Emily Dickinson

The Complete Poems
Tutte le poesie

J1401 - 1450

Traduzione e note di Giuseppe Ierolli


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Appendice

Indice Johnson
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J1401 (1877) / F1436 (1877)

To own a Susan of my own
Is of itself a Bliss -
Whatever Realm I forfeit, Lord,
Continue me in this!
    Avere una Susan di mia proprietà
È di per sé Beatitudine -
A qualsiasi Regno rinuncio, Signore,
Conservami in questo!

Un biglietto a Susan (L531), come sempre iperbolico nell'affermare il proprio legame con l'amica.


J1402 (1877) / F1434 (1877)

To the stanch Dust
We safe commit thee -
Tongue if it hath,
Inviolate to thee -
Silence - denote -
And Sanctity - enforce thee -
Passenger - of Infinity -
    Alla stagnante Polvere
Sicuri ti affidiamo -
Se lingua ha,
Inviolata per te -
Il Silenzio - ti denoti -
E la Sacralità - ti rafforzi -
Passeggero - dell'Infinito -

Il testo riportato sopra è in un manoscritto autografo. Un'altra versione è in una trascrizione di Mabel Todd, probabilmente derivata da una copia preparatoria, visto che sono indicate diverse varianti poi utilizzate nella copia autografa:

To the unwilling dust
We soft commit thee.
Guile if it hath,
Inviolate to thee -
Breeze caress and firmament salute thee,
Nothing affront thy secrecy
    Alla riluttante polvere
Dolcemente ti affidiamo.
Se inganno c'è,
Inviolato per te -
Il tocco della brezza e il firmamento ti salutino,
Nulla oltraggi la tua solitudine.

Un'immagine immota e sacrale di chi è affidato alla polvere, al silenzio e all'infinito.


J1403 (1877) / F1463 (1878)

My Maker - let me be
Enamored most of thee -
But nearer this
I more should miss -
    Mio Creatore - lascia ch'io sia
Innamorata totalmente di te -
Che più mi avvicini
Più ne senta il bisogno -

Inviata a Susan. Ci sono altre due copie con il secondo verso sensibilmente variato: "A world or two from thee -" ("Un Mondo o due da te -") e "A Fence or two from thee -" ("Un Recinto o due da te -").

L'oggetto d'amore, sia esso terreno o divino, è sempre nei nostri pensieri e l'avvicinarsene non fa che aumentare il nostro desiderio.


J1404 (1877) / F1422 (1877)

March is the Month of Expectation.
The things we do not know -
The Persons of prognostication
Are coming now -
We try to show becoming firmness -
But pompous Joy
Betrays us, as his first Betrothal
Betrays a Boy.
    Marzo è il Mese dell'Attesa.
Le cose che non sappiamo -
Le Persone pronosticate
Stanno arrivando ora -
Cerchiamo di esibire un'appropriata serietà -
Ma una pomposa Gioia
Ci tradisce, come il primo Fidanzamento
Tradisce un Ragazzo.

L'arrivo della primavera ci eccita, sentiamo che sta arrivando qualcosa di nuovo, qualcuno che aspettavamo, e, anche se ci proviamo, non riusciamo a nascondere la nostra eccitazione, come un ragazzo al suo primo fidanzamento.


J1405 (1877) / F1426 (1877)

Bees are Black - with Gilt Surcingles -
Buccaneers of Buzz -
Ride abroad in ostentation
And subsist on Fuzz -

Fuzz ordained - not Fuzz contingent -
Marrows of the Hill.
Jugs - a Universe's fracture
Could not jar or spill.

    Le Api sono Nere - con Bordature Dorate -
Bucanieri del Ronzio -
Vanno in giro con ostentazione
E vivono di Polline -

Polline predestinato - non Polline contingente -
Midollo delle Colline.
Boccali - che la frattura di un Universo
Non può scuotere o versare.

I versi concludono una lettera a Elizabeth Holland della fine di maggio del 1877 (L502), preceduti da "I must just show you a Bee, that is eating a Lilac at the Window. There - there - he is gone! How glad his family will be to see him!" ("Devo proprio mostrarti un'Ape, che sta mangiando un Lillà alla Finestra. Là - là - se n'è andata! Come sarà felice di rivederla la sua famiglia!").

Una immaginifica descrizione della api come ronzanti bucanieri, che vivono di polline, una materia quasi invisibile che è midollo, parte costituente della natura. Un'essenza che niente, nemmeno la frattura di un universo, può rovesciare.
Bacigalupo annota: "E.D. allude ironicamente alla distinzione teologica fra necessità e contingenza."
"Fuzz", un termine che ED utilizza per la rima con "buzz", significa propriamente "lanugine, particelle minuscole e volatili"; vista l'impossibilità di riprodurre questo gioco di rime, tradurre con "polline" mi è sembrata la scelta più appropriata.


J1406 (1877) / F1451 (1877)

No Passenger was known to flee -
That lodged a Night in memory -
That wily - subterranean Inn
Contrives that none go out again -
    Mai si seppe della fuga di un Viaggiatore -
Che alloggiò una Notte nella memoria -
Quell'astuta - sotterranea Locanda
Fa in modo che nessuno possa uscirne -

La memoria è un albergo che trattiene tutti i suoi ospiti.
I versi erano in un biglietto a Josiah Gilbert Holland, probabilmente consegnato prima che ripartisse da una sua visita ad Amherst.


J1407 (1877) / F1419 (1877)

A Field of Stubble, lying sere
Beneath the second Sun -
It's Toils to Brindled People thrust -
It's Triumphs - to the Bin -
Accosted by a timid Bird
Irresolute of Alms -
Is often seen - but seldom felt,
On our New England Farms -
    Un Campo di Stoppie, che giace arido
Sotto il secondo Sole -
Le sue Fibre sparse per il Popolo Pezzato -
I suoi Trionfi - per la Madia -
Avvicinata da un timido Uccello
Irresoluto all'Elemosina -
Spesso guardato - ma di rado percepito,
Nelle Fattorie del nostro New England -

I versi sono in una lettera del marzo 1877 (L493) al nipote Edward (Ned) Dickinson, allora quindicenne e appena ripresosi da un attacco di epilessia, preceduti da "I send you a Portrait of the Parish, and the first Sugar - Dont bite the Parish, by mistake, though you may be tempted -" ("Ti mando un Ritratto della Parrocchia, e il primo Zucchero d'Acero - Non addentare la Parrocchia, per sbaglio, sebbene tu possa esserne tentato -").

La poesia è stata inviata al nipote in marzo, ma sembra proprio un "ritratto della parrocchia" all'inizio dell'autunno, con un "secondo sole", dopo quello splendente dell'estate, che illumina un campo dove pascolano le mucche e una casa dove sono conservati i suoi frutti. Gli ultimi due versi, il cui soggetto è il campo del primo verso ma anche l'immagine complessiva della poesia, dicono come lo spettacolo della natura sia spesso soltanto guardato, ma non percepito in tutta la sua ciclica e misteriosa grandezza.
C'è un secondo manoscritto, probabile copia preparatoria, con diverse varianti rispetto alla versione definitiva: al verso 3 "corn" ("chicco di grano, granaglie, pianta del grano") al posto di "toils", "nations" al posto di "People" e "cast" o "tost" al posto di "thrust" (tutti e tre i verbi possono intendersi nel senso di "gettare, lanciare" - ho tradotto con "spargere"); al verso 4 "Pumpkins" ("Zucche") al posto di "Triumphs"; per i versi 5 e 6: "With usually a sober Bird - / Revisiting for Alms -" ("Con di solito un sobrio Uccello / Che ritorna per l'Elemosina -").
Al verso 3 "toils" significa "duro lavoro, sforzo" ma anche "qualsiasi filo, rete o spago steso per la cattura di una preda"; entrambi i significati si adattano al verso, che possiamo leggere come: "le sue [del campo] fatiche (ovvero i prodotti) - ma anche le sue fibre (ovvero quel che resta del raccolto - vedi anche la variante "corn" della versione preparatoria) sono a disposizione del popolo pezzato (ovvero le mucche)". Ho tradotto con "fibre" perché nel verso successivo ED usa "triumphs" (e la variante "pumpkins" - "zucche"), come per dire che la parte residua dei frutti del campo va alle mucche, mentre la parte più nobile è destinata agli uomini.
La frase nella lettera al nipote allude probabilmente al fatto che il ragazzino appena ripresosi dalla malattia avrebbe sicuramente apprezzato il dolce regalo, mentre l'apprezzamento per i versi spesso criptici della zia era molto più dubbio.


J1408 (1877) / F1435 (1877)

The Fact that Earth is Heaven -
Whether Heaven is Heaven or not
If not an Affidavit
Of that specific Spot
Not only must confirm us
That it is not for us
But that it would affront us
To dwell in such a place -
    Il Fatto che la Terra sia il Cielo -
Sia Cielo il Cielo o no
Se non un Affidavit
Di quello specifico Punto
Non solo deve confermarci
Che non è per noi
Ma che sarebbe un affronto
Dimorare in un posto simile -

Sintassi non agevole da tradurre ma, in fin dei conti, nemmeno da leggere in originale. In questi casi meglio una traduzione il più possibile letterale. Sarà il lettore a far emergere il senso, che in questo caso potrebbe essere: la realtà dei fatti è che la Terra è il Cielo, ovvero la nostra vita si estende fin dove arriva il nostro essere mortali. Se poi vogliamo dar credito all'affermazione che esista veramente un Cielo dobbiamo essere consapevoli che può essere soltanto un'ipotesi, un "dar credito" (probabile che in questo senso ED intenda "Affidavit", forte dell'etimologia indicata nel Webster: "from ad and fides, faith") all'esistenza di quel luogo specifico, non una garanzia che quel luogo esista veramente. E se poi vogliamo proprio crederci a questa ipotesi, non possiamo non arrivare alla conclusione che questo ipotetico luogo non è certo fatto per noi, almeno per quel "noi" che conosciamo; anzi forse sarebbe un affronto, per noi e per quel luogo, pensare al nostro "io" come qualcosa che si trasferisce semplicemente da qui all'aldilà.
Nel manoscritto, prima dei versi, ED scrive "Oliver,", un nomignolo che usava per il fratello Austin; probabile quindi che la poesia fosse indirizzata a lui.


J1409 (1877) / F1456 (1877)

Could mortal Lip divine
The elemental Freight
Of a delivered Syllable
'Twould crumble with the weight -

The Prey of Unknown Zones -
The Pillage of the Sea
The Tabernacles of the Minds
That told the Truth to me -

    Potesse un Labbro mortale intuire
Il Carico primordiale
Di una Sillaba pronunciata
Si sgretolerebbe sotto quel peso -

La Preda di Zone Sconosciute -
Il Saccheggio del Mare
I Tabernacoli della Mente
Che hanno detto a me la Verità -

La prima strofa (che, come in molti altri casi, può avere vita autonoma, tanto che ED la inviò da sola all'amico Samuel Bowles) è un inno al potere della parola, che contiene in sé un "carico" di senso talvolta troppo grande per essere intuito dal labbro che la pronuncia (un'immagine che ricorda la J952-F913). Nella seconda ED sviluppa quel "carico" e lo fa diventare la preda conquistata in terre sconosciute, saccheggiata all'immensità del mare, per farne poi quei tabernacoli della mente che, soli, possono rivelarci la verità (o anche, in una variante, "the News", ovvero le notizie, gli annunci di ciò che accade nel mondo).
Per i versi 5 e 6 ED ha indicato una variante che descrive in modo diverso la sillaba della prima strofa: "In spans in Unknown Zones - / Irreverenced - in the Sea -" ("Estesa in Zone Sconosciute - / Irriverente - nel Mare -").
Nella versione inviata a Samuel Bowles, al verso 2 c'è "undeveloped" ("latente, incompiuta") - presente come variante nella versione intera - al posto di "elemental".


J1410 (1877) / F1429 (1877)

I shall not murmur if at last
The ones I loved below
Permission have to understand
For what I shunned them so -
Divulging it would rest my Heart
But it would ravage their's -
Why, Katie, Treason has a Voice -
But mine - dispels - in Tears.
    Non mi lagnerò se alla fine
Quelli che ho amato quaggiù
Avranno il permesso di capire
Per quale motivo li sfuggii così -
Divulgarlo placherebbe il mio Cuore
Ma devasterebbe il loro -
Perché, Katie, il Tradimento ha una Voce -
Ma la mia - si disperde - in Lacrime.

È difficile spiegare a qualcuno che si ama il perché non lo si voglia vedere. È un perché molto intimo, difficile da far capire; magari spiegarne i motivi allevierebbe il tormento di chi lo prova, ma quasi certamente avrebbe l'effetto contrario sull'oggetto del rifiuto. Per questo è meglio differire la spiegazione, rimandarla ad un momento "finale" in cui i sentimenti umani saranno placati.
La Katie del penultimo verso è Catherine Scott Anthon, che nel 1877 fu in visita ad Amherst a casa di Susan. In quell'occasione ED si rifiutò di vederla e questi versi, che non risulterebbero mai consegnati alla destinataria, appaiono come una spiegazione di quel rifiuto. Sullo stesso manoscritto ED scrisse la J1429-F1430, un ulteriore tentativo di giustificazione che potrebbe anche essere considerata una variante.
Johnson ne dà una lettura che comprende anche i versi della J1429-F1430: "ED sembra cercare di dare un ragione alla sua incapacità di rivedere la sua amica: Il mio non essere capace di vederti non è perché non tenga a te (Treason) - ma perché sarei senza parole. Preferisco tenermi il sogno di te piuttosto che vedere una realtà che potrebbe rovinare quel sogno (sight's ineffable disgrace)."


J1411 (1877) / F1421 (1877)

Of Paradise' existence
All we know
Is the uncertain certainty -
But it's vicinity, infer,
By it's Bisecting Messenger -
    Dell'esistenza del Paradiso
Tutto ciò che sappiamo
È l'incerta certezza -
Ma la sua vicinanza, deduciamo,
Dal suo Biforcuto Messaggero -

Il paradiso viene definito come "incerta certezza", come se il dubbio fosse un obbligatorio passaggio verso una certezza che riusciamo a sentire soltanto con la fede. Ma forse una prova indiretta possiamo trovarla nel suo contrario, nel demonio, simbolo di quel male che è molto più presente e visibile del bene nel mondo che conosciamo. Per questo il demonio può diventare paradossalmente un messaggero del paradiso.
Nel penultimo verso "infer", fra virgole come a evidenziarlo, può anche essere letto, oltre al significato letterale, come un implicito accenno fonetico all'inferno (in inglese l'inferno è "hell", ma esiste l'aggettivo, e sostantivo, "infernal").


J1412 (1877) / F1437 (1877)

Shame is the shawl of Pink
In which we wrap the Soul
To keep it from infesting Eyes -
The elemental Veil
Which helpless Nature drops
When pushed upon a scene
Repugnant to her probity -
Shame is the tint divine -
    Il pudore è lo scialle Rosa
In cui avvolgiamo l'Anima
Per proteggerla da Occhi invadenti -
Il Velo elementare
Che la Natura indifesa cala
Quando è spinta su una scena
Ripugnante per la sua probità -
Il pudore è la tinta divina -

Il pudore è come un velo di rossore, che protegge la nostra intimità da occhi indiscreti ogni volta che siamo spinti su una scena che non ci piace, che sentiamo estranea e invadente.


J1413 (1877) / F1438 (1877)

Sweet skepticism of the Heart -
That knows - and does not know -
And tosses like a Fleet of Balm -
Affronted by the snow -
Invites and then retards the truth
Lest Certainty be sere
Compared with the delicious throe
Of transport thrilled with Fear -
    Dolce scetticismo del Cuore -
Che sa - e non sa -
E s'agita come una Flotta di Balsami -
Affrontata dalla neve -
Invita e poi ritarda la verità
Per timore che la Certezza sia arida
Paragonata al delizioso spasimo
Del trasporto eccitato dalla Paura -

La certezza della verità è rassicurante ma non ha certamente il fascino del dubbio, di quell'eccitante rapimento procurato dalla ricerca, talvolta spasmodica e dolorosa ma mai arida e noiosa.


J1414 (1877) / F1439 (1877)

Unworthy of her Breast
Though by that scathing test
What Soul survive?
By her exacting light
How counterfeit the white
We chiefly have!
    Indegna del suo Seno
Sebbene a quell'aspra prova
Quale Anima sopravviverebbe?
Dalla sua esigente luce
Com'è contraffatto il bianco
Che più caro abbiamo!

Il pronome del primo e quarto verso fa pensare che ED stia parlando di una lei, una persona che chiede molto, che mette duramente alla prova, tanto da rendere quasi irriconoscibile, con la sua luce così forte ed esigente; quel "bianco" (che leggo come simbolo di forza morale, di purezza di spirito) che sembrava la cosa più importante a cui tenere; come se dovessimo rinunciare alle nostre convinzioni astratte per godere di quel frutto così luminoso ma anche così difficile da cogliere.


J1415 (1877) / F1418 (1877)

A wild Blue sky abreast of Winds
That threatened it - did run
And crouched behind his Yellow Door
Was the defiant sun -
Some conflict with those upper friends
So genial in the main
That we deplore peculiarly
Their arrogant Campaign -
    Un selvaggio cielo Azzurro appaiato a Venti
Che lo minacciavano - correva
E acquattato dietro la sua Gialla Porta
C'era il sole spavaldo -
Qualche conflitto fra questi eccelsi amici
In genere così gioviali
Perciò deploriamo decisamente
La loro arrogante Campagna -

Noi vorremmo la natura sempre gioviale, ridente; per questo quando gli elementi entrano in conflitto fra di loro li disapproviamo, quasi avessero deciso di entrare in guerra per ragioni che ci risultano incomprensibili.


J1416 (1877) / F1365 (1875)

Crisis is sweet and yet the Heart
Upon the hither side
Has Dowers of Prospective
Surrendered by the Tried -

Inquire of the proudest Rose
Which rapture - she preferred
And she will tell you sighing -
The transport of the Bud -

    Il Punto d'arrivo è dolce eppure il Cuore
Da questo punto di vista
Ha Doti Potenziali
Sconosciute al Realizzato -

Chiedi alla Rosa più orgogliosa
Che rapimento - ha preferito
E ti dirà sospirando -
L'estasi del Bocciolo -

Il punto d'arrivo è quasi sempre appagante, ma i nostri sentimenti tendono a gustare di più i momenti in cui qualcosa sta nascendo, in cui le potenzialità del futuro sono ancora ampie e foriere di sorprese. Per questo la rosa guarda con nostalgia al suo stato di bocciolo, quando erano le speranze e non i ricordi a far battere il suo cuore.
Il manoscritto è molto accidentato; ci sono molte varianti e sono evidenti i segni di revisioni successive. Evidentemente ED ha ripreso più volte in mano i versi, ma le alternative sono comunque tutte all'interno dei significati e delle immagini della stesura iniziale. Quelle sottolineate, ovvero quelle che presumibilmente ED considerava più riuscite, sono: il verso 4 (intero) "To Denizen denied" ("Denizen" significa "uno straniero naturalizzato", ovvero un concetto simile al "tried" - "sperimentato, realizzato" - della versione iniziale); al verso 6 "Hour" o "Triumph" al posto di "rapture"; il verso 8 (intero): "The Hour of her Bud"; i versi 7 e 8 (interi): "And she will point you fondly / To her rescinded Bud" ("E ti indicherà amorevolmente / Il suo Bocciolo reciso").


J1417 (1877) / F1440 (1877)

How Human Nature dotes
On what it cant detect -
The moment that a Plot is plumbed
It's meaning is extinct -

Prospective is the friend
Reserved for us to know
When Constancy is clarified
Of Curiosity -

Of subjects that resist
Redoubtablest is this
Where go we -
Go we anywhere
Creation after this?

    Come va pazza la Natura Umana
Per ciò che non riesce a scoprire -
Nel momento in cui un Intreccio è sondato
Il suo significato si estingue -

L'aspettativa è l'amica
Destinata a noi per sapere
Una volta decantata la Costanza
della Curiosità -

Dei soggetti che resistono
Il più formidabile è quel
Dove andremo -
Andremo in un qualche
Creato dopo questo?

La nostra mente va pazza per gli enigmi, per le cose che non si fanno scoprire facilmente; una volta scoperto il gioco l'interesse si estingue. L'aspettativa per quel qualcosa che ci permetterà di sapere è ciò che rende così perseverante la nostra curiosità. Ma ci saranno sempre enigmi che non si faranno sciogliere e sicuramente il più difficile è la domanda ultima, il mistero di cosa sarà di noi dopo che avremo concluso il nostro viaggio nella parte di universo che conosciamo. Forse è per questo che non smettiamo mai di chiedere anche sapendo che non avremo mai risposta, almeno qui.
Per il verso 4 c'è una variante sottolineata: "Prospective" ("L'aspettativa") al posto di "It's meaning".


J1418 (1877) / F1441 (1877)

How lonesome the Wind must feel Nights -
When People have put out the Lights
And everything that has an Inn
Closes the shutter and goes in -
How pompous the Wind must feel Noons
Stepping to incorporeal Tunes
Correcting errors of the sky
And clarifying scenery
How mighty the Wind must feel Morns
Encamping on a thousand Dawns -
Espousing each and spurning all
Then soaring to his Temple Tall -
    Quanto deve sentirsi solo il Vento di Notte -
Quando la Gente ha spento le Luci
E chiunque abbia un Alloggio
Chiude le imposte ed entra -
Come deve sentirsi pomposo il Vento a Mezzogiorno
Mentre passeggia fra incorporee Melodie
Corregge gli errori del cielo
E schiarisce lo scenario
Quanto deve sentirsi forte il vento al Mattino
Mentre si accampa su mille Aurore -
Le sposa una per una e le ripudia tutte
Per poi involarsi al suo Erto Tempio -

Un vento antropomorfizzato, con sentimenti che vanno dal senso di solitudine delle notti in cui si aggira per strade deserte, alla pomposa vanità di quando, col suo sonoro e incorporeo incedere nel giorno, scaccia le nuvole e rende più visibile il paesaggio, e infine alla consapevolezza della sua virile forza mattutina, sposo per un istante di vergini aurore e subito fuggitivo verso il suo inaccessibile tempio.


J1419 (1877) / F1442 (1877)

It was a quiet seeming Day -
There was no harm in earth or sky -
Till with the setting sun
There strayed an accidental Red
A strolling Hue, one would have said
To westward of the Town -

But when the Earth begun to jar
And Houses vanished with a roar
And Human Nature hid
We comprehended by the Awe
As those that Dissolution saw
The Poppy in the Cloud -

    Era un Giorno che sembrava calmo -
Non c'era minaccia in terra o in cielo -
Finché al tramonto del sole
Si staccò un Rosso inaspettato
Un Colore vagante, che sembrava
Diretto a ovest della Città -

Ma quando la Terra cominciò a tremare
E le Case svanirono in un rombo
E la Natura Umana si nascose
Lo Sgomento ci fece comprendere
Come quelli che videro il Dissolversi
Il Papavero nella Nuvola -

Il giorno del giudizio in versi in cui domina il rosso bagliore dell'Apocalisse, che appare nel quarto verso come colore che vaga a ovest della città e nell'ultimo con l'immagine del "Papavero nella Nuvola". Potrebbe esserci, nella città del sesto verso, un riferimento a Babilonia, la "grande meretrice" del capitolo 17 dell'Apocalisse, raffigurata come una donna seduta su una bestia di colore scarlatto.
Gli ultimi tre versi vanno letti come: "lo sgomento ci fece comprendere, come lo avevano compreso quelli che prima di noi avevano visto l'inizio della dissoluzione del mondo, la vera natura di quel rosso bagliore nel cielo."


J1420 (1877) / F1450 (1877)

One Joy of so much anguish
Sweet Nature has for me -
I shun it as I do Despair
Or dear iniquity -
Why Birds, a Summer morning
Before the Quick of Day
Should stab my ravished Spirit
With Dirks of Melody
Is part of an inquiry
That will receive reply
When Flesh and Spirit sunder
In Death's immediately -
    Una Gioia con così tanta angoscia
La dolce Natura ha per me -
Che la sfuggo come la Disperazione
O un'odiosa iniquità -
Perché gli Uccelli, un mattino d'Estate
Prima dell'Irrompere del Giorno
Trafiggano il mio Spirito rapito
Con Stiletti di Melodia
È parte di una domanda
Che riceverà risposta
Quando la Carne e lo Spirito si scinderanno
Nell'immediatezza della Morte -

La gioia di condividere i misteriosi e affascinanti cicli della natura è sempre venata di un'angoscia sorda e onnipresente, come se ci sentissimo al di fuori, estranei a quell'ordine delle cose di cui riusciamo a cogliere soltanto gli aspetti esteriori, mentre l'intima essenza di quel mistero resta confinata in domande senza risposta, per le quali possiamo solo confidare nell'estrema risorsa della morte.
Nel manoscritto ci sono moltissime (quattordici) varianti per il "Quick" del verso 6, come se ED si fosse divertita a trovarne il più possibile: ripe, peal, drum, drums, bells, bomb, burst, flags, step, tick, shouts, pink, red, blade (maturazione, rombo, rullio, rullii, campane, bomba, scoppio, bandiere, passo, battito, grida, rosa, rosso, lama). C'è inoltre una variante per "Joy" al primo verso ("Sound" - "Suono") e per l'intero verso 10 e l'inizio del verso 11 "Delaying it's reply / Till Flesh" ("Che ritarderà la sua risposta / Finché la Carne").
Al verso 4 ho tradotto "dear" utilizzando una definizione del Webster, anche se data come obsoleta: "Hurtful; grievous; hateful.". Guidacci traduce con "un'amata ingiustizia" e Sabbadini con "una cara iniquità".


J1421 (1877) / F1431 (1877)

Such are the inlets of the mind -
His outlets - would you see
Ascend with me the eminence
Of Immortality -
    Questi sono gli imbocchi della mente -
Se i suoi sbocchi - vuoi vedere
Ascendi con me alla vetta
Dell'Immortalità -

Il mondo non è altro che una porta d'ingresso, attraverso la quale la nostra mente riceve dai sensi gli stimoli che la fanno pensare, ma non le risposte ai suoi dubbi; per questi bisogna salire in alto, fino alla vetta dell'immortalità, da dove forse potremo scorgere il tutto e svelare i misteri impenetrabili alla mente umana e mortale.


J1422 (1877) / F1457 (1877)

Summer has two Beginnings -
Beginning once in June -
Beginning in October
Affectingly again -

Without, perhaps, the Riot
But graphicer for Grace -
As finer is a going
Than a remaining Face -
Departing then - forever -
Forever - until May -
Forever is deciduous -
Except to those who die -

    L'estate ha due Inizi -
Inizia una volta in giugno -
Inizia in ottobre
Coinvolgendo di nuovo -

Senza Chiasso, forse,
Ma più nitida per la Grazia -
Com'è più bello l'andarsene
Che il restare di un Volto -
Si accomiata poi - per sempre -
Per sempre - fino a maggio -
Per sempre è caduco -
Eccetto per quelli che muoiono -

L'estate indiana (la nostra estate di san Martino) è un fuggevole e commovente nuovo inizio, più discreto rispetto al primo; quello che in giugno è il chiassoso irrompere della luce e del calore che dà nuova vita, in ottobre diventa un tranquillo crogiolarsi, più adatto alla mente che al corpo, ma bello come può esserlo un volto che sfuma nella lontananza del ricordo. Poi l'estate se ne va e sembra lasciarci per sempre in balia del freddo e dell'oscurità, ma noi sappiamo che non è così: l'estate se ne va per tornare, il suo "per sempre" è passeggero, non definitivo come quello di chi muore.


J1423 (1877) / F1443 (1877)

The fairest Home I ever knew
Was founded in an Hour
By Parties also that I knew
A spider and a Flower -
A manse of mechlin and of Floss -
    La più bella Casa che ho mai conosciuto
Fu eretta in un'Ora
Da Compagni che pure conoscevo
Un ragno e un Fiore -
Una canonica di merletto e di Seta -

Il raffinato splendore della natura è sempre intorno a noi, basta saper guardare.


J1424 (1877) / F1458 (1877)

The Gentian has a parched Corolla -
Like Azure dried
'Tis Nature's buoyant juices
Beatified -
Without a vaunt or sheen
As casual as Rain
And as benign -

When most is past - it comes -
Nor isolate it seems -
It's Bond it's Friend -
To fill it's Fringed career
And aid an aged Year
Abundant end -

It's lot - were it forgot -
This truth endear -
Fidelity is gain
Creation o'er -

    La Genziana ha una Corolla avvizzita -
Come un Azzurro inaridito
È dei restanti succhi della Natura
Beatificata -
Senza vanto o lustro
Casuale come la Pioggia
E altrettanto benigna -

Quando quasi tutto è passato - arriva -
Né si sente isolata -
Il suo Incarico le è Amico -
Compiere la sua Frangiata carriera
E aiutare un Anno attempato
Fine appagante -

La sua sorte - dovessimo scordarlo -
Questa verità confermare -
La fedeltà vince
In tutto il Creato -

La genziana, un po' come la ginestra leopardiana, è l'ultimo baluardo della bella stagione che lascia il posto all'inverno. È modesta e poco appariscente, come l'azzurro sbiadito del cielo autunnale è rivitalizzata da succhi che la natura ha sempre in serbo, non ha un posto stabilito e, come la pioggia, si stende casualmente sui campi con la sua benigna presenza. Non chiede molto, le basta il suo umile incarico di accompagnare un anno ormai attempato, ma le è concesso in sorte un compito ben più importante di quello che appare: testimoniare con la sua presenza che la fedeltà, talvolta oscura e che non chiede niente, vince sempre nel confronto col fuggevole splendore.
Al verso 3 "buoyant" significa "qualcosa che resta a galla, che non affonda"; credo perciò che i versi 3 e 4 si debbano intendere come: "essa fa parte di quei succhi della natura che restano in superficie, non affondano nell'imminenza dell'inverno, e la sua visibile testimonianza è degna di essere notata e ricordata."


J1425 (1877) / F1423 (1877)

The inundation of the Spring
Enlarges every Soul -
It sweeps the - tenements - away
But leaves the Water whole -

In which the Soul at first estranged -
Seeks faintly for it's shore -
But acclimated - pines no more
For that Peninsula -

    L'inondazione della Primavera
Allarga ogni Anima -
Toglie le - case - di mezzo
Ma lascia un tutto d'Acqua -

In cui l'Anima dapprima estraniatasi -
Cerca flebilmente la sua riva -
Ma acclimatata - non si strugge più
Per quella Penisola -

La primavera (ovvero la novità stimolante e vitale) come un'inondazione in cui l'anima si immerge timorosa, per poi trovare la riva e godere senza rimpianti quel nuovo calore che ne allarga gli orizzonti.


J1426 (1877) / F1444 (1877)

The pretty Rain from those sweet Eaves
Her unintending Eyes -
Took her own Heart, including our's,
By innocent Surprise -

The wrestle in her simple throat
To hold the feeling down
That vanquished her - defeated Feat -
Was Fervor's sudden Crown -

    L'adorabile Pioggia di quelle dolci Gronde
I suoi Occhi ingenui -
Catturò il suo Cuore, che include il nostro,
Con innocente Sorpresa -

La lotta nella sua gola sincera
Per tenere a bada l'emozione
Che la vinse - l'Eroica sconfitta -
Fu l'improvvisa Corona del Fervore -

L'immagine di un pianto che sconfigge i tentativi di tenerlo a bada e sgorga irrefrenabile da occhi che diventano gronde, incapaci di contrastare quella pioggia così adorabile. E la sconfitta diventa nell'ultimo verso la corona di un sentimento sincero che non può essere represso.
Le immagini del primo e dell'ultimo verso sembrano fondersi: le gronde non riescono a trattenere la pioggia e le gocce-lacrime cadono giù, formando una corona di perle.


J1427 (1877) / F1445 (1877)

To earn it by disdaining it
Is Fame's consummate Fee -
He loves what spurns him -
Look behind - He is pursuing thee -

So let us gather - every Day -
The Aggregate of Life's Bouquet
Be Honor and not shame -

    Guadagnarla disdegnandola
È il perfetto Compenso della Fama -
Essa ama chiunque la disprezzi -
Guarda dietro di te - ti sta inseguendo -

Fateci dunque cogliere - ogni Giorno -
L'Insieme del Bouquet della Vita
Sia Onore e non vergogna -

La fama non si deve rincorrere, è lei che deve correrci dietro. Perciò cogliamo da ogni giorno il fiore che saremo capaci di cogliere e il bouquet della vita che saremo riusciti a mettere insieme sia specchio del nostro onore disinteressato, e non della vergogna di rincorrere a ogni costo una gloria non meritata.
Nel manoscritto, sotto la prima strofa, ED tracciò tre segmenti in orizzontale seguiti dai tre versi successivi. Non si può perciò escludere che si tratti di due poesie distinte; nella prima un invito a non rincorrere la fama, nella seconda a raccogliere i fiori della vita in un bouquet degno di onore e non di vergogna..


J1428 (1877) / F1446 (1877)

Water makes many Beds
For those averse to sleep -
It's awful chamber open stands -
It's Curtains blandly sweep -
Abhorrent is the Rest
In undulating Rooms
Whose Amplitude no end invades -
Whose Axis never comes
    L'acqua fa molti Letti
Per quelli avversi al sonno -
La sua temibile camera resta aperta -
Le sue Cortine blandamente oscillano -
Aborrito è il Riposo
Nelle ondeggianti Stanze
La cui Ampiezza nessuna fine invade -
Il cui Asse non giunge mai

L'acqua, le stanze ondeggianti senza riposo, l'ampiezza senza fine e la mancanza di un asse, di punti di riferimento, fanno pensare a un'immagine dell'immensità del mare. Il secondo e il quinto verso a chi non ama la tranquillità della vita sedentaria, come se ED ci parlasse di audaci esploratori a cui gli oceani offrono spazi senza fine per riempire la loro "insonnia".
Letta così, il mare, come in altre poesie (vedi p.es. la J520-F656), diventa lo spazio infinito simbolo della liberta e della possibilità di far volare la fantasia e la voglia di conoscere il nuovo e, nello stesso tempo, un luogo che incute soggezione (vedi il terzo verso) per il suo incessante divenire, per la sua immensità e per la mancanza dei punti di riferimento (vedi l'ultimo verso) a cui siamo abituati nella nostra vita di sedentari abitatori ben piantati a terra.


J1429 (1877) / F1430 (1877)

We shun because we prize her Face
Lest sight's ineffable disgrace
Our Adoration stain
    La sfuggiamo perché ci è caro il suo Volto
Per paura che l'indicibile onta di uno sguardo
Macchi la nostra Adorazione

L'ulteriore tentativo di spiegare il rifiuto di vedere la sua amica Katie (vedi la J1410-F1429) diventa qui il la ripulsa verso sguardi (o "prove" in una variante) che macchierebbero un'incontaminata adorazione fatta soltanto di intimità con la propria memoria.


J1430 (1877) / F1447 (1877)

Who never wanted - maddest Joy
Remains to him unknown -
The Banquet of Abstemiousness
Defaces that of Wine -

Within it's reach, though yet ungrasped
Desire's perfect Goal -
No nearer - lest the Actual -
Should disenthrall thy soul -

    Se mai agognata - la Gioia più folle
Resta sconosciuta -
Il Banchetto dell'Astinenza
Annulla quello del Vino -

Nel suo ambito, nondimeno inafferrato
Lo Scopo perfetto del Desiderio -
Non più vicino - per paura che il Reale
Possa affrancare la tua anima -

Le gioie più grandi sono quelle che vivono nei nostri desideri, nel cui ambito, e non nella realtà delle cose, dobbiamo cercare i doni per la nostra mente; se raggiungiamo lo scopo, il desiderio diventa realtà, perde il suo fascino di inafferrabile sogno e rischia di affrancare la nostra anima dalla dolce prigione della fantasia.
I primi due versi della seconda strofa (come in altre poesie, vedi la J439-F626 o la J801-F856) riecheggiano la frase sul desiderio della lettera n. 379 a Louise Norcross: "Il desiderio, forse, è il dono che nessun altro dono soddisfa."
Nel primo verso ho tradotto liberamente la frase iniziale, che in italiano ("A chi non ha mai agognato/desiderato") avrebbe allungato troppo il verso.


J1431 (1877) / F1448 (1877)

With Pinions of Disdain
The soul can farther fly
Than any feather specified
in - Ornithology -
It wafts this sordid Flesh
Beyond it's dull - control
And during it's electric gale -
The body is - a soul -
instructing by itself -
How little work it be -
To put off filaments like this
for immortality -
    Con le Ali del Disdegno
L'anima può volare più lontano
Di qualunque specie descritta
dall'Ornitologia -
Conduce questa sordida Carne
Oltre il suo tardo - controllo
E durante quell'elettrico soffio -
Il corpo è - un'anima -
che s'istruisce da sé -
Su quale piccola fatica sia -
Spogliarsi di filamenti come questi
per l'immortalità -

L'anima non può che disdegnare il suo involucro mortale; soltanto così riuscirà a volare più in alto di qualsiasi uccello, a dare un soffio di elettrizzante energia a quella carne così lenta e imperfetta, che riuscirà così a capire quanto sia facile liberarsi di legami come quelli che ci tengono avvinti alla vita mortale, per essere finalmente libera e volare verso l'immortalità.
Al verso 9 ho scelto la variante "itself" al posto di "the same" ("lo stesso"). Per "gale" al verso 7 ci sono cinque varianti nel manoscritto: spell, stay, might, act, span (incanto, permanenza, forza, atto, periodo).


J1432 (1878) / F1485 (1879)

Spurn the temerity -
Rashness of Calvary -
Gay were Gethsemane
Knew we of thee -
    Rigetta la temerarietà -
L'avventatezza del Calvario -
Gaio sarebbe Getsemani
Sapendo di te -

Inviata a Helen Hunt Jackson (L601). Franklin ipotizza che possa essere un saluto per le feste pasquali e, insieme (vedi l'ultimo verso), una richiesta di notizie. La Jackson mandò poi il manoscritto a Higginson aggiungendo sotto i versi: "Wonderful twelve words!" ("Meravigliose dodici parole!"), anche se in realtà le parole sono tredici.

Un giocoso biglietto scritto all'amica lontana, in cui il calvario viene ridotto a temeraria avventatezza e il cordoglio per la morte di Cristo a un sentimento che potrebbe essere tranquillamente messo da parte dalla gioia di sapere notizie dell'amica.


J1433 (1878) / F1459 (1878)

How brittle are the Piers
On which our Faith doth tread -
No Bridge below doth totter so -
Yet none hath such a Crowd.
It is as old as God -
Indeed - 'twas built by him -
He sent his Son to test the Plank -
And he pronounced it firm.
    Come sono precari i Piloni
Sui quali la nostra Fede avanza -
Nessun Ponte quaggiù oscilla così -
Eppure nessuno ha una simile Folla.
È vecchio come Dio -
Infatti - fu costruito da lui -
Egli mandò suo Figlio a saggiare le Assi -
E lui le dichiarò solide.

ED inviò questi versi sia a Maria Whitney, probabilmente in una lettera dell'inizio del 1878 dopo la morte di Samuel Bowles il 16 gennaio di quell'anno (la copia manoscritta è stata pubblicata per la prima volta in: Ellen Louise Hart, "New Approaches to Editing Emily Dickinson.", Ph.D. diss., University of California, Santa Cruz, 1996 - cit. nell'edizione Franklin), sia a Higginson, in una lettera del giugno 1878 (L553) in cui, nelle frasi che precedono i versi, cita la morte di Samuel Bowles e allude a quella della moglie di Higginson (2 settembre 1877):
"Mr Bowles was not willing to die. / When you have lost a friend, master, you remember you could not begin again, because there was no World. I have thought of you often since the Darkness - though we cannot assist another's Night - / I have hoped you were saved. -/ That those have immortality with whom we talked about it, makes it no more mighty - bur perhaps more sudden -" ("Mr Bowles non era pronto a morire. / Quando lei ha perduto un'amica, Maestro, ricorderà che non riusciva a ricominciare, perché non c'era più il Mondo. Ho pensato spesso a lei dopo la Tenebra - sebbene non si possa soccorrere la Notte di un altro - / Ho sperato nella sua salvezza - / Perché l'immortalità avuta da coloro con cui ne parlavamo, non la rende più potente - ma forse più inaspettata -").
In un altro manoscritto, probabilmente una prima stesura, i due versi iniziali sono leggermente diversi: "Upon what brittle Piers - / Our Faith doth daily tread -" ("Su quali precari Piloni - / La nostra Fede avanza ogni giorno -").

La fede poggia su basi molto fragili, pronte a sbriciolarsi al minimo urto dei nostri dubbi. Eppure nessun ponte concreto ospita una folla così numerosa come quello costruito su quelle basi, un ponte che Dio ha creato insieme all'uomo e che poi ha fatto provare a suo figlio, per saggiarne la solidità; se lui è riuscito a percorrerlo indenne, perché non dovremmo riuscirci anche noi?
Come quasi sempre, ED cerca di trovare argomenti a favore di una fede della quale avverte tutta la fragilità. Stavolta sono gli ultimi due versi a fare da punto d'appoggio, come se la concretezza del dio che viene tra gli uomini, e percorre con loro quel ponte così precario, dovesse convincerci ad attraversarlo con la fede di trovare qualcosa sull'altra sponda. Ma anche il quarto verso sembra andare in questa direzione, con quella folla che rappresenta l'insopprimibile necessità di credere a cui è difficile sottrarsi, anche perché un ponte sul nulla non piace a nessuno.


J1434 (1878) / F1479 (1878)

Go not too near a House of Rose -
The depredation of a Breeze -
Or inundation of a Dew
Alarm it's Walls away -
Nor try to tie the Butterfly,
Nor climb the Bars of Ecstasy -
In insecurity to lie
Is Joy's insuring quality -
    Non avvicinarti troppo alla Casa della Rosa -
Il saccheggio di una Brezza -
O l'inondazione di una Rugiada
Mettono in allarme le sue Mura -
Non provare a legare la Farfalla,
Né a scalare le Sbarre dell'Estasi -
Nell'insicurezza restare
È la rassicurante qualità della Gioia -

In una lettera a Sarah Tuckermann del luglio 1878 (L558), che comprende i versi e queste frasi iniziali: "Would it be prudent to subject an apparitional interview to a grosser test? The Bible portentously says 'that which is Spirit is Spirit.'" ("Sarebbe prudente sottoporre un colloquio incorporeo a una prova grossolana? La Bibbia prodigiosamente dice 'ciò che è Spirito è Spirito.'").
La citazione è dal Vangelo secondo Giovanni 3,6 "Ciò che è nato dalla carne è carne; e ciò che nato dallo Spirito è spirito."

Ci sono delle cose che non ci è possibile conoscere, per le quali il dubbio è uno dato di fatto, e, visto che sono cose che ci danno una sensazione di gioia, conviene adagiarsi in questa incertezza, convincersi che la bellezza della natura e il mistero della fede sono irraggiungibili nella loro vera essenza: possiamo goderne soltanto all'interno della nostra limitatezza.
Come in molti casi di versi inseriti in lettere, poesia e prosa si completano a vicenda, senza gerarchie.


J1435 (1878) / F1461 (1878)

Not that he goes - we love him more
who led us while he stayed.
Beyond Earth's trafficking frontier,
for what he moved, he made.
    Non perché se ne va - amiamo di più colui
che ci guidò mentre era qui.
Al di là della trafficata frontiera terrena,
ciò che ha affrontato, l'ha realizzato.

In una lettera a Mary Bowles dell'inizio del 1878 (L536), subito dopo la morte di Samuel Bowles (16 gennaio).
Il manoscritto è perduto e il testo deriva da una trascrizione di Mabel Todd.

L'amore per un amico (forse anche amato) non può aumentare quando ci lascia, perché lo amavamo già tanto prima che se ne andasse e perché ciò che ha fatto resterà sempre con noi.


J1436 (1878) / F1460 (1878)

Than Heaven more remote,
For Heaven is the Root,
But these the flitted Seed,
More flown indeed,
Than Ones that never were,
Or those that hide, and are -

What madness, by their side,
A vision to provide
Of future Days
They cannot praise -

My Soul - to find them - come -
They cannot call - they're dumb -
Nor prove - nor Woo -
But that they have Abode -
Is absolute as God -
And instant - too -

    Del Cielo più remoti,
Perché il Cielo è la Radice,
Ma questi i Semi sparsi,
Più sfuggenti invero,
Di Chi non fu mai,
O di chi si nasconde, ed è -

Che follia, a casa loro,
Aspettarsi una visione
Di Giorni futuri
Che non possono celebrare -

Anima mia - per ritrovarli - vieni -
Loro non possono chiamare - sono muti -
Né mostrarsi - né Agognare -
Ma che abbiano Dimora -
È assoluto come Dio -
E pressante - anche -

Inviata a Maria Whitney dopo la morte di Samuel Bowles (16 gennaio 1878).

Nei primi versi il mistero della morte appare più irraggiungibile di quello del cielo, con quei semi sparsi dappertutto eppure così sfuggenti. Nella seconda strofa l'aldilà diventa una sorta di luogo cristallizzato, dove non c'è più futuro perché il tempo non esiste e se ce n'è uno è sicuramente molto diverso da quello che conosciamo. Nella terza un'affermazione, assoluta come Dio, ma come lui segnata dall'impossibilità di verificarla se non all'interno di una fede che non chiede.
Nell'ultimo verso il mistero assume i contorni di una domanda che si presenta di continuo alla nostra mente, tanto pressante quanto irrisolta.


J1437 (1874) / F1372 (1875)

A Dew sufficed itself -
And satisfied a Leaf
And thought "How vast a Destiny"!
"How trivial is Life!"

The Sun went out to work -
The Day went out to play -
But not again that Dew be seen
By Physiognomy -

Whether by Day abducted -
Or emptied by the Sun
Into the Sea - in passing -
Eternally unknown.

Attested to this Day
That awful Tragedy
By Transport's instability
And Doom's celerity.

    Una Rugiada bastava a se stessa -
E appagava una Foglia
E pensava "Com'è vasto il Destino!"
"Com'è futile la Vita!"

Il Sole uscì a lavorare -
Il Giorno uscì a giocare -
Ma quella Rugiada non fu più vista
Da Fisionomia -

Se dal Giorno rapita -
O versata dal Sole
Nel mare - passando -
Eternamente ignoto.

Attestata a Oggi
Quella tremenda Tragedia
Dall'instabilità del Trasporto
E dalla celerità della Sorte.

Ci sono cinque copie di questa poesia (Franklin): la prima (A - 1875) limitata alle prime tre strofe; la seconda (B - 1875) inviata a Susan; la terza (C - 1875) copiata nei fascicoli; la quarta (D - 1878) e la quinta (E - 1878) trovate nelle carte di ED.
Le cinque versioni sono sostanzialmente simili. In quella riportata sopra - C) - il "thought" del verso 3 è cancellato e sostituito da "felt" (sentiva, percepiva), poi usato soltanto nella versione E), mentre per gli ultimi due versi è indicata la variante "In Transport's Exegesis / And Hope's Necrology." ("Nell'Esegesi del Trasporto / E nel Necrologio della Speranza."), inserita nella versione B). L'unica ulteriore differenza, a parte alcune varianti minime nella punteggiatura, è il "But" del verso 7 , sostituito da "And" nelle versioni A) e B).

Nella fuggevole goccia di rugiada è riassunta sia la futile brevità della vita, sia l'illusoria percezione della vastità di un destino adattato alle esili capacità della nostra comprensione soggettiva, che fa diventare "tragedia" una scomparsa assolutamente insignificante per l'economia del mondo, ma così importante per chi ne è oggetto, sia essa una goccia di rugiada o una vita umana.
Interessante la diversità di due note interpretative; la Bulgheroni (nell'edizione Meridiani) scrive "Microstoria naturale del terrore. La goccia di rugiada, innocente come l'eroina di un romanzo 'gotico', sogna - pur autosufficiente e appagata - un destino più grande. Il sole - energia maschile - cospira con il giorno per distruggerla.", mentre Bacigalupo (in entrambe le edizioni da lui curate) "Una parabola giocosa sulla caducità della vita e della soggettività: la rugiada ha grandi pensieri e sentimenti, ma ciò non rende meno improvvisa, sebbene misteriosa, la sua fine."


J1438 (1878) / F1464 (1878)

Behold this little Bane -
The Boon of all alive -
As common as it is unknown
The name of it is Love -

To lack of it is Woe -
To own of it is Wound -
Not elsewhere - if in Paradise
It's Tantamount be found -

    Osserva questo piccolo Veleno -
Bramosia di tutti i vivi -
Comune quanto sconosciuto
Il suo nome è Amore -

Scarseggiarne è Dolore -
Possederlo è Ferita -
In nessun posto - se non in Paradiso
L'Equivalente troverai -

L'amore "gioia e dolore" diventa un veleno che, sia nella mancanza che nel possesso, dà "dolore e ferita"; ma è un veleno così dolce che nessuno riesce a farne a meno e che non ha eguali se non, forse, in Paradiso.


J1439 (1878) / F1465 (1878)

How ruthless are the gentle -
How cruel are the kind -
God broke his contract to his Lamb
To qualify the Wind -
    Come sono spietati i mansueti -
Come sono crudeli i cortesi -
Dio ruppe il contratto con l'Agnello
Per mitigare il Vento -

Presumo ci sia un riferimento biblico ma non sono riuscito a identificare una citazione precisa. Il senso dovrebbe essere: i mansueti e i cortesi (il cui simbolo è l'agnello del terzo verso, ma che qui sono visti soprattutto nella loro veste di ipocriti) sono talvolta i più crudeli e spietati, perciò per mitigare quel vento maligno che si nasconde dietro a un'apparenza così benevola dobbiamo essere capaci di guardare oltre, di rompere il contratto di benevolenza che abbiamo con loro, per riuscire a vederne la vera natura e difenderci da essa.


J1440 (1878) / F1466 (1878)

The healed Heart shows it's shallow scar
With confidential moan -
Not mended by Mortality
Are Fabrics truly torn -
To go it's convalescent way
So shameless is to see
More genuine were perfidy
Than such Fidelity -
    Il Cuore guarito mostra la sua blanda cicatrice
Con confidente lamento -
Non riparabili dai Mortali
Sono le Stoffe davvero lacerate -
Percorrere la sua convalescenza
Così spudorata è vedere
Che più genuina sarebbe la perfidia
Di una tale Fedeltà -

Un cuore che guarisce deve metterci in sospetto, perché soltanto le piccole cicatrici guariscono, mentre per le lacerazioni veramente profonde i nostri strumenti mortali servono a ben poco.
L'immagine dell'apparenza superficiale che inganna è molto simile a quella della poesia precedente, anche se qui il senso sembra molto più esplicito.


J1441 (1878) / F1467 (1878)

These Fevered Days - to take them to the Forest
Where Waters cool around the mosses crawl -
And shade is all that devastates the stillness
Seems it sometimes this would be all -
    Questi Febbrili Giorni - portarli nella Foresta
Dove fresche Acque strisciano intorno ai muschi -
E l'ombra è tutto ciò che devasta il silenzio
Sembra talvolta che questo sia tutto -

Un anelito al riposo dopo i febbrili giorni della vita, in una foresta-morte che diventa l'estremo rifugio dove regnano soltanto ombre e silenzio, insieme a quelle "fresche acque", probabile simbolo del misterioso fluire della vita "altra", contrapposto alla vana e febbrile attività della vita mortale.


J1442 (1878) / F1468 (1878)

To mend each tattered Faith
There is a needle fair
Though no appearance indicate -
'Tis threaded in the Air -

And though it do not wear
As if it never Tore
'Tis very comfortable indeed
And spacious as before -

    Per riparare ogni Fede lacerata
C'è un apposito ago
Sebbene nulla appaia a rivelarlo -
È infilato nell'Aria -

E sebbene non si indossi
Come una mai Strappata
È molto confortevole invero
E spaziosa come prima -

A leggerla insieme alla J1440-F1466 appare prima un contrasto: "Non riparabili dai Mortali / Sono le Stoffe davvero lacerate" rispetto a "Per riparare ogni Fede lacerata / C'è un apposito ago", ma poi le due poesie sembrano quasi complementari: le lacerazioni che riguardano i sentimenti umani e legati alla vita mortale sono difficilmente ricucibili, perché è quaggiù che dovremmo trovare l'ago appropriato, mentre quelle che sentiamo dentro di noi quando non riusciamo a svelare i misteri dell'eterno possono essere ricucite da un ago immateriale; il rammendo non sarà perfetto, una fede mai strappata è pur sempre meglio di una ricucita, ma ci permetterà comunque di indossarla di nuovo, senza troppe differenze con la fede immacolata e priva di dubbi che ci era stata consegnata la prima volta.


J1443 (1878) / F1469 (1878)

A Chilly Peace infests the Grass
The Sun respectful lies -
Not any Trance of industry
These shadows scrutinize -

Whose Allies go no more astray
For service or for Glee -
Though all mankind do anchor here
From whatsoever Sea -

    Una Fredda Pace infesta l'Erba
Il Sole rispettoso giace -
Nessuna Estasi d'attività
Scrutano queste ombre -

I cui Compagni non sono più sviati
Da compiti o da Gioie -
Sebbene l'intera umanità approdi qui
Da qualsiasi Mare -

Un cimitero: l'approdo di ogni mortale, con la sua fredda pace e le sue ombre immote e ormai lontane da tutto ciò che consideriamo vita.
Ho scelto due varianti al verso 7: "Though" al posto di "But" ("Ma") e "do anchor" al posto di "deliver"; per quest'ultima variante ho scelto il verbo più chiaro, probabilmente inserito come alternativa per esplicitare il senso di "deliver", verbo che ha diversi significati.


J1444 (1878) / F1480 (1878)

A little Snow was here and there
Disseminated in her Hair -
Since she and I had met and played
Decade had hastened to Decade -

But Time had added, not obtained
Impregnable the Rose
For summer too indelible -
Too obdurate - for Snows -

    Un po' di Neve qua e là
Disseminata nei suoi Capelli -
Da quando c'incontrammo e giocammo
Decade s'era affrettata a Decade -

Ma il Tempo aveva aggiunto, non ottenuto
Inespugnabile la Rosa
Per l'estate troppo indelebile -
Troppo ostinata - per le Nevi -

Sia Johnson che Franklin ipotizzano che la poesia sia stata scritta in occasione della visita di Helen Hunt Jackson a ED il 24 ottobre 1878.

L'amica che torna dopo tanto tempo ha qualche capello bianco, ma resta sempre una rosa inespugnabile, che non si fa consumare dal calore dell'estate né abbattere dal freddo dell'inverno.


J1445 (1878) / F1470 (1878)

Death is the supple Suitor
That wins at last -
It is a stealthy Wooing
Conducted first
By pallid innuendoes
And dim approach
But brave at last with Bugles
And a bisected Coach
It bears away in triumph
To Troth unknown
And Kinsmen as divulgeless
As throngs of Down -
    La Morte è il remissivo Pretendente
Che vince alla fine -
È una Corte furtiva
Condotta dapprima
Con pallide allusioni
E velati approcci
Ma ardita alla fine con Trombe
E Carrozza bipartita
Porta via in trionfo
A Nozze ignote
E Congiunti impalpabili
Come frotte di Piume -

L'immagine della morte che ci porta via in carrozza era già nella J712-F479, ma mentre là c'è un viaggio verso l'immortalità che attraversa via via i luoghi conosciuti in vita, qui la morte diventa un remissivo pretendente, che non ha fretta, perché prima o poi sa che dovremo cedere al suo paziente corteggiamento e accettare le nozze con il mistero e l'imperscrutabilità dell'ignoto.
Per gli ultimi due versi ED ha indicato delle varianti accolte in alcune delle edizioni correnti: "And Pageants as impassive / As Porcelain" ("E Cortei impassibili / Come Porcellane"); "And Kindred as responsive / As Clans of Down" (" E Parentele cordiali / Come Clan di Piume").


J1446 (1878 / F1471 (1878)

His Mind like Fabrics of the East -
Displayed to the despair
Of everyone but here and there
An humble Purchaser -
For though his price was not of Gold -
More arduous there is -
That one should comprehend the worth,
Was all the price there was -
    La sua Mente come Stoffe d'Oriente -
Esibita alla disperazione
Di ognuno tranne qui e là
Un umile Acquirente -
Perché sebbene il prezzo non fosse in Oro -
Uno più arduo ce n'è -
Che se ne comprendesse il valore,
Era tutto il prezzo che ci voleva -

Una mente che produce cose preziose è esibita al pubblico, ma solo pochi riescono a carpire quella bellezza, perché è una merce il cui prezzo non si calcola in oro, ma in qualcosa che è molto più arduo da offrire: la comprensione del valore che ha.
Non si può fare a meno di pensare a quelle "Stoffe d'Oriente" anche come metafora della poesia, concepita nella mente del poeta e affidata al mondo con la consapevolezza che soltanto pochi riusciranno a capirne il valore, il solo prezzo che consente di farla propria.
La "disperazione" del secondo verso va intesa come "that of which there is no hope" ("ciò per cui non c'è speranza"), ovvero "quella mente non spera di essere compresa da tutti".


J1447 (1878) / F1472 (1878)

How good his Lava Bed,
To this laborious Boy -
Who must be up to call the World
And dress the sleepy Day -
    Com'è grato il suo Letto di Lava,
A questo laborioso Fanciullo -
Che deve levarsi per chiamare il Mondo
E rivestire il sonnolento Giorno -

Il tramonto (rosso come la lava che esce da un vulcano) è un gradevole letto per il sole, che dovrà poi immancabilmente levarsi per svegliare il mondo e rivestire con la sua luce il giorno ancora sonnolento.


J1448 (1878) / F1523 (1880)

How soft a Caterpillar steps -
I find one on my Hand
From such a Velvet world it came -
Such plushes at command
It's soundless travels just arrest
My slow - terrestrial eye -
Intent upon it's own career -
What use has it for me -
    Com'è soffice l'avanzare di un Bruco -
Me ne trovo uno in Mano
Chissà da quale mondo Vellutato venuto -
Simili a morbidezze a comando
I suoi silenziosi tragitti catturano
I miei lenti - occhi mondani -
Intento al proprio percorso -
Che utilità avrà lui per me -

Il bruco è protagonista di due poesie: questa e la J173-F171. Nei versi di circa vent'anni prima la descrizione è particolareggiata e termina col mistero del suo trasformarsi in farfalla; qui invece ED sceglie di descrivere un piccolo particolare: un bruco che striscia morbidamente sulla mano, catturando l'attenzione di occhi lenti a percepire i minuti avvenimenti della natura e di una mente che si chiede quale mai sarà il posto di questo minuscolo essere nel mistero del creato.
In due varianti al penultimo verso: "Intent upon it's mission quaint" ("Intento alla sua misteriosa missione") e "Intent upon it's circuit quaint" ("Intento al suo misterioso circuito"), i movimenti del bruco assumono una valenza più strana e bizzarra ("quaint" può significare diverse cose: "gradevole, preciso, abile, ricercato, strano, bizzarro, singolare"). Dopo il quarto verso ED aveva aggiunto, e poi cancellato, questi versi: "It's journey never wakes my Hand / Till poising for a turn / it's traverse" ("Il suo viaggio non stimola la mia Mano / Finché bilanciandosi per girarsi / la sua traversata"); i primi due versi di questa aggiunta (o probabilmente una bozza poi cancellata) furono inseriti fra parentesi quadre nell'edizione del 1945 curata da Mabel e Millicent Todd (Bolts of Melody, pag. 302) con la nota: "Nel manoscritto i versi 5 e 6 sono cancellati".
Al verso 3 ho scelto la variante "came" al posto di "comes" ("viene") perché sottolineata nel manoscritto.


J1449 (1878) / F1473 (1878)

I thought the Train would never come -
How slow the whistle sang -
I dont believe a peevish Bird
So whimpered for the Spring -
I taught my Heart a hundred times
Precisely what to say -
Provoking Lover, when you came
It's Treatise flew away
To hide my strategy too late
To wiser be too soon -
For miseries so halcyon
The happiness atone -
    Pensavo che il Treno non sarebbe mai arrivato -
Tanto lento il sibilo echeggiava -
Non credo che un petulante Uccello
Piagnucoli così per la Primavera -
Avevo insegnato al mio Cuore cento volte
Esattamente cosa dire -
Provocante Innamorato, quanto arrivasti
Il suo Trattato si dileguò
Troppo tardi per celare la mia strategia
Troppo presto per essere saggia -
Sventure così alcionie
La felicità compensi -

L'ansia di rivedere l'amato trasforma un tempo brevissimo (quello che passa dal fischio del treno al suo arrivo) in un istante interminabile, ci fa lamentare per quell'apparente ritardo più di quanto faccia un uccello impaziente per l'arrivo della primavera. E poi, quando il momento è arrivato, tutto ciò che ci eravamo ripromessi di dire si dilegua improvvisamente, senza darci né il tempo di celare la nostra confusione né quello di ricomporci e trovare comunque qualcosa di assennato da dire. Ma è un'ansia ampiamente compensata dalla felicità che proviamo per quell'incontro.


J1450 (1878) / F1474 (1878)

The Road was lit with Moon and star -
The Trees were bright and still -
Descried I - by -the distant Light
A traveller on a Hill -
To magic Perpendiculars
Ascending, though terrene -
Unknown his shimmering ultimate -
But he indorsed the sheen -
    La Strada era illuminata da Luna e stelle -
Gli Alberi erano lucenti e immobili -
Scorsi - accanto - alla Luce lontana
Un viandante su una Collina -
Che a magici Perpendicoli
Ascendeva, sebbene terreni -
Ignoto il suo luccicante traguardo -
Ma in sé garantiva il bagliore -

Un paesaggio illuminato dalla Luna, una figura indistinta (un viandante, ma anche un cavaliere in una variante) si staglia lontano in quella luce, sembra salire verso vette misteriose eppure legate a forme terrene, nulla sappiamo di lui se non che la sua irreale presenza giustifica quel bagliore indistinto ma così reale.
Versi che non chiedono un'interpretazione: così come il viandante misterioso è pegno di quel bagliore lontano eppure così visibile, la poesia giustifica se stessa descrivendo una visione che resta in bilico fra sogno e realtà. Perciò il commento migliore è il suo penultimo verso: "Unknown his shimmering ultimate".