine -

'Twas this on Tables I had seen -
When turning, hungry, Home
I looked in Windows, for the Wealth
I could not hope - for Mine -

I did not know the ample Bread -
'Twas so unlike the Crumb
The Birds and I, had often shared
In Nature's - Dining Room -

The Plenty hurt me - 'twas so new -
Myself felt ill - and odd -
As Berry - of a Mountain Bush -
Transplanted - to a Road -

Nor was I hungry - so I found
That Hunger - was a way
Of persons Outside Windows -
The entering - takes away -

    Avevo avuto fame, tutti quegli Anni -
Il mio Mezzogiorno era Giunto - per pranzare -
Mi accostai tremante alla Tavola -
E sfiorai lo Strano Vino -

Era quello che avevo visto sulle Tavole -
Quando tornando, affamata, a Casa
Guardavo attraverso le Finestre, la Ricchezza
Che non speravo - per Me -

Non conoscevo quel copioso Pane -
Così diverso dalla Briciola
Che gli Uccelli ed io, avevamo spesso condiviso
Nella Sala da Pranzo - della Natura -

L'Abbondanza mi ferì - era così nuova -
Mi sentivo male - e strana -
Come una Bacca - di un Arbusto Montano -
Trapiantata - su una Strada -

Non avevo più fame - così scoprii
Che la Fame - è la condizione
Di persone Fuori dalle Finestre -
L'entrare - la rimuove -

Una variazione sul tema del desiderio che nessun dono potrà soddisfare, così come è esplicitamente detto negli ultimi versi. Ma anche una riflessione su desideri lungamente coltivati, e lungamente non soddisfatti, che, una volta finalmente a portata di mano, sembrano causare uno stato di smarrimento, come una novità che venga a turbare il tranquillo tran tran quotidiano della bacca di un arbusto montano che si trova improvvisamente in strada, a contatto di quel mondo che magari aveva a lungo desiderato, e ora si rivela estraneo e fa paura, sconcerta (vedi "odd" alla seconda strofa).


J580 (1862) / F426 (1862)

I gave myself to Him -
And took Himself, for Pay -
The Solemn Contract of a Life
Was ratified, this way -

The Wealth might disappoint -
Myself a poorer prove
Than this great Purchaser suspect,
The Daily Own - of Love

Depreciate the Vision -
But till the Merchant buy -
How Fable - in the Isles of spice -
The subtle Cargoes - lie -

At least - 'tis Mutual - Risk -
Some - found it - Mutual Gain -
Sweet Debt of Life - Each Night to owe -
Insolvent - every Noon -

    Mi diedi a Lui -
E Lui stesso presi, in Pagamento -
Il Solenne Contratto di una Vita
Fu ratificato, così -

La Ricchezza potrebbe deludere -
Io più povera dimostrarmi
Di quanto il grande Compratore supponga,
Il Quotidiano Possesso - dell'Amore

Svaluta la Visione -
Ma finché il Mercante compra -
Come una Favola - nelle Isole delle spezie -
Gl'impalpabili Carichi - giacciono -

Almeno - è Reciproco - il Rischio -
Alcuni - lo reputano - un Reciproco Guadagno -
Dolce Debito della Vita - Ogni Notte da onorare -
Insolvente - ogni Mezzogiorno -

Un mutuo contratto d'amore: mi diedi a lui e da lui fui pagata col compenso di se stesso. L'acquisto, certo, potrebbe deluderlo, io dimostrarmi meno preziosa di quanto lui immagini. La vita quotidiana, l'abitudine, potrebbero svalutare questo amore. Ma finché ci sarà qualcuno che compra, che è disposto a stipulare questo dolce contratto, i sognanti carichi, che la nostra fantasia situa nelle favolose isole delle spezie, resteranno vivi, come una favola che non esaurisce la propria bellezza. E comunque, il contratto è reciproco, il debito è dolce e dura per la vita, ma è un debito da onorare ogni notte, e ogni giorno da rinnovare.
Al terzo verso della quarta strofa ho scelto la variante "How" al posto di "Still".


J581 (1862) / F436 (1862)

I found the words to every thought
I ever had - but One -
And that - defies me -
As a Hand did try to chalk the Sun

To Races - nurtured in the Dark -
How would your own - begin?
Can Blaze be shown in Cochineal -
Or Noon - in Mazarin?

    Ho trovato le parole per ogni pensiero
Che ho mai avuto - tranne Uno -
E quello - mi sfida -
Come una Mano che cercasse di abbozzare il Sole

A Razze - allevate nel Buio -
In che modo fareste la vostra - cominciare?
Può la Vampa essere resa col Carminio -
O il Mezzogiorno - coll'Indaco?

Sull'indicibilità di qualcosa. ED non ci spiega cosa sia quell'"One" del secondo verso. Il quarto e il quinto parlano di qualcosa che non può essere spiegato a chi non ne ha mai avuto esperienza, come voler spiegare il sole a una razza cresciuta nel buio. Questa metafora fa pensare alla morte, difficile da capire per chi ha esperienze che hanno a che fare soltanto con la vita, visto che chi l'ha provata non ci ha mai potuto raccontare niente. Ma potrebbe comunque essere qualsiasi altra cosa che esula dalla nostra ristretta visione del mondo. Gli ultimi versi (la vampa, il mezzogiorno, difficili da rendere con i colori che abbiamo a disposizione - ma in fin dei conti anche il sole del quarto) potrebbero infatti riferirsi a qualcosa di splendente, di luminoso, non racchiudibile in una descrizione umana. In questo senso potremmo pensare all'immortalità, alle inconoscibili estasi del paradiso. Senza naturalmente escludere che ED stia parlando di sentimenti umani ma estremi, difficile da descrivere. Io propenderei, visti anche i temi dickinsoniani, per la morte/immortalità, un connubio che ha in sé connotati insieme dolorosi ed estatici, oltre ad essere indubbiamente impossibile da trattare razionalmente: tutti quelli che ci hanno provato hanno, chi più chi meno, fallito.
Al terzo verso c'è il verbo "to chalk" che significa "tracciare con il gesso" ("chalk" significa appunto "gesso"). Nelle versioni che conosco viene tradotto variamente: Malroux: "tracciare col gesso"; Bini: "ritrarre"; Lanati: "disegnare"; Virgillito: "tracciare"; Binni e Raffo nel Meridiano: "raffigurare" Per aggiungerne un'altra ho tradotto con "abbozzare".


J582 (1862) / F414 (1862)

Inconceivably solemn!
Things so gay
Pierce - by the very Press
Of Imagery -

Their far Parades - order on the eye
With a mute Pomp -
A pleading Pageantry -

Flags, are a brave sight -
But no true Eye
Ever went by One -
Steadily -

Music's triumphant -
But a fine Ear
Winces with delight
Are Drums too near -

    Inconcepibilmente solenne!
Cose tanto gaie
Colpiscono - col semplice Incalzare
delle Immagini -

Le loro remote Sfilate - s'impongono all'occhio
Con un muto Sfarzo -
Un perorante Sfoggio -

Le bandiere, sono una vista superba -
Ma un Occhio acuto
Non vi si accosta mai -
Impassibile -

La musica è trionfale -
Ma un Orecchio fine
Rintrona alla delizia
Di Tamburi troppo vicini -

Un'ironica e graffiante descrizione dell'ostentazione, così "inconcepibilmente solenne". Che colpisce (ED usa "pierce", che significa concretamente "penetrare" - vedi il piercing - ma in modo figurato significa, come nell'italiano "penetrante", che colpisce a fondo) per la folla di immagini, di parole, che vengono gettate addosso a chi vede o ascolta.
Nella seconda strofa c'è come un gioco pirotecnico di sinonimi: "Parades", "Pomp"e "Pageantry" che ho tradotto con "Sfilate", "Sfarzo" e "Sfoggio" per mantenere l'allitterazione iniziale. Il "pleading" dell'ultimo verso della strofa può essere tradotto con "supplice, implorante", ma ho preferito "perorante" perché in questo sfoggio, in questa ostentazione, non vedo una supplica ma una narcisistica perorazione di sé stessi.
Nella terza le immagini vengono concretizzate nella "vista superba delle bandiere", che però non ingannano l'impassibile acutezza di un occhio esperto.
La strofa conclusiva passa dall'occhio all'orecchio, che nell'ascoltare questa musica trionfale è rintronato da un rumore che vorrebbe esprimere delizia, felicità, ma lo fa con troppi tamburi. Per descrivere la sensazione dell'orecchio ED usa il verbo "wince" (trasalire, sobbalzare) suggerendo poi la variante "ache" (dolere, far male), l'unione delle due varianti, riferite a un orecchio, suggerisce l'uso di "rintronare".
Al secondo verso dell'ultima strofa ho usato la variante "a" al posto di "the".


J583 (1862) / F419 (1862)

A Toad, can die of Light -
Death is the Common Right
Of Toads and Men -
Of Earl and Midge
The privilege -
Why swagger, then?
The Gnat's supremacy is large as Thine -

Life - is a different Thing -
So measure Wine -
Naked of Flask - Naked of Cask -
Bare Rhine -
Which Ruby's mine?

    Un Rospo, può morire di Luce -
La Morte è un Normale Diritto
Di Rospi e Uomini -
Di Conte e Pulce
Il privilegio -
Perché darsi arie, allora?
Il primato del Moscerino è grande quanto il Tuo -

La Vita - è una Cosa diversa -
Misura così il Vino -
Spogliato del Fiasco - Spogliato della Botte -
Puro Reno -
Quale Rubino è il mio?

La morte non è la cosa che ci distingue dagli altri esseri viventi. Noi moriamo come muore il rospo, la pulce, il moscerino. Quello che invece si distingue è la vita, ma non la vita esteriore, in fin dei conti anche quella ci accomuna agli altri esseri viventi. Quello che veramente ci fa sentire esseri umani è la vita spogliata dal contenitore e misurata nella sua purezza, nella sua grandezza interiore.
Per l'ultimo verso due possibili interpretazioni: "qual è il gioiello che riuscirò a possedere?" o, attenendoci alla metafora enologica dei versi che precedono, di quale "rosso rubino - ovvero di quale vino - sarà fatta la mia vita?" Propendo molto di più verso la seconda.


J584 (1862) / F421 (1862)

It ceased to hurt me, though so slow
I could not see the trouble go -
But only knew by looking back -
That something - had obscured the Track -

Nor when it altered, I could say,
For I had worn it, every day,
As constant as the Childish frock -
I hung upon the Peg, at night.

But not the Grief - that nestled Close
As Needles - ladies softly press
To Cushions Cheeks -
To keep their place -

Nor what consoled it, I could trace -
Except, whereas 'twas Wilderness -
It's better - almost Peace -

    Cessò di farmi male, anche se così lentamente
Che non fui in grado di vedere la sofferenza andarsene -
Ma solo di distinguere volgendomi indietro -
Che qualcosa - ne aveva oscurato l'Impronta -

Né quando si modificò, potrei dire.
Perché l'avevo indossata, ogni giorno,
Di continuo come il grembiule della Fanciullezza -
Che appendevo al Gancio, di notte.

Ma non il Dolore - annidato a Fondo
Come Aghi - che le signore delicatamente premono
Sui Lati dei Puntaspilli -
Per tenerli in ordine -

Né di cosa l'avesse consolata, trovai traccia -
Salvo che là, dove c'era un Deserto -
Si sta meglio - è quasi Pace -

Qui ED descrive l'attenuarsi quasi impercettibile della sofferenza (anche "Angoscia" in una variante di "trouble" al verso 2), paragonandolo all'abito della fanciullezza, che il tempo aiuta man mano ad abbandonare. Ma dentro di noi rimane il sentimento più pungente: il dolore, che si annida nel profondo, nell'intimo, come le spille infilate in un puntaspilli ("cheeks" è tradotto da Raffo nel Meridiano con "guance". Nel Webster la parola è definita anche come "i due lati di una macchina, o di una qualsiasi cosa, che combaciano" come nelle presse - ho preferito perciò tradurre con "Lati"). Un'immagine molto pregnante, che dà un'idea precisa di qualcosa tenuto in ordine, a bada, ma che comunque è conficcato dentro, è pungente.
Nell'ultima strofa si rafforza la mancanza di tracce visibili, che possano far capire quando e in che modo la sofferenza se n'è andata. Si può soltanto constatare che là dove prima c'era un deserto ora va meglio, c'è "quasi" la pace. Un modo quasi rassegnato di dire che siamo quasi costretti a mettere da parte la sofferenza, per continuare a vivere, ma non perché cambi qualcosa, solo perché l'abitudine la rende "quasi" invisibile.


J585 (1862) / F383 (1862)

I like to see it lap the Miles -
And lick the Valleys up -
And stop to feed itself at Tanks -
And then - prodigious step

Around a Pile of Mountains -
And supercilious peer
In Shanties - by the sides of Roads -
And then a Quarry pare

To fit it's sides
And crawl between
Complaining all the while
In horrid - hooting stanza -
Then chase itself down Hill -

And neigh like Boanerges -
Then - punctual as - a Star
Stop - docile and omnipotent
At it's own stable door -

    Mi piace vederlo divorare le Miglia -
E inghiottire le Valli -
E fermarsi a mangiare alle Cisterne -
E poi - in prodigiosa andatura

Intorno a Mucchi di Montagne -
E altezzoso dare un'occhiata
Nelle Casupole - a fianco delle Strade -
E poi tagliarsi Gallerie

Adatte ai suoi fianchi
E strisciarvi in mezzo
Lagnandosi nel frattempo
In orrida - urlante strofa -
Poi precipitarsi giù per la Collina -

E nitrire come Boanerges -
Poi - puntuale come - una Stella
Fermarsi - docile e onnipotente
Alla porta della sua scuderia -

Divertito omaggio di ED ad una creatura del padre: il treno, paragonato a un cavallo selvaggio che scorrazza per monti e valli, che nel 1853, grazie agli sforzi di Edward Dickinson, arrivò ad Amherst nella stazione costruita a fianco di Main Street, a poca distanza dalla Homestead, dove i Dickinson sarebbero tornati nel 1855 dopo i quindici anni passati nella casa di North Pleasant Street.
Nei primi due versi ED usa due verbi: "lap" e "lick up", che in uno dei significati del Webster sono considerati sinonimi: To lap: "to take into the mouth with the tongue; to lick up", a sua volta to lick up è definito: "to devour; to consume entirely". Ho tradotto "lap" con "divorare" (visto che anche in italiano si dice "divorare i chilometri") e "lick up" con "inghiottire", quasi che il treno faccia un sol boccone della valli che attraversa.
Al verso 14 "Boanerges" è riferito a Marco 3,16-17: "Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; poi Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanerges, cioè figli del tuono".
Al verso 15 ho scelto la variante "punctual as" al posto di "prompter than" ("più esatto di").


J586 (1862) / F392 (1862)

We talked as Girls do -
Fond, and late -
We speculated fair, on every subject, but the Grave -
Of our's, none affair -

We handled Destinies, as cool -
As we - Disposers - be -
And God, a Quiet Party
To our authority -

But fondest, dwelt upon Ourself
As we eventual - be -
When Girls, to Women, softly raised
We - occupy - Degree -

We parted with a contract
To cherish, and to write
But Heaven made both, impossible
Before another night.

    Chiacchieravamo come fanno le Ragazze -
Spensierate, e fino a tardi -
Speculavamo in armonia, su qualsiasi cosa, tranne la Tomba -
Non era affar nostro -

Maneggiavamo Destini, freddamente -
Come se - chi li Distribuisce - fossimo -
E Dio, un Silenzioso Seguace
Della nostra autorità -

Ma ancor più spensierate, ci soffermavamo su Noi stesse -
Su come - saremmo state
Quando da Ragazze, a Donne, pian piano innalzate
Avremmo - ricoperto - il Rango -

Ci separammo con il patto
Di serbare l'affetto, e scrivere
Ma il Cielo rese entrambe le cose, impossibili
Prima di una nuova notte.

Il dolce ricordo di un'amicizia finita, probabilmente, con una morte prematura (vedi l'ultimo verso). Ma anche la nostalgia degli spensierati sogni della giovinezza, quando si pensa di avere i destini del mondo nelle proprie mani ("As we - Disposers - be -"), si fantastica sul futuro e la tomba sembra essere un qualcosa di totalmente estraneo.
Traduzione non facile per la presenza di molti termini che hanno significati diversi, tutti più o meno adatti ai versi.
"Fond", nel secondo verso, significa "appassionato, che ama ardentemente" ma anche "insensato, banale, futile, frivolo". Io ho tradotto con "spensierate", un aggettivo che mi è sembrato non lontano da uno dei significati letterali e il più adatto a due ragazze che chiacchierano di sera fuori della porta di casa.
"Fair", verso 3, ha, come avverbio, molti significati: "apertamente, francamente, civilmente, cortesemente, candidamente, onestamente, equamente, felicemente, con successo, in buone relazioni". Io ho scelto l'ultimo, e ho tradotto con "in armonia".
"Party", verso 7, è usato nel senso di "partecipante", come se dicessimo "un tranquillo, ma anche secondario, partecipante alla nostra indiscussa autorità". Così ho tradotto con "silenzioso seguace".
"Softly", verso 11, significa "sofficemente, delicatamente" ma anche, in senso figurato, "senza scosse". Visto anche il senso del verso ho scelto di tradurre con "pian piano".
"To cherish", verso 14, significa "trattare con tenerezza, essere affezionato, tenere caro, incoraggiare, dare rifugio". Ho tradotto con "serbare l'affetto" anche perché ED ha indicato la variante "to recollect", ovvero "ricordare, rammentare".


J587 (1862) / F393 (1862)

Empty my Heart, of Thee -
It's single Artery -
Begin, and leave Thee out -
Simply Extinction's Date -

Much Billow hath the Sea -
One Baltic - They -
Subtract Thyself, in play,
And not enough of me
Is left - to put away -
"Myself" meanth Thee -

Erase the Root - no Tree -
Thee - then - no me -
The Heavens stripped -
Eternity's vast pocket, picked -

    Svuota il mio Cuore, di Te -
La sua unica Arteria -
Inizia, e tralascia Te -
Semplicemente la Data d'Estinzione -

Molte Ondate ha il Mare -
Un Baltico - Esse -
Sottrai Te stesso, per gioco,
E non abbastanza di me
Resta - da metter via -
"Me stessa" significava Te -

Cancella la Radice - niente Albero -
Te - allora - niente me -
I Cieli spogliati -
Dell'Eternità la vasta borsa, borseggiata -

Svuota il mio cuore di te, che sei la sua unica arteria vitale, inizia a uscire da me e questa sarà semplicemente la data dell'estinzione di me stessa.
Il mare ha molte ondate, le ondate hanno un Baltico da percorrere, mentre io ho solo te. Se sottrai te stesso a me, magari per gioco, perché non sai quanto sei importante per me, nulla più rimane di me stessa, nemmeno un avanzo da metter via, perché il mio io si identificava in te.
Se elimini la radice, nulla rimane dell'albero: così, se elimini te da me, allora niente rimane di me.
Anche i cieli saranno un landa desolata, spogliati del loro fulgore. E anche la vasta borsa dell'eternità resterà vuota, derubata di tutto.


J588 (1862) / F394 (1862)

I cried at Pity - not at Pain -
I heard a Woman say
"Poor Child" - and something in her voice
Convinced me - of me -

So long I fainted, to myself
It seemed the common way,
And Health, and Laughter, curious things -
To look at, like a Toy -

To sometimes hear "Rich people" buy -
And see the Parcel rolled -
And carried, I suppose - to Heaven,
For children, made of Gold -

But not to touch, or wish for,
Or think of, with a sigh -
And so and so - had been to me,
Had God willed differently.

I wish I knew that Woman's name -
So when she comes this way,
To hold my life, and hold my ears
For fear I hear her say

She's "sorry I am dead" - again -
Just when the Grave and I -
Have sobbed ourselves almost to sleep,
Our only Lullaby -

    Piangevo di Pietà - non di Pena -
Udii una Donna dire
"Povera Bambina" - e qualcosa nella sua voce
Me ne fece - convinta -

Tanto a lungo languii, che a me
Sembrava una condizione normale,
E la Salute, e il Ridere, cose bizzarre -
Da guardare, come a un Gioco -

Talvolta sentire che i "Ricchi" lo comprano -
E vedere il Pacchetto incartato -
E portato, suppongo - in Cielo,
Per bambini, fatti d'Oro -

Ma senza poterlo toccare, o desiderare,
O pensarci, con un sospiro -
E rimuginare - che sarebbe stato di me,
Avesse Dio voluto diversamente.

Vorrei sapere il nome di quella Donna -
Così quando passerà di qua,
Terrò stretta la mia vita, e le orecchie
Per paura di sentirla dire

Ancora - che le "spiace ch'io sia morta" -
Proprio quando la Tomba ed io -
Abbiamo singhiozzato tanto da addormentarci,
Alla nostra sola Ninnananna -

Non ci si rende subito conto della presenza del dolore. Talvolta si piange senza sapere bene perché, finché qualcuno, o qualcosa dentro di noi, non ci mette davanti alla dura realtà. A quel punto, se non si riesce a reagire, la vita diventa un continuo languore, un pensare che la felicità appartenga solo agli altri, come vedere giocattoli senza poterli toccare e nemmeno desiderare, e sapere che sono doni che spettano solo a chi è riuscito a vivere sapendo distinguere i colori, e non soltanto vedendo grigio e rammaricandosi del proprio destino. Se non si riesce a reagire, l'unica difesa è l'abbandono, il dormire facendosi cullare dal proprio dolore. Ma anche il rifiuto di sapere, come se il dolore meno consapevole fosse più facile da sopportare.
Nel terzo verso della quarta strofa quel "so and so", non è facile da tradurre. Significa o "tal dei tali, un tizio, un tale" o anche "così e cosà". Nel Meridiano (Raffo) il verso è tradotto con "che la tal cosa sarebbe stata mia". Io l'ho interpretato più nel secondo significato, pensando a quel "so and so" come a qualcosa che viene ripetuto di continuo nella mente, e ho perciò tradotto, liberamente, con "rimuginare".
Il verso 4 era "Convinced myself of me -", il "myself" è stato cancellato e sostituito da "me -". Al verso 11 ho scelto la variante "I" al posto di "we"; al verso 15, "me" al posto di "us".


J589 (1862) / F617 (1863)

The Night was wide, and furnished scant
With but a single Star -
That often as a Cloud it met -
Blew out itself - for fear -

The Wind pursued the little Bush -
And drove away the Leaves
November left - then clambered up
And fretted in the Eaves -

No Squirrel went abroad -
A Dog's belated feet
Like intermittent Plush, be heard
Adown the empty Street -

To feel if Blinds be fast -
And closer to the fire -
Her little Rocking Chair to draw -
And recollect the Poor -

The Housewife's gentle Task -
How pleasanter - said she
Unto the Sofa opposite -
The Sleet - than May, no Thee -

    La Notte era estesa, e guarnita appena
Con non più di una singola Stella -
Che ogni volta che incontrava una Nuvola -
Si spegneva - dalla paura -

Il Vento incalzava il piccolo Cespuglio -
E disperdeva le Foglie
Lasciate da novembre - poi si arrampicava
E si agitava nelle Grondaie -

Nemmeno uno Scoiattolo si avventurava fuori -
Il tardivo passo di un Cane
Come una Felpa intermittente, si udiva
Giù per la Strada vuota -

Accertare che le Imposte fossero serrate -
E più vicina al fuoco -
Trascinare la sua piccola Sedia a Dondolo -
E rammentarsi di chi è Povero -

Il lieve Compito della Massaia -
Quanto è più piacevole - disse
Verso il Sofà dirimpetto -
Il Nevischio - che maggio, senza Te -

Un altro piccolo capolavoro descrittivo, con immagini che partono da un cielo con una sola, timorosa, stella; scendono verso terra con il vento sui cespugli e le grondaie; si avvicinano alle case con un cane che si attarda sulla via deserta e infine entrano nel caldo e confortevole regno di una massaia, che negli ultimi tre versi capovolge quella che sembrava una poesia sui rigori invernali, facendola diventare un casalingo ma dolcissimo tributo all'uomo che ama, seduto sul sofà di fronte a lei, a cui dice "quanto è più piacevole questo nevischio, questo freddo, rispetto a un maggio sereno e caldo, ma senza te".
Nell'edizione Johnson del 1960 (quella ridotta rispetto all'edizione critica del 1955) c'è un piccolo refuso (che Franklin non manca di segnalare): al verso 11, al posto di "be" c'è "he".
Al verso 9 ho tradotto un po' liberamente "went abroad" (letteralmente "andava fuori" o anche "usciva") con "si avventurava fuori". L'ho trovato più adatto in italiano, e poi mi piaceva la vicinanza fonetica "went" - "avventurava".
Al verso 16 ho scelto la variante "recollect" al posto di "shiver for" ("rabbrividire per"). In questa strofa è molto curioso l'inserimento, fra i casalinghi e banali compiti della massaia, di rammentarsi di, o di rabbrividire per, chi è povero; una probabile ironia di ED sull'obbligatoria, ma molto distaccata, carità richiesta a un bravo cristiano.


J590 (1862) / F619 (1863)

Did you ever stand in a Cavern's Mouth -
Widths out of the Sun -
And look - and shudder, and block your breath -
And deem to be alone

In such a place, what horror,
How Goblin it would be -
And fly, as 'twere pursuing you?
Then Loneliness - looks so -

Did you ever look in a Cannon's face -
Between whose Yellow eye -
And your's - the Judgment intervened -
The Question of "To die" -

Extemporizing in your ear
Distinct as Satyr's Drums -
If you remember, and were saved -
It's liker so - it seems -

    Ti sei mai fermato sull'Imboccatura di una Caverna -
Fuori dalla portata del Sole -
E guardato - e tremato, e trattenuto il respiro -
E pensato di essere da solo

In un posto simile, orribile,
Come fosse uno Spettro -
E tu scappassi, mentre ti insegue?
Eccola la Solitudine - così appare -

Hai mai guardato in faccia un Cannone -
Fra il cui occhio Giallo -
E il tuo - si frapponeva il Giudizio -
La Questione del "Morire" -

S'imponeva improvvisa al tuo orecchio
Distintamente come i Tamburi di un Satiro?
Se rammenti, e ti sei salvato -
Questo ancora più simile - sembra -

Come si può descrivere la solitudine? ED ci prova con due immagini che descrivono due sensazioni diverse. La paura di essere da soli, in un posto lontano da tutto quello che potrebbe scaldare la nostra nudità, che ci fa fuggire verso non si sa dove, come davanti ad uno spettro che ci insegue.
Oppure l'improvvisa consapevolezza del dover morire, una sensazione che magari scacciamo nel nostro vivere quotidiano, ma che si presenta prepotente ogni volta che ci troviamo di fronte a qualcosa che ci rivela l'estrema solitudine nel nostro essere davanti alla più definitiva delle "questioni".
E conclude negli ultimi due versi: "se l'hai provata, quest'ultima sensazione, e la puoi raccontare, delle due è forse questa la cosa più simile che puoi accostare alla solitudine".
Al verso 14 ho scelto la variante "distinct" al posto di "as cool" ("gelida").


J591 (1862) / F622 (1863)

To interrupt His Yellow Plan
The Sun does not allow
Caprices of the Atmosphere -
And even when the Snow

Heaves Balls of Specks, like Vicious Boy
Directly in His Eye -
Does not so much as turn His Head -
Busy with Majesty -

'Tis His to stimulate the Earth -
And magnetize the Sea -
And bind Astronomy, in place,
Yet Any passing by

Would deem Ourselves - the busier
As the minutest Bee
That rides - emits a Thunder -
A Bomb - to justify -

    Di interrompere il Suo Giallo Programma
Il Sole non permette
Ai capricci dell'Atmosfera -
E anche quando la Neve

Lancia Palle di Pulviscolo, come un Ragazzaccio
Direttamente nei Suoi Occhi -
Non volta nemmeno la Testa -
Preso dalla sua Maestà -

È Lui che stimola la Terra -
E magnetizza il Mare -
E mantiene l'Astronomia, al suo posto,
Eppure un Qualsiasi passante

Riterrebbe Noi - i più occupati
Giacché l'Ape più minuscola
Che vola - emette un Tuono -
Degno - di una Bomba -

Le apparenze ingannano. Chi guardi superficialmente alle cose potrebbe pensare che l'ape, così veloce e attiva, sia molto più indaffarata del sole, così lento e tranquillo. E in senso figurato: quasi sempre le persone posate, calme, sono quelle che hanno più responsabilità, che fanno le cose più importanti. Molti sono invece quelli che appaiono indaffaratissimi, anche se spesso fanno molto rumore per nulla.


J592 (1862) / F624 (1863)

What care the Dead, for Chanticleer -
What care the Dead for Day?
'Tis late your Sunrise vex their face -
And Purple Ribaldry - of Morning

Pour as blank on them
As on the Tier of Wall
The Mason builded, yesterday,
And equally as cool -

What care the Dead for Summer?
The Solstice had no Sun
Could melt the Snow before their Gate -
And knew One Bird a Tune -

Could thrill their Mortised Ear
Of all the Birds that be -
This One - beloved of Mankind
Henceforward cherished be -

What care the Dead for Winter?
Themselves as easy freeze -
June Noon - as January Night -
As soon the South - her Breeze
Of Sycamore - or Cinnamon -
Deposit in a Stone
And put a Stone to keep it Warm -
Give Spices - unto Men -

    Che importa ai Morti, del Canto del Gallo -
Che importa ai Morti del Giorno?
Tardiva la vostra Aurora ne disturba il volto -
E la Purpurea Volgarità - del Mattino

Si riversa vacua su di loro
Come sullo Strato di Muro
Che il Muratore ha costruito, ieri,
E altrettanto gelida -

Che importa ai Morti dell'Estate?
Il Solstizio non ha Sole
Capace di sciogliere la Neve davanti al loro Cancello -
E si sapesse di un Solo Uccello la cui Melodia -

Fosse capace di eccitare le loro Orecchie Serrate
Di tutti gli Uccelli che esistono -
Quello Solo - adorato dall'Umanità
D'ora in avanti sarebbe nutrito -

Che importa ai Morti dell'Inverno?
Loro sono tanto indifferenti al gelo -
A Mezzogiorno di giugno - come di Notte a gennaio -
Quanto il primo Sud - che la sua Brezza
Di Sicomoro - e Cinnamomo -
Depone su una Pietra
E ne poggia un'Altra per mantenerla Calda -
Dà Sapori - agli Uomini -

Una rassegnata descrizione dell'insensibilità e della fissità provocata dalla morte, che non lascia nessuno spiraglio per la percezione di tutto ciò che ci circonda e rende la vita così varia e degna di essere vissuta. La poesia è costruita sulle domande che aprono la prima, terza e quinta strofa, ognuna riferita a un momento di cambiamento: il canto del gallo che preannuncia il risveglio del giorno, l'estate con il sole al suo culmine, l'inverno col suo gelo che però è mitigato dall'attesa del vento dal sud, che ridarà agli uomini i sapori che amano. Tutti questi momenti sono indifferenti a chi è nella tomba: l'aurora e il mattino cadono nel vuoto, come su un muro costruito di fresco. Il sole estivo non riesce a sciogliere il gelo della tomba. E anche l'inverno non li tocca, visto che il loro gelo dura per sempre.
Traduzione non facile, in particolare per l'ultima strofa. Dopo molti tentativi l'ho letta così: "i morti sono tanto indifferenti al gelo - perché è la loro condizione abituale in qualsiasi periodo dell'anno - quanto il primo vento del sud ridà agli uomini i sapori dell'estate, del risveglio, usando gli aromi di spezie esotiche simboleggiate dal sicomoro e dal cinnamomo". In pratica un paragone speculare: tanto il gelo lascia indifferenti i morti, quanto il risveglio della natura dà piacere agli uomini.
Al verso 11 ho scelto la variante "melt" al posto di "waste" ("consumare").


J593 (1862) / F627 (1863)

I think I was enchanted
When first a sombre Girl -
I read that Foreign Lady -
The Dark - felt beautiful -

And whether it was noon at night -
Or only Heaven - at noon -
For very Lunacy of Light
I had not power to tell -

The Bees - became as Butterflies -
The Butterflies - as Swans -
Approached - and spurned the narrow Grass -
And just the meanest Tunes

That Nature murmured to herself
To keep herself in Cheer -
I took for Giants - practising
Titanic Opera -

The Days - to Mighty Metres stept -
The Homeliest - adorned
As if unto a Jubilee
'Twere suddenly confirmed -

I could not have defined the change -
Conversion of the Mind
Like Sanctifying in the Soul -
Is witnessed - not explained -

'Twas a Divine Insanity -
The Danger to be sane
Should I again experience -
'Tis Antidote to turn -

To Tomes of Solid Witchcraft -
Magicians be asleep -
But Magic - hath an Element
Like Deity - to keep -

    Credo che fui incantata
Quando all'inizio oscura Ragazza -
Lessi quella Dama Straniera -
Il Buio - sembrava bellissimo -

E se fosse mezzogiorno di notte -
O solo Paradiso - a mezzogiorno -
Per pura Pazzia della Luce
Non avrei potuto dirlo -

Le Api - diventavano come Farfalle -
Le Farfalle - come Cigni -
Si accostavano - e sdegnavano l'Erba sottile -
E persino i più insignificanti Motivi

Che la Natura mormorava fra sé
Per mantenersi di Buon Umore -
Prendevo per Giganti - intenti
A un'Opera Titanica -

I Giorni - avanzavano con Ritmi Possenti -
Il più Insignificante - adornato
Come se ad Anniversario
Fosse improvvisamente promosso -

Non avrei potuto definire il cambiamento -
La Conversione della Mente
Come la Santificazione dell'Anima -
È testimoniata - non spiegata -

Era una Divina Infermità -
Il Pericolo di essere sana
Dovessi di nuovo sperimentare -
C'è un Antidoto a cui rivolgersi -

A Tomi di Solida Stregoneria -
I Maghi dormano pure -
Ma la Magia - ha un Elemento
Che come la Deità - rimane -

Dedicata a Elizabeth Barrett Browning, come la J312-F600 e la J363-F637.
Stavolta ED descrive quali sono state le sensazioni provate nel momento della scoperta della poesia. Una sorta di mondo che si apre, e fa vedere in modo diverso tutto ciò che prima era soltanto quotidianità. Così l'oscurità diventa mistero da scoprire, l'ape diventa farfalla, la farfalla cigno, i giorni che si susseguono, anche i più insignificanti, assurgono al rango di anniversario, ciascuno importante e diverso dall'altro. Una malattia dalla quale non si vuole guarire. Anzi, dovessimo guarire da questa divina infermità, è già pronto l'antidoto: i libri, che continuano a vivere con il loro magico incanto anche quando chi li ha scritti non c'è più. Può morire il poeta, non la poesia.


J594 (1862) / F629 (1863)

The Battle fought between the Soul
And No Man - is the One
Of all the Battles prevalent -
By far the Greater One -

No News of it is had abroad -
It's Bodiless Campaign
Establishes, and terminates -
Invisible - Unknown -

Nor History - record it -
As Legions of a Night
The Sunrise scatters - These endure -
Enact - and dissipate -

    La Battaglia combattuta fra l'Anima
E Nessuno - è Quella
Prevalente su tutte le Battaglie -
Di gran lunga la più Grande -

Nessuna Notizia se ne ha all'esterno -
La sua Incorporea Campagna
Prende forma, e termina -
Invisibile - Sconosciuta -

Né la Storia - la registra -
Come Legioni di una Notte
Che l'Alba disperde - Loro resistono -
Lasciano il segno - e si dissolvono -

La battaglia più importante è quella che si svolge nel nostro intimo. Quella che coinvolge la nostra anima e nessun altro se non noi stessi. Nessuno ne vede lo svolgimento, è una campagna incorporea, e sconosciuta a chi non ne è teatro, ma è di gran lunga più importante di quelle che ci capita di combattere alla luce del sole nel corso della nostra vita. E come la notte, i cui residui vengono dispersi dalle prime luci dell'alba ma continuano a far sentire la loro presenza anche quando si dissolvono, lascia un segno che non può essere cancellato.
All'ultimo verso ho scelto la variante "dissipate" al posto di "terminate" ("si concludono").


J595 (1862) / F507 (1863)

Like Mighty Foot Lights - burned the Red
At Bases of the Trees -
The far Theatricals of Day
Exhibiting - to These -

'Twas Universe - that did applaud -
While Chiefest - of the Crowd -
Enabled by his Royal Dress -
Myself distinguished God -

    Come Potenti Luci di Ribalta - ardeva il Rosso
Alla Base degli Alberi -
La lontana Recita del Giorno
Interpretava - per Essi -

Era l'Universo - che applaudiva -
Finché a Capo Supremo - della Folla -
Resa capace dal suo Abito Regale -
Io riconobbi Dio -

Il tramonto, simbolo della bellezza e della maestà della natura, visto come uno spettacolo teatrale, che illumina la scena del mondo e interpreta la lontana (nel senso di ormai quasi interamente trascorsa) ma ciclica recita del giorno.
Nell'ultima strofa sono possibili due letture, perché non è chiaro se "enabled", nel penultimo verso, si riferisca a "God" o a "Myself". Delle cinque versioni che ho, tre scelgono God (Guidacci nel Meridiano, Bacigalupo e Malroux) e due Myself (Raffo e Quattrone).
Nel primo caso ("Distinto dal suo Abito Regale -"), persino Dio è fra gli spettatori plaudenti e si riconosce subito, perché svetta fra gli altri con la sua maestà e il suo abito regale, ovvero: nel tramonto, nella bellezza della natura, in quegli abiti cosi maestosi e regali, io riconosco Dio. Nel secondo, l'abito regale (sempre la bellezza del tramonto) conferisce all'io narrante la facoltà di poter riconoscere Dio, ovvero: la bellezza della natura è un tramite per riconoscerne il creatore.
Ho scelto la seconda interpretazione, perché il significato del verbo "to enable" ("enabled by" potrebbe essere tradotto con "con l'autorità, o la facoltà, conferitami da") mi sembra adattarsi meglio a questa rispetto all'altra. Comunque la distinzione è sfumata e non determinante: in entrambi i casi il significato ultimo non cambia. Nel primo sembra prevalere una visione vagamente panteistica, mentre nel secondo c'è una più accentuata visione mistica della natura che avvicina a Dio.


J596 (1862) / F518 (1863)

When I was small, a Woman died -
Today - her Only Boy
Went up from the Potomac -
His face all Victory

To look at her - How slowly
The Seasons must have turned
Till Bullets clipt an Angle
And He passed quickly round -

If pride shall be in Paradise -
Ourself cannot decide -
Of their imperial conduct -
No person testified -

But, proud in Apparition -
That Woman and her Boy
Pass back and forth, before my Brain
As even in the sky -

I'm confident that Bravoes -
Perpetual break abroad
For Braveries, remote as this
In Yonder Maryland -

    Quando ero piccola, una Donna morì -
Oggi - il suo Unico Ragazzo
È salito dal Potomac -
Il volto Vittorioso

Per vederla - Quanto lente
Le Stagioni debbono essere trascorse
Finché le Pallottole scalfirono un Angolo
Ed Egli rapidamente lo aggirò -

Se vi sarà orgoglio in Paradiso -
Non possiamo saperlo -
La loro imperiale condotta -
Nessuno ha attestato -

Ma, orgogliosa Apparizione -
Quella Donna e il suo Ragazzo
Passano e ripassano, davanti alla mia Mente
Come pure nel cielo -

Sono certa che Ovazioni -
Perpetue si levino
Per Eroismi, remoti come questo
Laggiù nel Maryland -

Secondo Johnson la poesia è dedicata al primo caduto di Amherst nella guerra civile, Francis H. Dickinson (omonimo ma non della famiglia di ED), ucciso il 21 ottobre 1861 nella battaglia di Ball's Bluff, una località sul Potomac in Virginia, ai confini con il Maryland. Franklin esprime dei dubbi circa questo accostamento e scrive: "Il soldato può non essere del luogo, o comunque realmente esistito, visto che nessuno dei caduti di Amherst fu ucciso nel Maryland."
Anche in poesie che potrebbero sembrare d'occasione come questa emerge la maestria descrittiva di ED. Bello l'inizio, con il ricordo della madre del ragazzo caduto in battaglia; un collegamento circolare che si chiude con il ritrovarsi del figlio con la madre. Tipica di ED la descrizione della morte, con le pallottole che scalfiscono un angolo di quel corpo, quasi a rispettare l'eroismo del caduto, e lui che rapido lo aggira (ovvero si gira, visto che l'angolo era il suo) per voltare le spalle alla vita e incontrare la morte. Al verso 15 ho tradotto "Pass back and forth" (letteralmente: "Passano avanti e indietro") con "Passano e ripassano" per poter tradurre "before" con "davanti a" evitando "avanti" - "davanti".


J597 (1862) / F521 (1863)

It always felt to me - a wrong
To that Old Moses - done -
To let him see - the Canaan -
Without the entering -

And tho' in soberer moments -
No Moses there can be
I'm satisfied - the Romance
In point of injury -

Surpasses sharper stated -
Of Stephen - or of Paul -
For these - were only put to death -
While God's adroiter will

On Moses - seemed to fasten
In tantalizing Play
As Boy - should deal with lesser Boy -
To show supremacy -

The fault - was doubtless Israel's -
Myself - had banned the Tribes -
And ushered Grand Old Moses
In Pentateuchal Robes

Upon the Broad Possession
'Twas little - He should see -
Old Man on Nebo! Late as this -
My justice bleeds - for Thee!

    Mi è sempre parsa - un'ingiustizia
Fatta - a quel Vecchio Mosè -
Permettergli di vedere - Canaan -
Senza farlo entrare -

E sebbene in più sobri momenti -
Non possa esserci un Mosè
Sono convinta - che la Leggenda
Nel punto che riguarda tale offesa -

Superi quelle più crude -
Di Stefano - o di Paolo -
Perché questi - furono solo messi a morte -
Mentre la più ingegnosa volontà di Dio

Su Mosè - sembrò concentrarsi
Giocando a stuzzicarne il desiderio
Come un Ragazzo - fa con un Ragazzo più piccolo -
Per dimostrare la sua supremazia -

La colpa - fu senza dubbio d'Israele -
Io - avrei bandito le Tribù -
E scortato il Grande Vecchio Mosè
In Vesti da Pentateuco

Nei Vasti Possedimenti
Fu poco - fargli vedere -
Vegliardo sul Nebo! Ancora oggi -
Il mio senso di giustizia sanguina - per Te!

Il racconto biblico della privazione inferta da Dio a Mosè, portato sul monte Nebo a mirare la terra promessa sapendo di non poter mai entrarci (Deuteronomio 34, 1-4 - vedi la J168-F179), diventa una metafora della nostra condizione di esseri a cui Dio ha dato la possibilità di scorgere la "terra promessa" (la felicita? l'immortalità?) senza completare l'opera con la sicurezza che tale terra esista davvero.
In qualche punto traduzione piuttosto complicata perché il senso dei versi rimane oscuro.
I versi 5 e 6 dovrebbero significare: "in momenti normali non ci sarebbe bisogno di un Mosè".
Il verso 22 potrebbe anche essere: "è poco, ciò che egli dovette vedere". Nel Meridiano il verso è riportato con la variante "'Twas little - But titled Him - to see -" ("troppo poco / concedergli nient'altro che la vista -") ma nei manoscritti "But titled Him - to see" è indicato come sostitutivo dell'intero verso, senza perciò l'iniziale "'Twas little".
Nel penultimo verso "Late as this" rimane oscuro. Nel Meridiano è tradotto con "anche se tardi", Bacigalupo, Errante e la Malroux traducono con "ancora oggi"; nel dubbio, mi sono attenuto alla maggioranza.
Al verso 14 ho scelto la variante "In" al posto di "With". Al verso 16 "To show supremacy" al posto di "To prove ability" ("Per provare la sua abilità").


J598 (1862) / F514 (1863)

Three times - we parted - Breath - and I -
Three times - He would not go -
But strove to stir the flickering fan
The Waters - strove to stay.

Three Times - the Billows threw me up -
Then caught me - like a Ball -
Then made Blue faces in my face -
And pushed away a sail

That crawled Leagues off - I liked to see -
For thinking - While I die -
How pleasant to behold a Thing
Where Human faces - be -

The Waves grew sleepy - Breath - did not -
The Winds - like Children - lulled -
Then Sunrise kissed my Chrysalis -
And I stood up - and lived -

    Tre volte - ci separammo - il Respiro - ed io -
Tre volte - non volle andarsene -
Ma si sforzava per smuovere il soffio fluttuante
Che le Acque - si sforzavano di arrestare.

Tre volte - Le Ondate mi scagliarono in alto -
Poi mi afferrarono - come una Palla -
Poi fecero Azzurre smorfie sulla mia faccia -
E spinsero via una vela

Che procedeva a Leghe di distanza - mi piaceva vederla -
Perché pensavo - Mentre muoio -
Com'è piacevole guardare una Cosa
In cui - ci sono volti Umani -

Le Onde si fecero sonnolente - il Respiro - no -
I Venti - come Bambini - si quietarono -
Poi l'Aurora baciò la mia Crisalide -
Ed io mi drizzai - e vissi -

La lotta con il mare di qualcuno che sta annegando diventa la continua lotta della vita, in cui molte volte il respiro sembra mancare per poi tornare. Il finale è aperto. Bacigalupo scrive "La morte descritta come un annegamento in vista di una vela distante. Il respiro della vita della prima strofa diventa quello della vita eterna nella conclusione." È un'interpretazione suggestiva, sorretta da quell'aurora che bacia la crisalide (il corpo) come per aprirla e liberare l'anima, destinata (come la farfalla) a una nuova vita, quella immortale, oltre che da quel "tre volte" ripetuto, che fa pensare che non ci sia una quarta volta. Ma gli ultimi due versi possono anche essere intesi come una vittoria della vita sugli elementi avversi, ormai placati. In questo caso il respiro rimane quello del primo verso, "tre volte" assume il significato di "molte volte" e la solare luce dell'aurora infonde nuova vita alla crisalide-corpo, permettendogli di continuare a vivere.
Nella terza strofa ho lasciato il tempo presente perché secondo me va letta come un discorso diretto; in pratica come se ci fossero le virgolette da "Mentre muoio" fino alla fine della strofa.
Al verso 3 ho scelto la variante " flickering fan" al posto di "lifeless Fan" ("Soffio senza vita").


J599 (1862) / F515 (1863)

There is a pain - so utter -
It swallows Being up -
Then covers the Abyss with Trance -
So Memory can step
Around - across - upon it -
As One within a Swoon -
Goes safely - where an open eye -
Would drop Him - Bone by Bone -
    C'è una sofferenza - così assoluta -
Che ingoia l'Essere -
Poi copre l'Abisso con l'Estasi -
Così la Memoria può passarci
Intorno - attraverso - sopra -
Come Chi immerso nel Deliquio -
Proceda sicuro - dove un occhio aperto -
Lo farebbe cadere - Osso dopo Osso -

Anche qui ED usa i suoi ferri chirurgici per descrive una sofferenza estrema, che annulla la nozione stessa di "Essere". L'unica difesa è chiudere gli occhi, chiudere la mente, che non reggerebbe a una prova così tremenda. Così la stessa sofferenza ricopre l'abisso che ha creato con l'estasi, l'inconsapevolezza che ci fa avere visioni celesti dove c'è solo la cruda vita terrena, così da permetterci di procedere in un cammino che altrimenti non riusciremmo a percorrere. Ma dobbiamo stare ben attenti a non aprire gli occhi: la consapevolezza ci farebbe cadere, osso dopo osso.
Ho tradotto "trance" ( v.3) con "estasi" perché questa è la definizione del Webster, che non cita il significato che noi diamo di solito a questa parola riferendola perlopiù a fenomeni spiritici. Nel Meridiano (Silvio Raffo) è tradotto con "catalessi", che corrisponde alla definizione dell'inglese "catalepsy" ma non a quella di "trance". Inoltre credo che ED si riferisse proprio al fenomeno dell'estasi, che, come ho detto sopra, non è una inconsapevolezza passiva, come appunto la catalessi, ma la visione illusoria di qualcosa di meraviglioso che nella realtà non esiste. Perché allora ha usato "trance" e non "ecstasy"? A parte il possibile uso di un sinonimo (nel Webster sono appunto considerati tali), credo che nella parola "trance" vi sia un qualcosa di diverso che fa pensare a uno stato derivante da un evento esteriore, mentre "ecstasy" in genere proviene dall'interno, da una mente che si autoconvince di qualcosa.
Nell'ultimo verso ho tradotto "drop" con "cadere". In realtà "drop" significa (oltre a "cadere" in senso lato, come anche "spill" che ED indica come variante) "gocciolare, cadere goccia a goccia" (mentre "spill" significa "versare, o anche spillare"). Il senso è perciò "farebbe cadere ad una ad una le sue ossa" (come fossero ossa che "gocciolano" dal corpo). Così avrei dovuto però sacrificare quel "Bone by Bone" ("Osso dopo Osso"), che invece volevo conservare, e cambiare la costruzione del verso. D'altronde "cadere" seguito da "Osso dopo Osso" credo che dia comunque un'immagine simile a quella dell'originale, oltre a essere logicamente conseguente al "procedere sicuro" del verso precedente.
Ci sarebbe un'alternativa. ED ha indicato la variante "steady" ("saldo, stabile, compatto) al "safely" del penultimo verso. Adottandola si potrebbe tradurre con "Si mantenga saldo - dove un occhio aperto / Lo farebbe sfaldare - Osso dopo Osso". Insomma, le possibilità, come al solito, sono tante. Ne dovevo scegliere una e ho scelto quella che mi piaceva di più, soprattutto perché l'immagine che avevo visualizzato era quella di qualcuno che scende le scale: se non le guardi in genere vai giù sicuro, se abbassi gli occhi rischi di inciampare e cadere.
Dubbi come questo sono molto frequenti quando si traduce, e le soluzioni sono il più delle volte intercambiabili.
Al verso 2 ho scelto la variante "Being" al posto di "substance" ("sostanza").


J600 (1862) / F516 (1863)

It troubled me as once I was -
For I was once a Child -
Concluding how an atom - fell -
And yet the Heavens - held -

The Heavens weighed the most - by far -
Yet Blue - and solid - stood -
Without a Bolt - that I could prove -
Might Giants - understand?

Life set me larger - problems -
Some I shall keep - to solve
Till Algebra is easier -
Or simpler proved - above -

Then - too - be comprehended -
What sorer - puzzled me -
Why Heaven did not break away -
And tumble - Blue - on me -

    Turbava colei che una volta ero -
Perché una volta ero una Bambina -
Stabilire perché un atomo - cadesse -
E invece i Cieli - si reggessero -

I Cieli pesavano di più - di gran lunga -
Eppure Azzurri - e solidi - restavano -
Senza un Bullone - che io potessi verificare -
Può darsi che i Giganti - lo capissero?

La vita mi ha proposto più grandi - problemi -
Qualcuno lo terrò - per risolverlo
Quando l'Algebra sarà più facile -
O più semplice dimostrarlo - lassù -

Allora - pure - sarà chiarito -
Ciò che con più fastidio - mi sconcertava -
Perché il Cielo non si spezzasse -
Precipitando - Azzurro - su di me -

Una bambina si fa domande più grandi di lei: "come mai un atomo, un granello di polvere, cade mentre i cieli, così pesanti, riescono a reggersi tranquillamente? Si guarda intorno cercando i bulloni che possano sostenere un peso così enorme, ma non trova nulla; allora si chiede: "forse i grandi lo capiranno, questo mistero?"
Qui la poesia vira bruscamente e ci porta direttamente dai dubbi fanciulleschi alle soluzioni dell'aldilà. I "Giants" dell'ottavo verso sono i "grandi" per la bambina curiosa, ma sono anche coloro che sono morti, che hanno raggiunto la grandezza dell'immortalità e che attraverso questo passaggio hanno anche raggiunto la comprensione di quello che durante la vita resta misterioso.
Perché le ingenue domande di una bambina diventano problemi più grandi, ma mantengono in molti casi il mistero che la turbava. Non rimane allora che tenerseli questi dubbi irrisolvibili, aspettando di arrivare lassù, un posto dove l'algebra sarà più facile (qui spunta l'idiosincrasia di ED verso la matematica) o dove comunque sarà più semplice dimostrare i teoremi (che evidentemente avevano fatto penare la piccola Emily).
Al verso 8 ho scelto la variante "Might" al posto di "Would".