Emily Dickinson

The Complete Poems
Tutte le poesie

J1301 - 1350

Traduzione e note di Giuseppe Ierolli


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Appendice

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J1301 (1874) / F1228 (1871)

I cannot want it more -
I cannot want it less -
My Human Nature's fullest force
Expends itself on this.

And yet it nothing is
To him who easy owns -
Is Worth itself or Distance -
He fathoms who obtains.

    Non posso volerne di più -
Non posso volerne di meno -
L'intera forza della mia Natura Umana
Si esaurisce su di essa.

Eppure è cosa da nulla
Per chi facilmente la possiede -
È Valore o Distanza -
La domina chi la ottiene.

La cosa a cui teniamo di più non può essere mercanteggiata, dobbiamo usare tutta la nostra energia per ottenerla completamente, nulla di più o di meno di ciò che è. Per chi ce l'ha senza sforzo non significa nulla, e soltanto chi la ottiene lottando riuscirà a dominarla, a capirne il valore e ad annullare la distanza che ci separa da essa.


J1302 (1874) / F1295 (1873)

I think that the Root of the Wind is Water -
It would not sound so deep
Were it a Firmamental Product -
Airs no Oceans keep -
Mediterranean intonations -
To a Current's Ear -
There is a maritime conviction
In the Atmosphere -
    Penso che la Radice del Vento sia l'Acqua -
Non suonerebbe così profondo
Se fosse un Prodotto del Firmamento -
L'Aria non trattiene Oceani -
Intonazioni mediterranee -
Per l'Orecchio di una Corrente -
C'è una cognizione marittima
Nell'Atmosfera -

Il suono così profondo e udibile del vento non può avere origine dall'aria; la fonte dev'essere l'acqua degli oceani, con le melodie mediterranee che suonano per l'orecchio di chi si ferma ad ascoltare il suono delle loro correnti. Così, per mezzo del vento, possiamo sentire suoni marittimi nell'atmosfera, come se quest'ultima mandasse il suo emissario a rubarli all'oceano per farli risuonare nell'aria.


J1303 (1874) / F1296 (1873)

Not one by Heaven defrauded stay -
Although he seem to steal
He restitutes in some sweet way
Secreted in his will -
    Nessuno dal Cielo resta defraudato -
Sebbene sembri rubare
Restituisce in qualche dolce maniera
Occultata nella sua volontà -

Sembra scritta per consolare qualcuno che ha subito una perdita.


J1304 (1874) / F1349 (1874)

Not with a Club, the Heart is broken
Nor with a Stone -
A Whip so small you could not see it
I've known

To lash the Magic Creature
Till it fell,
Yet that Whip's Name
Too noble then to tell.

Magnanimous as Bird
By Boy descried -
Singing unto the Stone
Of which it died -

Shame need not crouch
In such an Earth as Our's -
Shame - stand erect -
The Universe is your's.

    Non con una Clava, il Cuore si spezza
Né con una Pietra -
Una Frusta tanto sottile da non poterla vedere
Ho sentito

Sferzare la Magica Creatura
Finché cadde,
Eppure il Nome di quella Frusta
Troppo nobile allora per rivelarlo.

Magnanima come un Uccello
Da un Ragazzo scovato -
Che canta alla Pietra
Da cui è ucciso -

La vergogna non deve acquattarsi
In una Terra come la Nostra -
Vergogna - stai diritta -
L'Universo è tuo.

Il cuore si spezza quando è sferzato da una creatura immateriale eppure tanto dolorosa; questa creatura non può essere altro che l'amore, non corrisposto o che non ci è possibile vivere. È una frusta che ho provato, l'ho sentita sferzare il mio cuore finché non mi si è spezzato, ma ero troppo nobile per esternare questo dolore, anzi, come un uccello che canta al ragazzo che sta lanciando la pietra che lo ucciderà, ho cantato anch'io a chi aveva ucciso il mio cuore. Perciò non bisogna vergognarsi di provare quel sentimento, anche se sappiamo che non potremo mai goderne, noi siamo fatti di carne e sangue e se amare è una vergogna, che sia una vergogna altera e orgogliosa di sé.
Letta così, l'ultimo verso diventa un inno all'amore come padrone dell'universo.
Bacigalupo la interpreta così: "I fatti minimi possono uccidere la 'magica creatura' che è il cuore, ma l'io è abbastanza nobile per celare il nome dell'assassino, o come l'uccello cantare al ragazzo che lo colpirà. Da ciò l'ultima strofa: la vergogna umana non ha più bisogno di vergognarsi, perché la nobiltà dell'uomo è tale che la sua 'vergogna' è quanto di più orgoglioso vi sia nell'universo."


J1305 (1874) / F1306 (1873)

Recollect the Face of me
When in thy Felicity,
Due in Paradise today
Guest of mine assuredly -

Other Courtesies have been -
Other Courtesy may be -
We commend ourselves to thee
Paragon of Chivalry -

    Ricordati il mio Volto
Una volta nella tua Gioia,
Sarai in Paradiso oggi
Mio ospite di certo -

Altre Cortesie ci sono state -
Altra Cortesia potrà esserci -
Noi ci raccomandiamo a te
Modello di Cavalleria -

Il riferimento della prima strofa è il dialogo fra Gesù crocifisso e il secondo ladrone, in Luca 23,42-43: "E disse a Gesù: «Signore, ricordati di me quando arriverai nel tuo regno». E Gesù rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso.»"

La salvezza concessa senza indugio da Gesù al ladrone sul Golgota diventa una atto di cortese cavalleria nei confronti di chi si sente sconfitto, un atto che ci fa sperare di meritarlo anche noi.
Come in molte poesie che parlano del rapporto con la divinità, i termini usati da ED ("courtesy", "guest of mine", paragon of chivalry") sono molto umani e terreni, quasi a voler trovare in parole familiari una risposta al dubbio su un destino che sfugge alla nostra comprensione.


J1306 (1874) / F1324 (1874)

Surprise is like a thrilling - pungent -
Upon a tasteless meat.
Alone - too acrid - but combined
An edible Delight -
    La Sorpresa è come un eccitante - ravviva -
Un pasto insipido.
Da sola - troppo aspra - ma combinata
Una commestibile Delizia -

La sorpresa ravviva la noia della vita, ma non bisogna esagerare: va sempre mescolata, mai presa da sola, come il peperoncino.


J1307 (1874) / F1363 (1875)

That short - potential stir
That each can make but once -
That Bustle so illustrious
'Tis almost Consequence -

Is the eclat of Death -
Oh - thou unknown Renown
That not a Beggar would accept
Had he the power to spurn -

    Quella breve - potenziale agitazione
Che ognuno può produrre una volta sola -
Quel Trambusto così illustre
Che è quasi Distinzione -

È lo sfoggio della Morte -
Oh - tu incognità Celebrità
Che neppure un Mendicante accetterebbe
Avesse il potere di sdegnarla -

Nella prima edizione del 1890 fu pubblicata con il titolo "The Funeral", quello "sfoggio della morte" di cui ognuno di noi sarà protagonista, anche se soltanto per una volta; un agitato trambusto che dà una fuggevole distinzione di cui tutti farebbero volentieri a meno.


J1308 (1874) / F1302 (1873)

The Day She goes
Or Day she stays
Are equally supreme -
Existence has a stated width
Departed, or at Home -
    Il Giorno in cui Lei se ne va
O il Giorno in cui resta
Sono ugualmente supremi -
L'Esistenza ha un'ampiezza stabilita
Partita, o in Casa -

La "Lei" del primo verso potrebbe essere Susan, che si era allontanata dall'amicizia con ED sposando Austin, ma nello stesso tempo era come rimasta in casa, visto che abitava a pochi metri dalla Homestead. Questo partire/restare, che potrebbe comunque riguardare qualsiasi altra "Lei", non intacca i confini dell'esistenza, fissati in un rapporto che prescinde dalla distanza.
Visto che in ED non sono rari i pronomi maschili/femminili applicati a soggetti neutri, possiamo anche leggere quel "Lei" come riferito all'esistenza del verso 4; in questo caso i versi ricompongono la vita e la morte in una unità che trasforma l'esistenza in un continuum "ugualmente supremo" al di qua e al di là della vita mortale.
Questa doppia interpretazione può essere giustificata anche dai molteplici significati del "departed" finale, che può voler dire partita, separata ma anche morta.


J1309 (1874) / F1344 (1874)

The Infinite a sudden Guest
Has been assumed to be -
But how can that stupendous come
Which never went away?
    L'Infinito un Ospite improvviso
È stato sempre considerato -
Ma come può arrivare un portento
Che non è mai partito?

L'infinito è immaginabile soltanto come cessazione del tempo, come qualcosa che non avrà mai fine perché non ha mai avuto inizio. Allora, quell'infinito, che tutti considerano un ospite tanto improvviso quanto inevitabile, come farà a venire da noi se non è mai partito?
La domanda finale sembra un paradosso logico, che ci pone di fronte a un mistero insondabile dalla nostra razionalità.
Nella sua biografia di ED (The Life of Emily Dickinson, rist. Harvard University Press, Cambridge, 1994, pag. 70) Richard Sewall dice: "Forse se riuscissimo a comprendere il tempo - che è come dire l'eternità - non saremmo così shockati dalla sua improvvisa intrusione."


J1310 (1874) / F1319 (1874)

The Notice that is called the Spring
Is but a month from here -
Put up my Heart thy Hoary work
And take a Rosy Chair -

Not any House the Flowers keep -
The Birds enamor Care -
Our salary the longest Day
Is nothing but a Bier -

    La Nozione chiamata Primavera
È solo a un mese da qui -
Tralascia Cuore mio il tuo Grigio lavoro
E prendi una Rosea Sedia -

Non ogni Casa i Fiori custodiscono -
Gli Uccelli innamorano l'Attenzione -
Nostro salario il Giorno più lungo
Nient'altro che una Bara -

Un invito a non lasciarsi sfuggire il ritorno della primavera, a prepararsi per tempo ad accoglierla, tralasciando i lavori noiosi che ci fanno invecchiare ("hoary" significa canuto, ingrigito/imbiancato dal tempo) per godercela comodi e tranquilli su una sedia più rosea, del colore più vicino alla vita che sboccia. Non perdiamo mai questo spettacolo, perché poi il tempo più lungo sarà quello che passeremo in una casa da dove non è possibile vedere lo sbocciare dei fiori e sentire il canto degli uccelli, rinchiusi in una bara dove non sarà mai più primavera.
L'ultima parola: "Bier", significa più propriamente "feretro"; ho tradotto con "bara" per la somiglianza fonetica. Il suono della parola originale è uguale a "beer" ("birra"), perciò il verso, ascoltato e non letto, può sembrare "Nient'altro che una Birra".


J1311 (1874) / F1378 (1875)

This dirty - little - Heart
Is freely mine -
I won it with a Bun -
A Freckled shrine -

But eligibly fair
To him who sees
The Visage of the Soul
And not the knees.

    Questo meschino - piccolo - Cuore
È mio senza riserve -
L'ho vinto con un Dolce -
Un Lentigginoso reliquiario -

Ma idoneo a esser bello
Per colui che vede
Il Volto dell'Anima
E non le ginocchia.

Qui ED parla di sé, definendosi un "lentigginoso reliquiario" (dove "lentigginoso" va letto sia come un riferimento diretto a se stessa, sia come "imperfetto, di poco conto"), vinto alla lotteria della vita con un'offerta senza valore, e che potrà sembrare bello soltanto a chi non si fermi alla superficie ma guardi dentro, fino al volto stesso dell'anima, dove le lentiggini scompaiono.
"Bun", al verso 3, è definito nel Webster "Un piccolo dolce o un tipo di pane dolce", ma nell'etimologia, dal greco "βοννος", riporta il significato "un dolce offerto alla divinità"; questi due significati si rispecchiano nel verso che segue, dove il "lentigginoso" è riferito al semplice dolce speso per vincere e il "reliquiario" richiama l'offerta alla divinità.


J1312 (1874) / F1308 (1873)

To break so vast a Heart
Required a Blow as vast -
No Zephyr felled this Cedar straight -
'Twas undeserved Blast -
    Spezzare un Cuore così vasto
Richiese una Folata altrettanto vasta -
Non lo Zefiro abbatté quel Cedro diritto -
Fu immeritata Raffica -

Un cuore che affronta arditamente la vita non può essere abbattuto da una lieve brezza, ma soltanto da una raffica di vento che abbatterebbe anche un albero, una raffica che appare sempre immeritata, perché un cuore così non dovrebbe mai spezzarsi.


J1313 (1874) / F1307 (1873)

Warm in her Hand these accents lie
While faithful and afar
The Grace so awkward for her sake
It's fond subjection wear -
    Caldi nella sua Mano giacciano questi accenti
Mentre fedele e lontana
La Grazia così goffa a lei rivolta
La sua amorosa soggezione indossa -

In Bolts of Melody (1945) fu pubblicata con la nota: "With a book". Il primo verso fa in effetti pensare al dono di un libro, i cui caldi accenti possano ricordare la fedele, lontana e amorosa soggezione (nel senso di sottomissione, dipendenza) di chi lo ha inviato.


J1314 (1878) / F1330 (1874)

When a Lover is a Beggar
Abject is his Knee -
When a Lover is an Owner
Different is he -

What he begged is then the Beggar -
Oh disparity -
Bread of Heaven resents bestowal
Like an obloquy -

    Quando un Innamorato è un Mendicante
Abietto è il suo Ginocchio -
Quando un Innamorato è un Padrone
È diverso -

Ciò che lui mendicava è allora il Mendicante -
Oh disparità -
Del Pane del Cielo considera l'offerta
Come un'ingiuria -

Nell'amore ci sono di solito due fasi, nella prima l'innamorato è come un mendicante che farebbe di tutto per conquistare l'oggetto del suo amore; poi, una volta ben saldo nel suo ruolo di amato, di cui si sente ormai padrone, diventa avaro di quel dono del cielo tanto agognato, che ora rifiuta come fosse un'ingiuria alla sua rispettabilità, ormai lontana da quel sentimento buono soltanto per gli ardori giovanili.
Insomma, il ritratto di un matrimonio come ce ne sono tanti: un uomo che prima s'inginocchia umilmente per chiedere la mano della sua bella e poi, diventato marito-padrone, bandisce l'amore e la tenerezza dalla vita coniugale, invertendo così i ruoli iniziali: prima era lui che mendicava l'amore di lei, ora è lei che mendica un po' d'amore da quell'amante diventato ormai soltanto un marito.
Nelle traduzioni italiane (Virgillito, Campana, Raffo) il "Bread of Heaven" del penultimo verso (un'espressione che ricorre una sola volta nella King James Version della Bibbia, nel Salmo 105,40, dove si ricorda la manna caduta dal cielo per sfamare gli ebrei in fuga) è sempre soggetto, come d'altronde è nella lettera dell'originale. Io l'ho considerato come metafora dell'amore rifiutato dal marito-padrone e, perciò, l'ho tradotto come complemento, fidando nella libertà sintattica di ED.


J1315 (1874) / F1376 (1875)

Which is the best - the Moon or the Crescent?
Neither - said the Moon -
That is best which is not - Achieve it -
You efface the Sheen.

Not of detention is Fruition -
Shudder to attain.
Transport's decomposition follows -
He is Prism born.

    Qual è meglio - la Luna o la Mezzaluna?
Nessuna delle due - disse la Luna -
Il meglio è ciò che non è - Ottienilo -
Cancellerai lo Splendore.

Non del possesso è il Godimento -
Trema nel raggiungerlo.
Ne viene la decomposizione del trasporto -
Che è nato Prisma.

Una variazione sul tema del desiderio che basta a se stesso, e svanisce una volta raggiunto il suo oggetto. Stavolta la svalutazione del possesso è totale, visto che qualsiasi porzione di esso "cancella lo splendore" e "il meglio è ciò che non è", mentre il trasporto del desiderio si sfalda subito dopo il raggiungimento dello scopo.
L'immagine finale del "prisma" può essere letta in due modi: il trasporto del desiderio è come un prisma, che quando è colpito dalla luce produce colori senza relazione con quello originario, come se fosse impossibile catturarne gli esiti; oppure, nasce prisma nel senso che non si appaga di una sola luce, ma tende a crearne ogni volta di nuove non appena una (ovvero il desiderio che va a segno) lo colpisce.


J1316 (1874) / F1374 (1875)

Winter is good - his Hoar Delights
Italic flavor yield -
To Intellects inebriate
With Summer, or the World -

Generic as a Quarry
And hearty - as a Rose -
Invited with Asperity
But welcome when he goes.

    Buono è l'Inverno - le sue Bianche Delizie
Producono fragranze in corsivo -
Per gli Intelletti inebriati
Dall'Estate, o dal Mondo -

Generico come una Cava
E vigoroso - come una Rosa -
Invitato con Asprezza
Ma gradito quando se ne va.

Anche stavolta ED non è tenera con l'inverno; dopo la prima strofa, in cui sembra apprezzarne l'effetto "calmante" per le menti inebriate dal mondo che esplode nel calore estivo, vengono le dolenti note: è paragonato a una cava, da dove si possono estrarre soltanto fredde e nude pietre, il suo vigore è contornato da spine, come per una rosa, finché gli ultimi due versi lo liquidano con cortese fermezza.
Al terzo verso "Italic" è usato nel senso di "evidente" (come traduce Raffo nei Meridiani), ma ho preferito tradurre alla lettera, come ho fatto in altre poesie dove ED usa questo termine, per lasciare intatta l'immagine dell'originale.


J1317 (1874 / F1332 (1874)

Abraham to kill him
Was distinctly told -
Isaac was an Urchin -
Abraham was old -

Not a hesitation -
Abraham complied -
Flattered by Obeisance
Tyranny demurred -

Isaac - to his Children
Lived to tell the tale -
Moral - with a Mastiff
Manners may prevail.

    Abramo ad ucciderlo
Fu distintamente chiamato -
Isacco era un Monello -
Abramo era vecchio -

Non un'esitazione -
Abramo assentì -
Lusingata dall'Omaggio
La Tirannia ci ripensò -

Isacco - ai suoi Figli
Per raccontarlo visse -
Morale - con un Mastino
Le buone maniere vincono.

ED racconta, con la sua solita sferzante ironia, la storia di Abramo e Isacco, dando a Dio del tiranno e del mastino e attribuendogli una molto umana debolezza per gli omaggi riverenti e servili. I due versi finali rovesciano, nella loro evidente ironia, la prima strofa della J1201-F1271.
A proposito di Dio e Abramo, Errante (1959) cita un brano di una lettera a Samuel Bowles dell'agosto 1858 (L193): "Do you think we shall 'see God'? Think of 'Abraham' strolling with him in genial promenade!" ("Lei pensa che 'vedremo Dio'? S'immagini 'Abramo' che fa quattro passi con lui passeggiando giovialmente!").
Per l'ultimo verso ED ha indicato la variante "will prevail" al posto di "may prevail", come se volesse rendere più certo il prevalere delle buone maniere; ho lasciato il "may" ma ho tradotto con un più netto "vincono" anche per non allungare troppo il verso.


J1318 (1874) / F1231 (1871)

Frigid and sweet Her parting Face -
Frigid and fleet my Feet -
Alien and vain whatever Clime
Acrid whatever Fate -

Given to me without the Suit
Riches and Name and Realm -
Who was She to withold from me
Penury and Home?

    Gelido e dolce il Suo Volto di addio -
Gelidi e svelti il miei Passi -
Estraneo e vano qualsiasi Luogo
Aspro qualsiasi Fato -

A me dati senza Richiesta
Ricchezza e Nome e Regno -
Chi era Lei per sottrarre a me
Penuria e Casa?

Anche se qui ED usa, contrariamente al solito, il genere femminile, il soggetto della poesia sembra proprio la morte, appena addolcita dallo "sweet" del primo verso, che però potrebbe anche far pensare alla gelida ipocrisia di chi sa che sta per portarci in un luogo estraneo, inconsistente e vuoto come il nulla, verso un destino comunque aspro e amaro per il nostro palato mortale. Nella seconda strofa c'è come una ribellione verso chi ha la presunzione di donarci la ricchezza della vita immortale e un posto nel regno dei cieli, senza tener conto che noi saremmo ben felici di tenerci la povertà della nostra semplice vita mortale.
Al verso 5 "Suit" può essere inteso come "petizione, domanda" ma anche come "seguito" nel senso di "seguito di un nobiluomo di un sovrano". In questa seconda accezione il significato dei primi due versi della strofa diventerebbe "mi viene data una ricchezza, un nome, un regno, senza nulla intorno, lasciandomi nella gelida solitudine dell'immortalità".


J1319 (1874) / F1379 (1875)

How News must feel when travelling
If News have any Heart
Alighting at the Dwelling
'Twill enter like a Dart!

What News must think when pondering
If News have any Thought
Concerning the stupendousness
Of it's perceiveless freight!

What News will do when every Man
Shall comprehend as one
And not in all the Universe
A thing to tell remain?

    Chissà cosa prova una Notizia quand'è in viaggio
Se le Notizie hanno un Cuore
Scendendo verso la Dimora
In cui entrerà come un Dardo!

Chissà cosa pensa una Notizia quando riflette
Se le Notizie hanno Pensieri
Intorno alla grandiosità
Del suo impercettibile carico!

Cosa mai faranno le Notizie quando tutti gli Uomini
Ragioneranno come uno
E nell'intero Universo
Non resterà nulla da dire?

La nostra vita è costellata di "notizie", di annunci che, positivi o negativi, generali o personali, ci fanno sentire vivi e partecipi del mondo. Nelle prime due strofe ED cerca di umanizzare queste incorporee compagne della nostra vita, sia nella loro veste di portatrici di avvenimenti improvvisi, sia come più meditati veicoli di conoscenza. Nell'ultima le fa diventare un simbolo di vitalità e consapevolezza, che sparirà quando sparirà il mondo, quando gli uomini perderanno le loro individualità e le loro differenze per diventare un'indistinta e unica voce nel mistero di ciò che verrà dopo.
Molto significativi gli ultimi versi, dove il senso del mondo sembra risiedere nella necessità della differenza che produce comunicazione.
Al verso 10 "comprehend" può significare "comprendere" sia nel senso di "capire" che di "racchiudere, mettere insieme". Entrambi i significati potrebbero avere posto nel verso, ma visto che ED ha indicato la variante "scrutinize" ("esaminare, investigare") ho optato per il primo e tradotto con "ragionare".
Per i versi 3 e 4 c'è una variante che li sostituisce con "Advancing on the Transport / 'Twill riddle like a Shot!" ("Avvicinandosi a un Trasporto / Che risolverà come un Fulmine!").


J1320 (1874) / F1320 (1874)

Dear March - Come in -
How glad I am -
I hoped for you before -
Put down your Hat -
You must have walked -
How out of Breath you are -
Dear March, how are you, and the Rest -
Did you leave Nature well -
Oh March, Come right up the stairs with me -
I have so much to tell -

I got your Letter, and the Birds -
The Maples never knew that you were coming -
I declare - how Red their Faces grew -
But March, forgive me -
All those Hills you left for me to Hue -
There was no Purple suitable -
You took it all with you -

Who knocks? That April -
Lock the Door -
I will not be pursued -
He stayed away a Year to call
When I am occupied -
But trifles look so trivial
As soon as you have come

That Blame is just as dear as Praise
And Praise as mere as Blame -

    Caro Marzo - Entra -
Come sono felice -
Ti aspettavo da tanto -
Posa il Cappello -
Devi aver camminato -
Come sei Affannato -
Caro Marzo, come stai tu, e gli Altri -
Hai lasciato bene la Natura -
Oh Marzo, Vieni di sopra con me -
Ho così tanto da raccontare -

Ho avuto la tua Lettera, e gli Uccelli -
Gli Aceri non sapevano che tu stessi arrivando -
L'ho annunciato - come sono diventati Rossi -
Però Marzo, perdonami -
Tutte quelle Colline che mi lasciasti da Colorare -
Non c'era Porpora appropriata -
L'hai portata tutta con te -

Chi bussa? Ecco Aprile -
Chiudi la Porta -
Non voglio essere incalzata -
È stato via un Anno per venire
Ora che sono occupata -
Ma le inezie sembrano così banali
Non appena arrivi tu

Che il Biasimo è caro come la Lode
E la Lode effimera come il Biasimo -

Nell'edizione Johnson al verso 12 è aggiunto "till I called" che Franklin considera come variante a "I declare" del verso successivo; lo stesso per il verso 14, dove Johnson aggiunge "And", considerato da Franklin variante del "But" iniziale dello stesso verso.

Marzo diventa un gradito ospite, col quale fare quattro chiacchiere circa la primavera che sta arrivando. Il tono colloquiale è accentuato dalla libertà della metrica e della suddivisione in strofe, che diventa rappresentazione formale della libertà di un colloquio improvvisato.
Gli ultimi due versi, uniti ai precedenti dal pronome relativo iniziale ma isolati in una strofa a parte, sembrano una sorta di morale finale: "quando arriva la primavera lasciate tutto da parte e godetevela".


J1321 (1874) / F1336 (1874)

Elisabeth told Essex
That she could not forgive
The clemency of Deity
However - might survive -
That secondary succor
We trust that she partook
When suing - like her Essex
For a reprieving Look -
    Elisabetta disse a Essex
Che non poteva perdonare
La clemenza Divina
Tuttavia - poteva supplire -
Di quel secondario soccorso
Confidiamo lei abbia goduto
Mentre implorava - come il suo Essex
Uno Sguardo che rinviasse -

Il conte di Essex, prima favorito della regina e poi decapitato, non riuscì a farsi perdonare dalla sua regale amante, che lo affidò senza pietà alla clemenza divina. Chissà se Elisabetta, nel momento in cui stava disperatamente lottando per ottenere un rinvio della sua morte, sarà riuscita a godere di quel soccorso divino, secondario perché l'ultimo a cui appellarsi dopo che la vita non può più concederci nulla.
Un richiamo storico a una regina che non esitò a consegnare al boia il suo amante, che d'altronde non aveva esitato a cospirare contro di lei, per descrivere sia l'eterno cerchio della vita (la regina non cede alle implorazioni di rinvio di Essex, ma poi si troverà nella stessa situazione del suo amante quando la morte-boia sarà lì per lei), sia la caducità delle azioni umane, sempre subordinate a quel soccorso "secondario" che diventa l'ultimo possibile.


J1322 (1874) / F1335 (1874)

Floss wont save you from an Abyss
But a Rope will -
Notwithstanding a Rope for a Souvenir
Is not beautiful -

But I tell you every step is a Trough -
And every stop a well -
Now will you have the Rope or the Floss?
Prices reasonable -

    Un Filo di seta non ti salverà da un Abisso
Ma una Fune sì -
Ciononostante una Fune per Souvenir
Non è il massimo -

Ma ti avverto che ogni passo è un Solco -
E ogni sosta un pozzo -
Ora vorresti avere la Fune o il Filo?
Prezzi ragionevoli -

È meglio l'eterea bellezza di un filo di seta o la solida concretezza di una robusta fune? La seconda può salvarci da un abisso per il quale un filo non reggerebbe un istante, ma è anche vero che una memoria nutrita di sola concretezza non è il massimo a cui noi si possa aspirare. Sappi però che a ogni passo che farai ti troverai davanti, in forme diverse, quell'abisso, e sta a te decidere che cosa è più importante: la certezza di superarlo senza rischi, conoscendo però soltanto la piatta e uniforme superficie del mondo, o il fascino di caderci dentro ed esplorarne i misteri, per poi cercare con fatica di uscirne con la memoria arricchita di nuova consapevolezza. La vita ti offre la scelta allo stesso prezzo, a te decidere.
Oltre a due varianti interne (al verso 3 "To be sure" - "bisogna riconoscere, stanne certo" - al posto di "Notwithstanding" e al verso 5 "sluice" - "chiusa, forte corrente" - al posto di "Trough") ci sono due alternative per i versi finali delle strofe: per il verso 4: "Does not look as well" ("Non sarebbe altrettanto bella"); per l'ultimo verso "Fate has both to sell" ("Il Fato ha entrambi da vendere").


J1323 (1874) / F1325 (1874)

I never hear that one is dead
Without the chance of Life
Afresh annihilating me
That mightiest Belief,

Too mighty for the Daily mind
That tilling it's abyss,
Had Madness, had it once or, Twice
The yawning Consciousness,

Beliefs are Bandaged, like the Tongue
When Terror were it told
In any Tone commensurate
Would strike us instant Dead -

I do not know the man so bold
He dare in lonely Place
That awful stranger - Consciousness
Deliberately face -

    Non sento mai che qualcuno sia morto
Senza che la casualità della Vita
Di nuovo annichili in me
Quell'estrema Fede,

Troppo potente per la mente Quotidiana
Quel coltivare il suo abisso,
Impazzirebbe, ad avere per una volta o, Due
La Coscienza spalancata,

Le Fedi sono Bendate, come la Lingua
Ove il Terrore fosse detto
In un qualsiasi Tono adeguato
Ci farebbe cader Morti in un istante -

Non conosco un uomo tanto audace
Che osi in Luogo solitario
Quel tremendo estraneo - la Coscienza
Deliberatamente fronteggiare -

L'insondabile mistero della fede non lascia spazio a un esame razionale che provi a scavare nell'abisso della coscienza, perché questo esame, questo cercare di vedere fino in fondo un abisso troppo al di là delle nostre forze, ci condurrebbe sicuramente alla follia di chi ambisce all'impossibile. Perciò bisogna credere a occhi chiusi; così come restiamo muti di fronte a un sentimento o a un fatto estremo, perché "dirlo" sarebbe insostenibile, dobbiamo restare ciechi di fronte a un mistero che non ammette sguardi indagatori. Nell'ultima strofa la coscienza diventa l'intimo estraneo che portiamo dentro di noi, vicino ma inconoscibile e tremendo.
Il verso 7 nell'edizione Johnson è "Had Madness, had it once or twice", senza la virgola dopo "or" e la maiuscola, presenti nell'edizione Franklin, che evidenziano quel "twice" come se la possibilità di guardare dentro i propri dubbi, anche se riuscissimo a farlo, fosse comunque limitata.
Oltre ad alcune varianti interne il manoscritto contiene un'alternativa per l'ultimo verso "Look squarely in the Face." ("Guardare in Faccia a testa alta.").


J1324 (1874) / F1346 (1874)

I send you a decrepit flower
That nature sent to me
At parting - she was going south
And I designed to stay -

Her motive for the souvenir
If sentiment for me
Or circumstances prudential
Witheld invincibly -

    Ti mando un fiore decrepito
Che la natura mi mandò
Partendo - lei stava andando verso sud
Ed io costretta a restare -

Il motivo del souvenir
Se sentimento per me
O circostanze prudenziali
Risolutamente tenuto per sé -

Il ciclo della natura si muove incessantemente, e noi restiamo a guardare con in mano, e nella mente, il ricordo della bella stagione. Chissà se la natura ci lascia questi souvenir perché in qualche modo prova un sentimento per noi, come noi per lei, o soltanto perché è educato lasciare un ricordo a chi resta.


J1325 (1874) / F1333 (1874)

Knock with tremor -
These are Caesars -
Should they be at Home
Flee as if you trod unthinking
On the Foot of Doom -

These seceded from your summons
Centuries ago -
Should they rend you with "How are you"
What have you to show?

    Bussa con tremore -
Loro sono Cesari -
Dovessero essere in Casa
Fuggi come se avessi pestato distrattamente
Il Piede del Destino -

Loro si separarono dalle tue chiamate
Secoli fa -
Dovessero lacerarti con un "Come va?"
Cosa avresti tu da mostrare?

Non possiamo illuderci di poter avere un contatto con i morti. Loro sono in un luogo negato alla nostra conoscenza, distanti come un Cesare dai comuni mortali e ormai completamente al di fuori di quelle che sono le nostre sensazioni. D'altronde, se dovessero per un istante rispondere alle nostre chiamate come facevano quando erano con noi, che cosa saremmo mai capaci di dire loro?
Il manoscritto è in un biglietto in cui, dalla parte opposta, si legge: "Dear Father - [un lungo spazio bianco] Emily". Johnson annota: "Il padre morì il 16 giugno 1874. Si può ipotizzare che il messaggio non scritto esprima il vuoto creato in lei dalla sua morte." Si può aggiungere che i versi descrivono l'ineluttabilità di quello spazio vuoto.


J1326 (1874) / F1318 (1874)

Our little secrets slink away -
Beside God's shall not tell -
He kept his word a Trillion years
And might we not as well -
But for the niggardly delight
To make each other stare
Is there no sweet beneath the sun
With this that may compare -
    I nostri piccoli segreti sgusciano via -
Di fronte a quelli di Dio ammutoliranno -
Lui mantenne la parola per Trilioni d'anni
E non potremmo noi altrettanto -
Non fosse per il meschino piacere
Di stupirci l'un l'altro
Non c'è dolcezza sotto il sole
Che con questa può paragonarsi -

La prima parte sembra abbastanza chiara: i piccoli segreti, ma anche i piccoli misteri, della nostra vita sono fatti per essere comunicati, per sgusciare via dalle nostre menti; il contrario è per i segreti divini, chiusi nel loro inaccessibile mutismo, mantenuto da sempre; di fronte a questi ultimi i nostri, che durante la vita non riusciremmo mai a zittire, non potranno far altro che restare muti.
Bacigalupo (2004) interpreta così la poesia: "Sul segreto e sulla smania irresistibile di rivelarlo solo per stupire gli altri. Ben più dolce, secondo E.D., imitare il silenzio di Dio." Se però identifichiamo nel "this" dell'ultimo verso non il silenzio di Dio ma il piacere di stupirci l'un l'altro, la lettura può essere rovesciata: d'accordo, il piacere di spettegolare è meschino e riprovevole, niente a che vedere con la granitica riservatezza di Dio, ma non c'è niente di più piacevole!
Leggendola così il segreto divino, ovvero la granitica resistenza che il mistero dell'aldilà oppone ai nostri sforzi di comprenderlo, perde la sua connotazione positiva e diventa il mutismo eterno e cocciuto di un Dio lontano da noi, che si rifiuta di avere qualsiasi rapporto con coloro che ha creato.


J1327 (1874) / F1328 (1874)

The Symptom of the Gale -
The Second of Dismay -
Between it's Rumor and it's Face -
Is almost Revelry -

The Houses firmer root -
The Heavens cannot be found -
The Upper Surfaces of things
Take covert in the Ground -

The Mem'ry of the Sun
Not Any can recall -
Although by Nature's sterling Watch
So scant an interval -

And when the Noise is caught
And Nature looks around -
"We dreamed it"? she interrogates -
"Good Morning" - we propound?

    Il Sintomo della Tempesta -
L'Attimo di Sgomento -
Fra l'incerto Preavviso e il suo Volto -
È quasi Baldoria -

Le Case più solide radici -
I Cieli non si riconoscono -
Le Superfici Esterne delle cose
Trovano rifugio nel Terreno -

La Memoria del Sole
Nessuno può richiamare -
Sebbene per il perfetto Orologio della Natura
Così esiguo l'intervallo -

E quando il Rumore è domato
E la Natura si guarda intorno -
"Sognammo?" domanda -
"Buongiorno" - proponiamo?

Quando sentiamo arrivare una tempesta, all'attimo di sgomento e di paura che proviamo si affianca l'eccitazione dell'attesa (al verso 4 ED ha indicato la variante "ecstasy" al posto di "revelry"). Poi la tempesta arriva davvero e tutto intorno a noi sembra partecipare alla difesa contro la furia degli elementi: le case si aggrappano alle loro fondamenta, i cieli spariscono come se fossero fuggiti via, tutto ciò che è in superficie cerca rifugio nel sottosuolo. Il tempo sembra non passare mai per noi, con quel sole sparito che non riusciamo quasi a richiamare alla memoria, ma per l'immutabile corso della natura passa soltanto un istante prima che tutto torni come prima, tanto che sembra domandarci: "ma è successo davvero o è stato un sogno?", e noi, timidamente ma ormai rinfrancati, che cosa possiamo proporle se non un normale e rassicurante "buongiorno"?


J1328 (1874) / F1323 (1874)

The vastest earthly Day
Is shrunken small
By one Defaulting Face
Behind a Pall -
    Il più esteso Giorno terreno
È ridotto a ben poco
Da un Volto che Svanisce
Dietro un Drappo -

Nel manoscritto ci sono varianti che modificano del tutto gli ultimi tre versi. Sembra però che, più di una variante, ED abbia voluto completare la poesia esplicitando quello che nella prima stesura era implicito: quel volto che svanisce ha avuto il pieno ed eroico possesso del giorno che sta lasciando:

The vastest earthly Day
Is chastened small
By one heroic Face
That owned it all -
    Il più esteso Giorno terreno
È castigato a ridursi
Da un eroico Volto
Che tutto l'ha posseduto -

Le due stesure, quella iniziale e quella che deriva dall'adozione delle varianti, possono leggersi come poesie distinte o, meglio, complementari: nella prima il volto che muore sminuisce il tempo mortale con la sua assenza; nella seconda c'è come lo scatto orgoglioso di chi ha vissuto intensamente la vita e lascia al giorno che abbandona il castigo di essere diminuito dalla sua morte.


J1329 (1874) / F1334 (1874)

Whether they have forgotten
Or are forgetting now
Or never remembered -
Safer not to know -

Miseries of conjecture
Are a softer wo
Than a Fact of Iron
Hardened with I know -

    Sia se hanno dimenticato
O stanno dimenticando ora
O mai ricordarono -
Più prudente non sapere -

I tormenti della congettura
Sono un dolore più tenue
Di una Realtà di Ferro
Indurita da ciò che so -

Molte volte i tormenti del non sapere, del fare ipotesi su quanto gli altri - o forse più precisamente "un" altro - tengano a noi, sono più sopportabili di sapere con certezza qual è la verità.
Per il "they have" del primo verso ED ha indicato la variante "it has". Entrambi si possono leggere come soggetto indefinito, ma la variante suggerisce forse una più accentuata personificazione del soggetto.


J1330 (1874) / F1340 (1874)

Without a smile - Without a throe
A Summer's soft assemblies go
To their entrancing end
Unknown - for all the times we met -
Estranged, however intimate -
What a dissembling Friend -
    Senza un sorriso - Senza uno spasimo
Le dolci compagnie dell'Estate vanno
Alla loro incantevole fine
Sconosciute - perché a ogni incontro -
Estranee, pur se intime -
Che ingannevoli Amici -

La natura sembra adularci con le dolci gioie dell'estate, ma poi tutto ciò che ci ha fatto compagnia nella bella stagione se ne va senza rimpianti, lasciandoci la sensazione che tutto quello che ci era stato promesso era soltanto un'ingannevole profferta di amicizia e intimità, che svanisce col finire dell'estate.


J1331 (1874) / F1347 (1874)

Wonder - is not precisely knowing
And not precisely knowing not -
A beautiful but bleak condition
He has not lived who has not felt -

Suspense - is his maturer Sister -
Whether Adult Delight is Pain
Or of itself a new misgiving -
This is the Gnat that mangles men -

    Lo Stupore - non è esattamente conoscere
E non esattamente non conoscere -
Una bellissima ma sguarnita condizione
Non ha vissuto chi non l'ha provata -

L'Incertezza - è la sua Sorella maggiore -
Sia l'Adulta Delizia una Pena
O in se stessa un rinnovato dubbio -
È questo il Tarlo che rode gli uomini -

Lo stupore è la meraviglia di fronte a una cosa che non riusciamo a capire fino in fondo, ma che riusciamo comunque a godere; perciò si situa fra la conoscenza e l'ignoranza e somiglia molto a quella che potremmo chiamare l'intuizione, la scoperta che va al di là, o arriva prima, del ragionamento, priva di solide basi ma così bella che non può dire di aver vissuto chi non l'ha provata. Ma forse lo stupore è una condizione riservata alle menti non ancora mature; più tardi la condizione più usuale è l'incertezza, che non ci dà mai una risposta, non ci dice mai se la razionalità della nostra condizione adulta sia portatrice di una certezza, fosse anche una pena, oppure nient'altro che una incessante condizione di dubbio, un tarlo che rode da sempre l'animo dell'uomo.
Al verso 3 ho tradotto "bleak" intepretando liberamente, ma anche letteralmente, la definizione del Webster: "Open; vacant; exposed to a free current of air; as a bleak hill or shore".


J1332 (1875) / F1357 (1875)

Pink - small - and punctual -
Aromatic - low -
Covert in April -
Candid in May -

Dear to the Moss -
Known to the Knoll -
Next to the Robin
In every human Soul -

Bold little Beauty -
Bedecked with thee
Nature forswears -
Antiquity -

    Rosa - piccolo - e puntuale -
Aromatico - umile -
Celato ad Aprile -
Schietto a Maggio -

Caro al Muschio -
Noto al Poggio -
Vicino al Pettirosso
In ogni Anima umana -

Piccola ardita Bellezza -
Adornata da te
La natura ripudia -
L'antichità -

Quattro manoscritti sostanzialmente simili; ho utilizzato quello presumibilmente inviato a Higginson. In una delle altre copie ED scrisse in fondo (come fosse una firma) "Arbutus" ("Corbezzolo").

La descrizione di un fiore primaverile, che diventa metafora della ciclica rigenerazione della natura.


J1333 (1875) / F1356 (1875)

A little Madness in the Spring
Is wholesome even for the King,
But God be with the Clown -
Who ponders this tremendous scene -
This whole Experiment of Green -
As if it were his own!
    Un po' di Follia in Primavera
È salutare persino per un Re,
Ma Dio sia con il Clown -
Che considera questa formidabile scena -
Questo totale Esperimento di Verde -
Come se fosse suo!

Tre manoscritti: due, uguali, furono inviati a Susan e a Elizabeth Holland (il testo è quello riportato sopra); nel terzo (evidentemente una minuta) c'è una fitta serie di varianti per il verso 5:

prima stesura: This sudden legacy of Green (Questo improvviso lascito di Verde)
- sudden] bright * whole * swift * gay * fleet * quick (luminoso * totale * rapido * gaio * agile * vivace)
- sudden legacy of Green] fair Apocalypse of Green (bella Apocalisse di Verde)

il verso è quindi riscritto per intero: This whole Apocalypse of Green (Questa totale Apocalisse di Verde), con ulteriori varianti:
- Apocalypse] Experience * Astonishment * Periphery * Experiment (Esperienza * Meraviglia * Periferia * Esperimento)
- whole Apocalypse] wild Experiment (selvaggio Esperimento)

La primavera porta risveglio, vita, movimento e, perché no, anche quel pizzico di follia salutare per tutti. In questo stupore dei sensi è permesso anche di appropriarsi di questa scena meravigliosa, di questo esperimento di verde di cui, in quei momenti, ci sentiamo i padroni, come se irrompesse così gioiosamente nel mondo soltanto per toccare e arricchire la nostra mente e i nostri sensi.
Le varianti nella minuta sono tutte relative al verso 5 e non riguardano mai la parola finale, quel "green" che, accoppiato a sostantivi e aggettivi via via diversi, resta l'immagine più peculiare del risveglio primaverile.


J1334 (1875) / F1352 (1875)

How soft this Prison is
How sweet these sullen bars
No Despot but the King of Down
Invented this repose

Of Fate if this is all
Has he no added Realm
A Dungeon but a Kinsman is
Incarceration - Home.

    Così soffice è questa Prigione
Così dolci queste lugubri sbarre
Non un Despota ma il Re delle Piume
Inventò questo riposo

Se del Fato questo è tutto
Se non vi è aggiunto Regno
Una Segreta non è altro che un Congiunto
Incarcerazione - Casa.

Il manoscritto della versione intera è perduto e il testo è conosciuto da una trascrizione di Susan. Esiste invece il manoscritto della prima strofa, inserita in una lettera a Elizabeth Holland della fine di gennaio 1875 (L432). Jonhson annota: "Mrs. Holland aveva colto un mazzetto di trifogli dalla tomba di Edward Dickinson, mai visitata da ED, e glielo aveva donato."
I versi hanno qualche variante rispetto alla versione di Susan. Li riporto con le frasi che li precedono e li seguono.

Mother is asleep in the Library - Vinnie - in the Dining Room - Father - in the Masked Bed - in the Marl House. La Mamma è addormentata in Biblioteca - Vinnie - in Sala da Pranzo - il Babbo - nel Letto Occultato - nella Casa di Marna.
        How soft his Prison is -
        How sweet those sullen Bars -
        No Despot - but the King of Down
        Invented that Repose!
            Così soffice è la sua Prigione -
        Così dolci quelle lugubri Sbarre -
        Non un Despota - ma il Re delle Piume
        Inventò quel Riposo!
When I think of his firm Light - quenched so causelessly, it fritters the worth of much that shines. "Dust unto the Dust" indeed - but the final clause of that marvelous sentence - who has rendered it? Quando penso alla sua ferma Luce - spenta senza un perché, si frantuma il valore di tutto ciò che splende. "Polvere alla Polvere" è vero - ma la clausola finale di quella mirabile sentenza - chi l'ha palesata?

La tomba ci accoglie nel suo seno, in un letto che può apparire soffice e dolce per il riposo che ci concede, ma che è pur sempre una prigione chiusa da lugubri sbarre. Se questa è la fine di tutto, se il dopo non è altro che il nulla e non il regno dei cieli, allora dobbiamo rassegnarci a considerarla la nostra eterna compagna, la nostra casa unica e definitiva.
Nella versione inserita nella lettera a Elizabeth Holland (quasi interamente dedicata al padre, morto sei mesi prima) non c'è la buia rassegnazione della seconda strofa (che però sembra apparire con altre parole nelle frasi che seguono), e i versi, pur mantenendo l'immagine della prigione e delle lugubri sbarre, si trasformano nel nostalgico e tenero ricordo di un padre amato e temuto allo stesso tempo, quasi avesse avuto in sé le stesse contrastanti caratteristiche della tomba descritta nei primi due versi.


J1335 (1875) / F1361 (1875)

Let me not mar that perfect Dream
By an Auroral stain
But so adjust my daily Night
That it will come again.

Not when we know, the Power accosts -
The Garment of Surprise
Was all our timid Mother wore
At Home - in Paradise.

    Ch'io non guasti quel Sogno perfetto
Con una macchia d'Aurora
Ma regoli a modo la mia Notte diuturna
Affinché possa tornare.

Non quando sappiamo, il Potere s'accosta -
L'Abito della Sorpresa
Non altro indossava la nostra timida Madre
A Casa - in Paradiso.

Talvolta l'oscurità, la notte, il non sapere sono culla di sogni che sarebbero dissolti dalla luce del sole; per questo lasciate che io prepari le mie notti affinché siano sempre fonte di quel sogno che tanto amo, un sogno che può venire soltanto quando non è la mente razionale a chiamarlo ma l'inconsapevole potere del sonno.
La sola seconda strofa, con la citazione dell'abito della sorpresa vestito da una timida Eva nell'Eden, fu inviata in un biglietto a Susan.


J1336 (1875) / F1371 (1875)

Nature assigns the Sun -
That - is Astronomy -
Nature cannot enact a Friend -
That - is Astrology.
    La Natura assegna il Sole -
Questa - è Astronomia -
La Natura non può decretare un Amico -
Questa - è Astrologia.

I versi concludono una lettera a Elizabeth Holland (L439), preceduti da: "Thank you with all my strength - and Doctor as yourself - And again yourself for the sweet note." ("Grazie con tutto il cuore - al Dottore come a te - E in più a te per il tenero biglietto."). I ringraziamenti che precedono i versi sono probabilmente riferiti all'invio del romanzo Sevenoaks del marito dell'amica, il dottor Josiah Holland.

L'amicizia come un bene che non esiste in natura e che va conquistato. Bella, ed estremamente appropriata, l'opposizione "astronomia [natura]" - "astrologia [creazione umana]".


J1337 (1875) / F1368 (1875)

Upon a Lilac Sea
To toss incessantly
His Plush Alarm
Who fleeing from the Spring
The Spring avenging fling
To Dooms of Balm -
    Su un Mare di Lillà
Agitare ininterrottamente
Il suo Intricato Allarme
Chi fugge dalla Primavera
La Primavera vendicandosi spinga
A Condanne di Balsamo -

I tre versi finali concludono un biglietto inviato a Helen Hunt Jackson (L444) in occasione del suo secondo matrimonio (era rimasta vedova nel 1863) con William Sharpless Jackson il 22 ottobre 1875; sono preceduti da una sola frase: "Have I a word but Joy?" ("Che parola se non Gioia?"). La Jackson rimandò il biglietto a ED chiedendo spiegazioni sui tre versi e aggiungendovi una nota: "Questo è mio, se lo ricordi. Devi rimandarmelo, se no sarebbe una ladra."
Evidentemente non ebbe risposta, visto che in una lettera del 20 marzo 1876 (L444a) scrive: "Non me l'ha rimandato, sebbene le avessi scritto di rivolerlo. È stato un caso, o un tardivo ripensamento della sua approvazione? Si ricordi che è mio - non suo - e sia onesta. Grazie di non essere in collera per la mia sfacciata richiesta di un'interpretazione. Volevo soltanto sapere cosa significasse 'dooms', in fin dei conti!"
Il biglietto fu poi ritrovato tra le carte della Jackson e si deve perciò presumere che ED abbia poi risposto (cfr. Richard B. Sewall, The Life of Emily Dickinson, Harvard U.P., Cambridge MA, 1994 [1° ediz. 1974], pag. 580).

I versi non sono di facile interpretazione, visto che la stessa destinataria degli ultimi tre chiese spiegazioni. In mancanza della risposta di ED possiamo comunque tentare una lettura, tenendo conto delle vicende che avevano contraddistinto la vita della Jackson prima di quel secondo matrimonio: continue malattie e, soprattutto, la perdita del primo marito e dei suoi due unici figli.
Nel mare della vita non possiamo che assistere, quasi sempre impotenti, alle intricate vicende che ci vedono sempre in allarme di fronte al mistero del dolore e della sofferenza. Ma talvolta succede che la primavera (la vita, la felicità) si vendichi in modo benevolo di chi è stato costretto a sfuggirla, comminando condanne che sono in realtà dei balsami (il nuovo matrimonio dell'amica?) che leniscono quelle ferite.


J1338 (1875) / F1358 (1875)

What tenements of Clover
Are fitting for the Bee
What edifices azure
For Butterflies and me
What residences nimble
Arise and evanesce
Without a rhythmic rumor
Or an assaulting guess.
    Che appartamenti di Trifoglio
Si preparano per l'Ape
Che edifici d'azzurro
Per le Farfalle e me
Che residenze leste
Sorgono e svaniscono
Senza un ritmico preannuncio
O un'ipotesi che assale.

Due copie, entrambe perdute. Una (probabilmente una brutta copia) trascritta da Mabel Todd, l'altra inviata a Olive Stearns, firmata "With love / E. Dickinson", e trascritta dalla destinataria (è quella riportata sopra). Nella copia trascritta da Mabel Todd, suddivisa in due strofe di quattro versi, c'è un punto interrogativo alla fine del secondo verso e al settimo "bright suspicion" ("chiaro sentore"), con la variante ""wizard rumor" (magico preannuncio"), al posto di ""rhythmic rumor".

La primavera sembra far sorgere nuove dimore per tutti, per l'ape, le farfalle, gli uomini. Edifici sfuggenti, che appaiono e scompaiono senza che nulla li abbia annunciati e senza darci nemmeno il tempo di immaginare questo luminoso assalto, che riempie gli occhi e scompare sempre troppo presto.


J1339 (1873) / F1351 (1874)

A Bee his Burnished Carriage
Drove boldly to a Rose -
Combinedly alighting -
Himself - his Equipage.

The Rose received his Visit
With frank tranquillity,
Witholding not a Crescent
To his cupidity.

Their Moment consummated
Remained for him - to flee -
Remained for her, of Rapture
But the Humility.

    Un Bombo la sua Lustra Carrozza
Condusse ardito ad una Rosa -
Congiuntamente scesero -
Lui stesso - l'Equipaggio.

La Rosa accolse la Visita
Con franca tranquillità,
Senza negare un Petalo
Alla sua cupidità.

Consumato il loro Momento
Rimase a lui - fuggire -
Rimase a lei, del rapimento
Soltanto l'Umiltà.

Il testo riportato sopra è quello nei fascicoli. C'è un altro manoscritto, senza suddivisione in strofe, in una lettera non firmata e senza indicazione del destinatario (L446): nella pagina, soltanto i versi preceduti da "Sweet is it as Life, with it's enhancing Shadow of Death." ("È dolce come la Vita, con la sua crescente Ombra di Morte.").
Le due copie sono sostanzialmente uguali (alcune modifiche nella punteggiatura e nell'uso delle maiuscole) e al verso 4 di quella nella lettera è accolta una variante del manoscritto nel fascicolo: "his Carriage was" ("era la Carrozza") al posto di "his Equipage".

Un esplicito riferimento all'atto sessuale (cupidity, consummated), pur mitigato dalla fanciullesca metafora del bombo e la rosa. Le parti sono rispettate: il bombo/maschio ardito e avido di piacere, la rosa/femmina che non si nega ma dopo il rapimento dell'atto (un "moment" forse troppo breve) riacquista la sua umiltà e resta lì ad aspettare una altro baldo giovanotto.
Al primo verso ho tradotto "bee" con "bombo" per rispettare il maschile/femminile di bee/rose. Al verso 7 "crescent" significa "luna crescente" ma anche "figura simile alla falce di luna"; inoltre il Webster riporta "crescent-shaped" definendolo come "In botany... shaped like a crescent; as a leaf." Visto che "leaf" può significare sia "foglia" che "petalo", e qui si parla di una rosa, ho tradotto con quest'ultimo termine.


J1340 (1875) / F1377 (1875)

A Rat surrendered here
A brief career of Cheer
And Fraud and Fear.

Of Ignominy's due
Let all addicted to
Beware -

The most obliging Trap
It's tendency to snap
Cannot resist -

Temptation is the Friend
Repugnantly resigned
At last.

    Un Ratto concluse qui
Una breve carriera di Leccornie
E di Frode e di Paura.

Dell'Ignominia il prezzo
Tutti i suoi devoti
Sappiano -

La più cortese Trappola
Alla sua tendenza a mordere
Non può opporsi -

La tentazione è l'Amica
Con riluttanza repressa
Alla fine.

Un topo conclude in una trappola la sua carriera mista di soddisfazioni, di furti e di paura. Tutti coloro che credono di potersi sottrarre al prezzo al prezzo della ricerca affannosa del piacere, sappiano che di trappole simili, pronte a scattare su chi cerca di ghermire la preda, ce ne sono molte nella vita, anche se talvolta il pericolo che celano non appare a chi le avvicina. Sarebbe forse meglio reprimere quelle tentazioni che prima o poi ci porteranno a fare la fine di quel topo gaudente, che ha imparato la lezione ma non potrà servirsene.


J1341 (1875) / F1370 (1875)

Unto the Whole - how add?
Has "All" a further Realm -
Or Utmost an Ulterior?
Oh, Subsidy of Balm!
    All'Intero - cosa aggiungere?
Ha il "Tutto" un Reame più in là -
O l'Estremo un Ulteriore?
Oh, Sussidio di Balsamo!

È difficile riuscire a pensare a un qualcosa che sia al di là del "tutto" che vediamo e in cui viviamo, un qualcosa che probabilmente è solo nella nostra immaginazione, nella nostra mente imperfetta che per riuscire a vivere ha bisogno del sussidio di un dolce e balsamico sogno di immortalità.


J1342 (1875) / F1277 (1873)

"Was not" was all the statement.
The Unpretension stuns -
Perhaps - the Comprehension -
They wore no Lexicons -

But lest our Speculation
In inanition die
Because "God took him" mention -
That was Philology -

    "Non c'era più" fu tutto il resoconto.
La Semplicità sconcerta -
Forse - la Comprensione -
Non consumarono Dizionari -

Ma affinché la Nostra Ragione
Non si estingua nell'Inazione
Perché "Dio l'aveva preso" aggiungono -
Ecco la Filologia -

La morte non ha bisogno di molte parole, un semplice "was not" basterebbe a descriverla. Tutto ciò che aggiungiamo non è altro che uno sterile esercizio di filologia, utile per illuderci che quel cammino terreno sia seguito dal cammino in un altrove divino.
Le citazioni ai versi 1 e 7 si riferiscono a Genesi 5,24: "Ed Enoch camminò con Dio: e non c'era più; perché Dio l'aveva preso."
Johnson cita il riferimento alla Genesi e collega i versi alla morte del padre (16 giugno 1874), mentre Franklin, che data la poesia al 1873, afferma che l'unico riferimento è il passo biblico.


J1343 (1875) / F1297 (1873)

A single Clover Plank
Was all that saved a Bee
A Bee I personally knew
From sinking in the sky -

'Twixt Firmament above
And Firmament below
The Billows of Circumference
Were sweeping him away -

The idly swaying Plank
Responsible to nought
A sudden Freight of Wind assumed
And Bumble Bee was not -

This harrowing event
Transpiring in the Grass
Did not so much as wring from him
A wandering "Alas" -

    Un unico Asse di Trifoglio
Fu tutto ciò che salvò un'Ape
Un'Ape che conoscevo di persona
Dall'affondare in cielo -

Tra il Firmamento sopra
E il Firmamento sotto
Le Ondate della Circonferenza
La stavano spazzando via -

L'Asse oscillava pigramente
Di nulla consapevole
Un improvviso Carico di Vento si accollò
E il Ronzio dell'Ape cessò -

Questo straziante evento
Capitato nell'Erba
Non fece nemmeno in tempo a strapparle
Un vagabondo "Ahimè" -

La vita è sempre appesa a un filo, come il precario trifoglio su cui si è rifugiata l'ape è soggetto alle ondate di quella "circonferenza" di cui non riusciamo a scoprire i confini. Basta un colpo di vento e di noi non rimane più nulla.
Al verso 12 ED sembra trasformare l'ape in "bumble bee" (bombo); visto che "bumble bee" è "so named from its sound" ho tradotto con "il ronzio dell'ape".


J1344 (1875) / F1382 (1875)

Not any more to be lacked -
Not any more to be known -
Denizen of Significance
For a span so worn -

Even Nature herself
Has forgot it is there -
Sedulous of her Multitudes
Notwithstanding Despair -

Of the Ones that pursued it
Suing it not to go
Some have solaced the longing
To accompany -

Some - rescinded the Wrench -
Others - Shall I say
Plated the residue of Adz
With Monotony.

    Nulla più da rimpiangere -
Nulla più da conoscere -
Migrante della Significanza
Per un istante indossata -

Persino la Natura stessa
Ha dimenticato che è là -
Assidua alle sue Moltitudini
Nonostante la Disperazione -

Di Quelli che lo inseguirono
Sollecitandolo a non andare
Alcuni hanno consolato la voglia
Di accompagnarlo -

Alcuni - hanno rescisso lo Strappo -
Altri - Devo dire
Cromarono il residuo d'Ascia
Con la Monotonia.

Non siamo altro che migranti di un momento; una volta conclusa la nostra esistenza la natura, pur così attenta a tutto ciò che domina, si dimentica di noi, mentre a chi resta non rimane che cercare di rimuovere quello strappo improvviso o, al più, di celarlo dietro l'abitudine, in attesa di esserne strappato a sua volta.
Al verso 3 "denizen" significa propriamente "cittadino straniero naturalizzato"; per mantenere il senso di persona che arriva da un posto sconosciuto e si ferma "for a span" ho tradotto con "migrante".


J1345 (1875) / F1367 (1875)

An antiquated Grace
Becomes that cherished Face
Better than prime
Enjoining us to part
We and our pouting Heart
Good friends with time
    Una Grazia antiquata
Si addice a quel Volto prediletto
Meglio della verde età
Ci sprona a separare
Noi dal nostro Cuore imbronciato
Buoni amici col tempo

I segni dell'età che vediamo sul nostro volto non ci fanno certo piacere, il nostro cuore si affligge nel vederli e nel constatare l'inevitabilità di quei cambiamenti. Dobbiamo perciò essere capaci di vedere in quel volto invecchiato una bellezza diversa da quella della gioventù, una "grazia antiquata" che ci aiuta, forse meglio di quella che vedevamo prima, a lasciare da parte quel cuore imbronciato, col quale, quando prima o poi accetteremo il passare del tempo, faremo di nuovo pace.
Il manoscritto contiene molte varianti; ne ho adottate due perché sono le uniche sottolineate, come a voler indicare una preferenza: al verso 3 "Better than" al posto di "As well as" (variante significativa, perché la "grazia antiquata" diventa così "meglio", e non "come" la giovinezza) e al verso 5 "pouting" al posto di "plotting" ("che ordisce una trama, intrigante"). Per quest'ultimo termine ci sono altre tre varianti interessanti: "gaudy" ("sgargiante, vistoso"), "scheming" (significato simile a "plotting") e "tinsel" (significato simile a "gaudy"), che oscillano fra un cuore legato ai fasti della giovinezza (gaudy o tinsel) e uno che cerca in ogni modo di contrastare la vecchiaia (plotting o scheming).


J1346 (1875) / F1341 (1874)

As Summer into Autumn slips
And yet we sooner say
"The Summer" than "the Autumn", lest
We turn the Sun away,

And almost count it an Affront
The presence to concede
Of one however lovely, not
The one that we have loved -

So we evade the Charge of Years
On one attempting shy
The Circumvention of the Shaft
Of Life's Declivity.

    Come quando l'Estate scivola nell'Autunno
Eppure preferiamo di più dire
"L'Estate" che "l'Autunno", per paura
Di mandar via il Sole,

E quasi reputiamo un Affronto
Ammettere la presenza
Di chi anche se incantevole, non è
Colui che abbiamo amato -

Così eludiamo il Peso degli Anni
Su colui che tenta timido
Di Raggirare la Freccia
Del Declivio della Vita.

La versione riportata è quella contenuta in una lettera inviata a Samuel Bowles nell'ottobre 1874 (L420). Nella pagina, soltanto i versi preceduti da "The Paper wanders so I cannot write my name on it, so I give you Father's Portrait instead." ("Il foglio sfugge via e così non riesco a scrivere il mio nome su di esso, al suo posto le mando un Ritratto del Babbo.").
Riferendosi al manoscritto, Franklin annota: "La sua agitazione appare evidente nel verso ininterrotto della seconda strofa [i versi 5 e 6 sono scritti su un'unica linea] e nella ripetizione del verso 10 [dove, invece di "On one", si legge "One one"]".
Ci sono altre tre copie di questa poesia: due manoscritti (il primo dei quali con alcune varianti), che probabilmente sono versioni preparatorie a quella inviata a Bowles, e una trascrizione di Frances Norcross da una lettera inviata a lei e alla sorella Louise.
Edward Dickinson era morto pochi mesi prima, il 16 giugno 1874.

Un ritratto del padre, come lo chiama la stessa ED nella lettera a Bowles. Ma forse più un ritratto del dolore della figlia, che aveva visto arrivare improvvisamente quell'autunno di cui non vuole ammettere la realtà, come se volesse cancellare il passato per ritrovare il padre, raggirando così l'inesorabile freccia del trascorrere del tempo.


J1347 (1875) / F1364 (1875)

Escape is such a thankful Word
I often in the Night
Consider it unto myself
No spectacle in sight

Escape - it is the Basket
In which the Heart is caught
When down some awful Battlement
The rest of Life is dropt -

'Tis not to sight the savior -
It is to be the saved -
And that is why I lay my Head
Upon this trusty word -

    Fuga è una Parola talmente grata
Che spesso di Notte
La considero dentro di me
Nessuno spettacolo in vista

Fuga - è la Cesta
In cui il Cuore è trattenuto
Quando giù da qualche orrido Bastione
Il resto della Vita è caduto -

Non è avvistare il salvatore -
È essere il salvato -
Ed è per questo che appoggio la Testa
Su questa fidata parola -

La fuga dentro se stessi è talvolta l'unico mezzo per contrastare il dolore e la sofferenza, perché non è cercare un ipotetico salvatore esterno ma confidare nella forza della propria mente per combattere le battaglie della vita.


J1348 (1875) / F1362 (1875)

Lift it - with the Feathers
Not alone we fly -
Launch it - the aquatic
Not the only sea -
Advocate the Azure
To the lower Eyes -
He has obligation
Who has Paradise -
    Sollevalo - con le Penne
Da sole non voliamo -
Varalo - l'acquatico
Non il solo mare -
Patrocina l'Azzurro
Fino ai più deboli Occhi -
Ha obblighi
Chi ha il Paradiso -

Una delle poesie enigma di ED. Che cos'è che dobbiamo sollevare, varare, patrocinare (ho scelto di tradurre così per mantenere il termine squisitamente legale) e che nell'ultimo verso viene definito "Paradiso"? Potrebbe essere la nostra mente, la ragione. Dobbiamo tenerla sempre alta, darle l'importanza che merita, perché con le sole forze materiali non riusciremmo certo a volare in alto, a capire; dobbiamo spingerla verso il mare della conoscenza, perché il mare del sapere è immenso e affascinante come l'oceano; dobbiamo difenderne la bellezza e sostenerla anche davanti a occhi abituati a vedere soltanto ciò che è materiale; e, infine, tutto ciò dobbiamo farlo perché chi sente di possedere questo incorporeo paradiso ha l'obbligo di rispettarlo e di non tenerlo solo per sé.


J1349 (1875) / F1366 (1875)

I'd rather recollect a Setting
Than own a rising Sun
Though one is beautiful forgetting
And true the other one.

Because in going is a Drama
Staying cannot confer -
To die divinely once a twilight -
Than wane is easier -

    Preferirei ricordare un Tramonto
Che possedere un Sole nascente
Sebbene l'uno sia bello da dimenticare
E vero l'altro.

Perché nell'andare c'è un Dramma
Che lo stare non concede -
Morire come un dio a ogni crepuscolo -
È più appagante del declinare -

La bellezza di un tramonto infuocato contrapposta a un sole nascente che ha già in sé i segni dell'inevitabile declino. Il primo ha la bellezza del fuoco che illuminata una caduta, l'altro la realtà di una vita che nasce per morire. Non sono diversi, l'uno può sovrapporsi all'altro, come la vita alla morte o viceversa, ma quanto più appagante il viaggio verso continenti sconosciuti rispetto alla monotona abitudine della vita.
È un testo evidentemente steso in brutta, con molte varianti. La più significativa è forse quella dell'ultimo verso: "live" al posto di "wane", come a precisare che quel declinare non è altro che il vivere.


J1350 (1875) / F1360 (1875)

Luck is not chance -
It's Toil -
Fortune's expensive smile
Is earned -
The Father of the Mine
Is that old fashioned Coin
We spurned -
    La sorte non è fortuita -
È Fatica -
Il costoso sorriso del caso
È meritato -
Il Padre della Miniera
È quell'antiquato Conio
Che disdegnammo -

Non basta affidarsi alla sorte, il nostro compito è sforzarci affinché quello che chiamiamo molte volte "caso" sia benevolo nei nostri confronti, perché il padre della miniera, la miniera dalla quale possiamo estrarre i frutti che ci aiuteranno a vivere, è proprio quella fatica che spesso disprezziamo, preferendo chiamare destino ciò che invece è costruito da noi.