Emily Dickinson

The Complete Poems
Tutte le poesie

F1251 - 1300

Traduzione e note di Giuseppe Ierolli


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Appendice

Indice Franklin
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F1251 (1872) / J1478 (1879)

Look back on Time, with kindly Eyes -
He doubtless did his best -
How softly sinks that trembling Sun
In Human Nature's West -
    Guarda al Tempo passato, con Occhio benevolo -
Senza dubbio ha fatto del suo meglio -
Dolcemente s'immerge quel Sole tremante
Nell'Occidente della Natura Umana -

Uno sguardo di totale dolcezza verso il tempo passato, che ci ha sorretti e ha fatto del suo meglio per aiutarci a vivere. Di grande suggestione l'immagine dei due versi finali, con la similitudine sole-vita vista nel suo momento conclusivo: un dolce immergersi nell'occidente-morte, con quel "trembling" che, nel descrivere la concreta luce tremolante del sole al tramonto, evoca il tremore senile ma anche la paura del mistero che ci attende.


F1252 (1872) / J-

It is the Meek that Valor wear
Too mighty for the Bold.
    È il Mite che indulge al Valore
Troppo possente per l'Audace.

In una lettera della fine di agosto 1872 a Elizabeth Holland (L377), preceduta da: "We are proud of her safety - Ashamed of our dismay for her who knew no consternation." ("Siamo orgogliosi della sua incolumità - Ci vergogniamo del nostro sgomento per lei che non conobbe costernazione.")
La lettera fu scritta dopo che la Holland aveva subito un'operazione per l'asportazione di un occhio.

Il valore, la fermezza d'animo è concessa più al mite che all'audace, più propenso ad azioni esteriori che a sopportare le ingiurie della vita.


F1253 (1872) / J1239 (1872)

Risk is the Hair that holds the Tun
Seductive in the Air -
That Tun is hollow - but the Tun -
With Hundred Weights - to spare -
Too ponderous to suspect the snare
Espies that fickle chair
And seats itself to be let go
By that perfidious Hair -

The "foolish Tun" the Critics say -
While that delusive Hair
Persuasive as Perdition,
Decoys it's Traveller

    Rischio è il Capello che regge la Botte
Seducente nell'Aria -
Quella Botte è vuota - ma la Botte
Con Grossi Carichi - da custodire -
Troppo piena per sospettare il tranello
Scorge quell'instabile poltrona
E si siede per essere lasciata andare
Da quel perfido Capello -

La "sciocca Botte" direbbero i Critici -
Mentre quell'ingannevole Capello
Persuasivo come la Perdizione,
Adesca il suo Viaggiatore

Nella vita incontriamo spesso degli illusori "capelli", che ci attirano col loro aspetto invitante. Ma poi quasi sempre ci accorgiamo che l'apparenza è solo un tranello per adescarci e poi lasciarci andare, o ridurci in polvere come si legge nella variante al settimo verso: "And mounts to be to atoms hurled" ("E sale su per essere in atomi dispersa").


F1254 (1872) / J1218 (1878)

Let my first knowing be of thee
With morning's warming Light -
And my first Fearing, lest Unknowns
Engulph thee in the night
    La mia prima percezione sia di te
Con la calda Luce del mattino -
E la mia prima Paura, che l'Ignoto
Non t'inghiotta nella notte

Quattro versi che dipingono un desiderio e una paura, con quelle parole alla fine del secondo e del quarto verso così simili eppure tanto distanti, a incarnare nell'unione degli opposti quell'amore che è insieme luce e buio.


F1255 (1872) / J1217 (1872)

Fortitude incarnate
Here is laid away
In the swift Partitions
Of the awful Sea -

Babble of the Happy
Cavil of the Bold
Hoary the Fruition
But the Sea is old

Edifice of Ocean
Thy tumultuous Rooms
Suit me at a venture
Better than the Tombs

    Fortitudine incarnata
È qui deposta
Nelle agitate Sezioni
Del temibile Mare -

Vocio del Felice
Cavillo dell'Ardito
Canuto il Godimento
Ma il Mare è vecchio

Edificio dell'Oceano
Le tue tumultuose Stanze
Mi soddisfano in ogni caso
Molto più delle Tombe

Ancora una volta il mare, sia pure vecchio e canuto, è il simbolo della libertà, della fantasia. Qui è contrapposto alla tomba, un luogo che non può essere "swift" o "tumultuous", dove è deposta solo polvere inerte e non la vigorosa incarnazione della vita del primo verso, una voglia di vivere che trova posto in un mare temibile perché agitato e tumultuoso, ma proprio per questo tanto più bello e godibile di un silenzio senza fine.
Al penultimo verso "at a venture" significa "a caso, alla cieca"; ho tradotto liberamente con "in ogni caso" perché l'ho interpretato come "le tue tumultuose stanze mi soddisfano sempre e comunque più dell'inerte silenzio della tomba, anche senza trovare in esse uno scopo."
Nel manoscritto sono indicate molte varianti, ma stavolta ED ha scelto di indicare una versione definitiva visto che ha cancellato tutte quelle che evidentemente non la soddisfacevano.


F1256 (1872) / J1232 (1872)

The Clover's simple Fame
Remembered of the Cow -
Is better than enameled Realms
Of notability.
Renown perceives itself
And that degrades the Flower -
The Daisy that has looked behind
Has Compromised it's power -
    La semplice Fama del Trifoglio
Rimembrata dalla Mucca -
È meglio dei patinati Reami
Della notabilità.
La rinomanza percepisce se stessa
E ciò degrada il Fiore -
La Margherita che si è guardata indietro
Ha Compromesso il suo potere -

Nel manoscritto è spillato un foglietto con una diversa redazione degli ultimi quattro versi; c'è inoltre un ulteriore manoscritto con i soli primi quattro versi, anche qui in una diversa redazione. Nel foglietto spillato è riportata al verso 6 una variante già indicata nel manoscritto completo: "profanes" ("profana") al posto di "degrades", con due ulteriori varianti, la seconda delle quali sottolineata tre volte, come a indicare una preferenza: "pollutes" ("inquina") e "defiles" ("corrompe"). Unendo i due manoscritti parziali, la poesia diventa (con la variante sottolineata):

A Clover's simple Fame
Remembered of the Cow
Is sweeter than enamelled Realms
Of notoriety -
Renown perceives itself
And that defiles the power
The Daisy that has looked behind
Has forfeitef the Dower -
    La semplice Fama di un Trifoglio
Rimembrata dalla Mucca
È più dolce dei patinati Reami
Della notorietà.
La rinomanza percepisce se stessa
E ciò corrompe il potere
La Margherita che si è guardata indietro
Ha perso la Dote -

Una riflessione sulla fama inconsapevole, quella del trifoglio che la mucca ricorda come un piacevole bocconcino, e su quella piena di sé, che ha bisogno di essere percepita consapevolmente per esistere. La prima sarebbe degradata da questa consapevolezza, come se una margherita avesse bisogno di guardarsi intorno per percepire il potere della sua bellezza, che invece esiste proprio in quanto pura e semplice creazione naturale.


F1257 (1872) / J1211 (1872)

A Sparrow took a Slice of Twig
And thought it very nice
I think, because his empty Plate
Was handed Nature twice -

Invigorated, waded
In all the deepest Sky
Until his little Figure
Was forfeited away -

    Un Passero prese uno Spicchio di Rametto
E lo considerò molto gradevole
Credo, perché il suo Piatto vuoto
Fu teso due volte alla Natura -

Rinvigorito, si spinse
Nel Cielo più profondo
Finché la sua piccola Figura
Si perse lontano -

Oltre al testo riportato sopra, inviato a Susan, c'è un altro manoscritto di questa poesia. La prima strofa è identica, mentre la seconda è diversa e con una nutrita serie di varianti per le quali ED non ha indicato versi di riferimento. Di seguito riporto la seconda strofa di questa "brutta copia" con le varianti così come ricostruite nelle edizioni critiche.

Invigorated fully -
Sprang lightly to the sky
As un accustomed stirrup -
And boldly rose away -


2
Absconded daintily -
Absconded fluently

2-4
Rose softly in the sky
As a familiar stirrup
To mount Immensity -

2-4
Turned easy in the sky
As a familiar saddle -
And rode Immensity -

2-4
As speculation flee
By no Conclusion hindered
[By no] Derision [hindered]
Rose surreptitiously

3-4
The Epicure of Firmaments
As of Frugality

3-4
The Epicure of Courtesy
[The Epicure of] Purposes
As of Amenity -
[As of] Propriety

3-4
The Epicure of Vehicles
As of Velocity -

4
And rode Immensity
And rode deriding by -
And gaily galopped by -

    Pienamente rinvigorito -
Balzò agilmente verso il cielo
Come chi è avvezzo alla staffa -
E baldo s'innalzò lontano -


2
Se la svignò delicatamente -
Se la svignò velocemente

2-4
S'innalzò lievemente nel cielo
Come chi ha familiare la staffa
A montare l'Immensità -

2-4
Si volse tranquillo al cielo
Come chi ha familiare la sella -
E cavalcò l'Immensità -

2-4
Come una deliberata fuga
Da nessuna Conclusione ostacolata
[Da nessuna] Derisione [ostacolata]
S'innalzò furtivamente

3-4
L'Epicureo dei Firmamenti
Come della Frugalità

3-4
L'Epicureo della Cortesia
[L'Epicureo dei] Propositi
Come dell'Amenità -
[Come della] Proprietà

3-4
L'Epicureo dei Veicoli
Come della Velocità -

4
E cavalcò l'Immensità
E deridendo cavalcò vià -
E gaiamente galoppò via -

Il piccolo quadretto di un passero che spilluzzica da un albero e vola via diventa, specialmente nella "brutta copia", un divertito e virtuosistico esercizio di fantasia.
Nella versione inviata a Susan ED non utilizzò la seconda strofa della bozza né le sue varianti, ma ne costruì una diversa, più lirica, probabilmente per creare un contrasto con il linguaggio colloquiale della prima strofa.


F1258 (1872) / J1281 (1873)

A Stagnant pleasure like a Pool
That lets it's Rushes grow
Until they heedless tumble in
And make the Water slow

Impeding navigation bright
Of Shadows going down
Yet even this shall rouse itself
When Freshets come along -

    Un piacere Stagnante come una Palude
Che lascia crescere i suoi Giunchi
Finché sbadati non cadono giù
E rendono lenta l'Acqua

Impedendo il limpido navigare
Delle Ombre che discendono
Eppure anch'esso si risveglierà
Una volta arrivate le Acque novelle -

Lo stagnante piacere del primo verso somiglia molto a una noia soddisfatta di sé, che si pasce del suo ozio e respinge ogni novità. Ma basterà l'arrivo di una vivace corrente primaverile per risvegliare la voglia di immergersi in quel flusso di fresca vitalità. Interessanti alcune varianti: al verso 5 "fair" al posto di "bright" fa pensare che quest'ultimo termine sia usato più nel senso di "limpido, chiaro" che di "brillante, splendente"; al verso 6 "Ripples" ("ondulazioni, increspature") al posto di "Shadows" rende quelle ombre simili a ondulazioni che sembrano coprire e che invece celano, e preparano, il nuovo; al verso 7 "stir" ("smuovere, agitare") al posto di "rouse" accentua il senso di movimento del risveglio.
Nell'ultimo verso "Freshets" significa, oltre a "inondazione, straripamento di un fiume", anche "una corrente d'acqua fresca"; credo proprio che sia questo il senso del termine in questo verso e ho cercato di rendere la sensazione di freschezza e novità traducendo con "acque novelle".


F1259 (1872) / J1168 (1870)

As old as Woe -
How old is that?
Some Eighteen thousand years -
As old as Joy -
How old is that
They are of equal years -

Together chiefest they are found
But seldom side by side -
From neither of them tho' he try
Can Human nature hide

    Vecchio come il Dolore -
Quanto è vecchio?
All'incirca Diciottomila anni -
Vecchia come la Gioia -
Tanto vecchia
Che hanno gli stessi anni -

Sempre primi si trovano
Ma raramente fianco a fianco -
Da nessuno dei due per quanto si provi
Può la natura Umana sfuggire

ED sintetizza i principali sentimenti umani nei due estremi del dolore e della gioia, entrambi vecchi come il mondo e a cui nessuno può sfuggire.
Al verso 4 ho scelto la variante "Joy" al posto di "Bliss".


F1260 (1872) / J1270 (1873)

Is Heaven a Physician?
They say that He can heal -
But Medicine Posthumous
Is unavailable -
Is Heaven an Exchequer?
They speak of what we owe -
But that negotiation
I'm not a Party to -
    È il Cielo un Dottore?
Si dice che possa guarire -
Ma la Medicina Postuma
È inefficace -
È il Cielo un Finanziere?
Si parla di ciò che dobbiamo -
Ma in quella negoziazione
Io non ho Parte -

Due disincantate considerazioni su quel cielo che dovrebbe essere la soluzione di tutti i nostri mali ma che sentiamo così distante ed estraneo.
Al verso 5 "Exchequer" è in Gran Bretagna lo "Scacchiere", ovvero il Ministero del Tesoro. Ho tradotto con "Finanziere" per non allungare troppo il verso.


F1261 (1872) / J1241 (1872)

The Lilac is an ancient Shrub
But ancienter than that
The Firmamental Lilac
Upon the Hill Tonight -
The Sun subsiding on his Course
Bequeathes this final plant
To Contemplation - not to Touch -
The Flower of Occident.

Of one Corolla is the West -
The Calyx is the Earth -
The Capsule's burnished Seeds the Stars -
The Scientist of Faith
His research has but just begun -
Above his Synthesis
The Flora unimpeachable
To Time's Analysis -
"Eye hath not seen" may possibly
Be current with the Blind
But let not Revelation
By Theses be detained -

    Il Lillà è un Arbusto antico
Ma più antico di esso
Il Lillà del Firmamento
Sulla Collina Stasera -
Il Sole calando nel suo Corso
Lascia in eredità questa estrema pianta
Alla Contemplazione - non al Tatto -
Il Fiore d'Occidente.

Di una Corolla è l'Ovest -
Il Calice è la Terra -
I semi lucidi della Capsula le Stelle -
Lo Scienziato della Fede
La sua ricerca ha appena iniziato -
Più su della sua Sintesi
La Flora impenetrabile
All'Analisi del Tempo -
"Occhio non vide" può forse
Essere normale per il Cieco
Ma non si lasci che la Rivelazione
Da Tesi sia imbrigliata -

Un tramonto che colora di lillà il cielo d'occidente diventa un fiore affascinante e incorporeo che il sole lascia in eredità al mondo. La corolla del fiore s'impadronisce dell'intero occidente, il suo calice è la terra, e le stelle sono i semi della sua rinascita. Tutto questo è difficile da ricondurre a una sintesi, perché questa flora celeste e insieme naturale è al di là della portata della nostra analisi.
La citazione al verso 17 è dalla Prima lettera ai Corinzi 2,9: "Ma come è scritto, Occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono nel cuore dell'uomo, le cose che Dio ha preparato per coloro che lo amano." (San Paolo cita a sua volta Isaia 64,3 - 64,4 nella King James - e Geremia 3,16), ma l'inconoscibilità asserita da San Paolo viene confutata. Il non vedere può bastare a un cieco, per noi è troppo importante assistere agli imperscrutabili ma meravigliosi fenomeni naturali per poi trasformarli in una pallida idea del concetto di Dio. Gli ultimi due versi sono una sorta di rinuncia a razionalizzare il divino: per trovare qualcosa che ci avvicini al mistero dobbiamo aprire gli occhi e guardarci intorno più che costruire tesi con la nostra mente.


F1262 (1872) / J1291 (1873)

Until the Desert knows
That Water grows
His Sands suffice
But let him once suspect
That Caspian Fact
Sahara dies

Utmost is relative -
Have not or Have
Adjacent sums
Enough - the first Abode
On the familiar Road
Galloped in Dreams -

    Finché il Deserto sa
Che l'Acqua cresce
Le sue Sabbie bastano
Ma se gli fate una volta sospettare
Quella Realtà del Caspio
Il Sahara muore

L'Estremo è relativo -
Non Avere o Avere
Somme adiacenti
Basti - il primo Asilo
Sulla Strada familiare
Galoppata nei Sogni -

La vita si nutre della speranza di qualcosa che possa prima o poi irrigare il deserto che sente intorno a sé, una speranza che diventa via via rassegnata abitudine ai piccoli e rari germogli che riescono a crescere in quel deserto. Ma la visione, la consapevolezza, della possibilità che esista un mare che potrebbe in un colpo solo spazzare via quella landa desolata, da una parte risveglia prepotente il desiderio di bere senza limiti a quella fonte, dall'altra rischia di uccidere quel deserto ormai accettato che è la nostra vita. Perciò dobbiamo rifuggire gli estremi, sia il deserto senza speranza ("have not") che l'appagamento senza limiti ("have"), contentandoci di saper godere quel fuggevole asilo che ci viene concesso dal nostro saper sognare, galoppando in una fantasia che sappiamo non potrà mai tramutarsi in realtà.
Nel retro del manoscritto ED ha indicato quattro varianti al verso 6, che confermano l'immagine di un'abbondanza che diventa desiderio estremo e, perciò, non appagabile: "Contentment dies" ("L'appagamento muore"); "Creation dies" ("La creazione muore"); "His status dies" ("Il suo status muore"); "Standard denies" ("La regola è negata").


F1263 (1872) / J1129 (1868)

Tell all the truth but tell it slant -
Success in Circuit lies
Too bright for our infirm Delight
The Truth's superb surprise
As Lightning to the Children eased
With explanation kind
The Truth must dazzle gradually
Or every man be blind -
    Di' tutta la verità ma dilla obliqua -
Il successo sta in un Circuito
Troppo brillante per la nostra malferma Delizia
La superba sorpresa della Verità
Come un Fulmine ai Bambini chiarito
Con tenere spiegazioni
La Verità deve abbagliare gradualmente
O tutti sarebbero ciechi -

La verità va detta, ma non in modo diretto. È sempre meglio usare un giro di parole, una metafora, perché la verità nuda e cruda sarebbe troppo splendente per le nostre capacità. Per essere certi di farci comprendere dobbiamo agire come se dovessimo rendere chiaro a un bambino il fulmine che gli fa così paura, spiegandogli a poco a poco l'apparente mistero che lo produce. Dobbiamo perciò usare gradualità, perché sappiamo che una luce troppo violenta e improvvisa renderebbe gli uomini ciechi.


F1264 (1872) / J1236 (1872)

Like Time's insidious wrinkle
On a beloved Face -
We clutch the Grace the tighter
Though we resent the Crease
The Frost himself so comely
Dishevels every prime
Asserting from his Prism
That none can punish him
    Come insidiosa ruga del Tempo
Su un Volto amato -
Impugniamo la Grazia ben salda
Benché ci urti la Grinza
Il Gelo in sé così appropriato
Scompiglia ogni sorgere
Asserendo dal suo Prisma
Che nessuno può punirlo

La grazia che ci viene concessa non è mai esente da difetti, ma, come consideriamo con indulgenza le rughe del tempo su un volto amato, così ci teniamo stretta questa sorta di unica scappatoia dall'angoscia del mistero della vita, anche se riusciamo a vederne le grinze, i dubbi che la costellano e che disturbano quello che potrebbe essere il sereno godimento di una certezza di immortalità. E non riusciamo a godere serenamente di questa grazia promessa perché vediamo che nella realtà c'è il gelo, la morte, corollario ineliminabile, e per questo appropriato, di ogni inizio, di ogni sorgere della vita, scompigliata fin dall'inizio nelle sue certezze, come se fosse un raggio di luce scomposto da un prisma che si sa invincibile.
Al verso 6 "prime" significa molte cose: primo sorgere del sole, inizio di ogni cosa, primavera, gioventù, massima perfezione - tutte connesse con un sorgere o con un primeggiare. Vista l'interpretazione che ho dato dei versi, ho tradotto con un generico "sorgere".


F1265 (1872) / J1153 (1874)

Through what transports of Patience
I reached the stolid Bliss
To breathe my Blank without thee
Attest me this and this -
By that bleak exultation
I won as near as this
Thy privilege of dying
Abbreviate me this
    Attraverso quali trasporti di Pazienza
Raggiunsi la stolida Beatitudine
Di respirare il mio Vuoto senza te
Me lo attesti questo e questo -
Da quella sterile esultanza
Ottenni più o meno questo
Il tuo privilegio di morire
Mi abbrevi questo

La rinuncia, in altre poesia idealizzata e resa in positivo, diventa qui uno sterile esercizio di pazienza, che non dà altro risultato se non quello di respirare un vuoto, un'assenza. C'è un'unica via di uscita per riempire questo vuoto: appropriarsi del privilegio di morire e abbreviare così un'esistenza senza niente che la giustifichi.
Il senso di vuoto è reso con forza, oltre che dall'uso di "blank" (v. 3) e di "bleak" (v. 5), dalla reiterazione di "this" usato come aggettivo/pronome senza un nome che lo segua o ne sia origine.


F1266 (1872) / J1207 (1867)

He preached upon "Breadth" till it argued him narrow -
The Broad are too broad to define
And of "Truth" until it proclaimed him a Liar -
The Truth never flaunted a Sign -
Simplicity fled from his counterfeit presence
As Gold the Pyrites would shun -
What confusion would cover the innocent Jesus
To meet so enabled a Man!
    Predicò sull'"Ampiezza" finché essa lo rivelò ristretto -
L'Ampio è troppo ampio da definire
E della "Verità" finché essa lo proclamò un Bugiardo -
La Verità non ostentò mai un Segno -
La semplicità fuggì dalla sua contraffatta presenza
Come l'Oro scansa la Pirite -
Che confusione proverebbe l'innocente Gesù
A incontrare un Uomo così autorevole!

La poesia era acclusa ad una lettera a Higginson del dicembre 1872 (L381). Esiste un manoscritto precedente, con molte varianti, che servì evidentemente da "brutta copia" per il testo poi inviato a Higginson. Lo riporto nella ricostruzione di Johnson e Franklin con a fianco la traduzione delle varianti non utilizzate nel testo finale.

  He preached about Breadth till we knew he was narrow
              upon               it argued him

  The Broad are too broad to define

  And of Truth until it proclaimed him a Liar

  The Truth never hoisted a sign -
                  flaunted

  Simplicity fled from his counterfeit presence

  As Gold the [- a] Pyrites would shun

  What confusion would cover the innocent Jesus

  To meet so learned a man -
at meeting   Religious
             enabled
          so accomplished
             discerning
             accoutred
             established
             conclusive

      [circa] [capimmo che era]
 

 

 

 [issò]
 

 

 

 

[dotto]
[Religioso]

[distinto]
[perspicace]
[attrezzato]
[sicuro di sé]
[deciso]

Ritratto certamente poco lusinghiero di un qualche predicatore pieno di sé, ristretto quando parla di ampiezze e falso quando parla di verità. Il metro di paragone è "l'innocente Gesù", un attributo molto distante da quella serie di aggettivi che nell'ultimo verso della copia preparatoria ED sembra affastellare uno sull'altro, quasi non riuscisse a decidere il più adatto a rappresentare chi crede di avere la verità in tasca, senza dubbi di sorta e senza l'umiltà di sentirsi piccolo di fronte all'immensità del mistero.


F1267 (1872) / J1208 (1872)

Our own possessions - though our own -
'Tis well to hoard anew -
Remembering the Dimensions
Of Possibility.
    Le nostre proprietà - anche se nostre -
È bene accumularle da capo -
Rammentando le Dimensioni
Della Possibilità.

La poesia fu inviata a Susan (è la versione riportata sopra) e anche inserita in una lettera del dicembre 1872 a Higginson (L381) che era stato, da aprile a luglio di quell'anno in Europa. I versi sono preceduti da: "I am happy you have the Travel you so long desire and chastened - that my Master met neither accident nor Death." ("Sono felice che lei abbia fatto il Viaggio così a lungo desiderato e rimandato - che il mio Maestro non abbia incontrato né incidenti né Morte.").

L'incertezza del domani, ovvero la dimensione imperscrutabile delle possibilità che abbiamo davanti, ci suggerisce di non considerare mai niente come compiuto e definito; per questo nella vita bisogna sempre, anche quando ci sembra di essere ormai appagati, accumulare da capo quelle conoscenze e quelle sensazioni che sono le nostre vere proprietà.


F1268 (1872) / J1261 (1873)

A Word dropped careless on a Page
May stimulate an Eye
When folded in perpetual seam
The Wrinkled Maker lie

Infection in the sentence breeds
We may inhale Despair
At distances of Centuries
From the Malaria -

    Una Parola fatta cadere per caso su una Pagina
Può stimolare un Occhio
Quando ripiegato in perpetua cucitura
Il Raggrinzito Creatore giace

L'infezione nella frase si riproduce
Possiamo inalare Disperazione
A distanza di Secoli
Dalla Malaria -

Nel manoscritto ci sono due varianti, ai versi 2 e 4, adottate in un'altra redazione (della sola prima strofa e con un'ulteriore variante al primo verso) inserita in una lettera a Louise e Frances Norcross della fine del 1872 (L379), il cui manoscritto è perduto e che conosciamo da una trascrizione di Frances. Riporto questa seconda redazione, che nella lettera è preceduta da "We must careful what we say. No bird resumes it's egg." ("Dobbiamo stare attenti a ciò che diciamo. Nessun uccello riprende il suo uovo."):

A word left careless on a page
May consecrate an eye,
When folded in perpetual seam
The wrinkled author lie.
    Una Parola abbandonata per caso su una pagina
Può consacrare un occhio,
Quando ripiegato in perpetua cucitura
Il raggrinzito autore giace.

La potenza della parola (scritta, ma anche pronunciata, come ED dice alle cugine nella lettera che contiene la prima strofa di questa poesia) supera le barriere del tempo e riesce a produrre i suoi effetti anche al di là delle intenzioni dell'autore, che magari l'ha lasciata cadere con noncuranza sulla pagina.
Il "seam" del terzo verso significa "cucitura" ma anche "strato di minerale in una miniera". Io ho letto "cucitura" interpretandola come riferimento alla rilegatura di un libro, suggerita sia dal "folded" che precede, sia dall'immagine di un autore ormai sepolto che sembra come somigliare al libro che contiene le sue parole.


F1269 (1872) / J1286 (1873)

I thought that nature was enough
Till Human nature came
But that the other did absorb
As Parallax a Flame -

Of Human nature just aware
There added the Divine
Brief struggle for capacity
The power to contain
Is always as the contents
But give a Giant room
And you will lodge a Giant
And not a smaller man

    Pensavo che la natura fosse bastante
Finché arrivò la natura Umana
Ma questa l'altra assorbì
Come il Parallasse una Fiamma -

Di natura Umana appena conscia
Si aggiunse la Divina
Breve la lotta per la capienza
Il potere di contenere
È sempre pari ai contenuti
Ma offri una stanza Gigante
E alloggerai un Gigante
E non un più modesto uomo

Un percorso verso l'alto, verso l'astrazione, compiuto dalla mente che è prima colpita dalla concretezza della natura che ci circonda, poi dai più sottili percorsi della natura umana e, infine, dal traguardo della natura divina. Nell'ultima parte il dubbio è se la mente riuscirà ad essere capiente abbastanza per contenere l'infinità del divino: la risposta degli ultimi due versi è che dobbiamo allargare la nostra mente, perché solo così saremo capaci di accogliere non soltanto le piccole cose umane ma anche i grandi misteri che ci appaiono così enormi in confronto alla nostra natura limitata e mortale.
Per il verso 4 ED ha indicato la variante "Firmament" al posto di "Parallax"; ho preferito lasciare la prima stesura perché questo termine, usato per lo più in astronomia, indica lo spostamento angolare di un oggetto quando viene guardato da diversi punti di vista e ho interpretato il senso del verso come: "se riusciamo a liberarci delle nostre limitazioni e a guardare il mondo con più fantasia e libertà, riusciremo ad assorbire, ovvero a capire, i diversi stadi del mistero che è intorno a noi", ovvero, guardiamoci intorno per vedere la natura, guardiamoci dentro per conoscere noi stessi, guardiamo in alto per tentare di comprendere il divino. La variante mi pare abbia una connotazione meno ricca, come se quel "firmamento" fosse una semplice anticipazione del divino che verrà subito dopo.


F1270 (1872) / J1206 (1872)

The Show is not the Show
But they that go -
Menagerie to me
My Neighbor be -
Fair Play -
Both went to see -
    Lo Spettacolo non è lo Spettacolo
Ma quelli che ci vanno -
Serraglio per me
È il mio Vicino -
Bella Commedia -
Entrambi andammo a vedere -

C'è un altro manoscritto in cui il quinto verso si legge "Glee" ("Spasso") al posto di "Play", con quest'ultimo termine indicato come variante.
Il terzo e quarto verso concludono una lettera a Higginson del dicembre 1872 (L381), preceduti da: "Thank you for the 'Lesson'. I will study it though hitherto" ("Grazie per la 'Lezione'. La studierò anche se finora").

Gli spettatori diventano spettacolo per chi guarda loro e non la scena, e tutti, sia chi guarda che chi guarda chi guarda, godono di una piacevole commedia. I versi centrali (quelli trascritti nella lettera a Higginson) hanno, da soli, un senso compiuto: "non ho bisogno di muovermi per conoscere il mondo, i miei vicini (umani e non) sono il mio spettacolo".


F1271 (1872) / J1201 (1871)

So I pull my Stockings off
Wading in the Water
For the Disobedience' Sake
Boy that lived for "Ought to"

Went to Heaven perhaps at Death
And perhaps he did'nt
Moses was'nt fairly used -
Ananias was'nt -

    Così mi tiro via le Calze
Sguazzando nell'Acqua
Per il Gusto di Disobbedire
Il Ragazzo che visse per "Dovresti"

Ando in Cielo forse da Morto
E forse non ci andò
Mosè non fu trattato bene -
Anania nemmeno -

Il gusto di disobbedire, di andare contro le convenzioni viene come giustificato negli ultimi due versi, con il tipico procedimento dickinsoniano che mescola il sacro e il profano, da due citazioni bibliche: Deuteronomio 34, 1-4 per Mosè (vedi anche la J112-F114, la J168-F179 e la J597-F521) e Atti 5, 1-5 per Anania. La seconda non sembrerebbe molto calzante, visto che nel passo biblico Anania occulta una parte della vendita di un terrreno invece di consegnare tutto agli apostoli, e per questo viene rimproverato e cade a terra morto, ma nel finale è come se ED ci dicesse: "in qualsiasi modo ti comporti il risultato è sempre lo stesso, tanto vale allora lasciare spazio al gusto di disobbedire".
Al verso 2 "wading" significa "guadare, procedere con difficoltà" ma dopo quelle calze tirate via dalla ragazzina che ha il gusto di disobbedire ho pensato che "sguazzare" fosse più adeguato, anche perché il verbo "to wade" è in genere seguito da "through" quando è usato nel senso proprio di "guadare", mentre "in" dà più l'idea, appunto, di un infantile e provocatorio sguazzare nell'acqua.


F1272 (1872) / J1195 (1871)

What we see we know somewhat
Be it but a little -
What we dont surmise we do
Though it shows so fickle

I shall vote for Lands with Locks
Granted I can pick 'em -
Transport's doubtful Dividend
Patented by Adam.

    Ciò che vediamo lo conosciamo abbastanza
Ma è ben poco -
Ciò che non vediamo presumiamo di conoscere
Sebbene si mostri a suo capriccio

Voterò per Regioni con Lucchetti
A patto ch'io possa aprirli -
Incerto Dividendo del Trasporto
Brevettato da Adamo.

Le regioni del visibile sono quelle che ci sembra di conoscere bene, ma a ben vedere è una conoscenza di poco conto, perché lascia fuori tutto ciò che ci è invisibile e si manifesta in modo imprevedibile e capriccioso; queste regioni precluse ai nostri sensi possiamo conoscerle soltanto con l'immaginazione. Ma io preferisco senz'altro queste ultime, queste regioni nascoste alla nostra vista che stimolano la mente e la fantasia, a patto però di avere la possibilità, talvolta e mai con la sicurezza del risultato, di svelarne in qualche modo i misteri. Questo amore per il dubbio è una sorta di eredità, di dividendo su quel capitale primigenio di dubbio di cui Adamo provò per primo il proibito trasporto, un esercizio per la mente tanto incerto quanto affascinante.


F1273 (1872) / J1203 (1871)

The Past is such a curious Creature
To look her in the Face
A Transport may receipt us
Or a Disgrace -

Unarmed if any meet her
I charge him fly
Her faded Ammunition
Might yet reply.

    Il Passato è una così curiosa Creatura
A guardarlo in Viso
Un Trasporto può rilasciarci
O un'Onta -

Se disarmato qualcuno lo incontrasse
Gli ingiungerei di fuggire
Le sue sbiadite Munizioni
Potrebbero ancora replicare.

Il passato come fonte di gioia o dolore, anche se il tono generale della poesia tende più a "disgrace" che a "transport". Nel manoscritto ci sono varianti che danno un tono più guerresco agli ultimi due versi: "Rusty" ("Arruginite") al posto di "faded" al verso 7 e "destroy" ("distruggere, annientare") al posto di "reply" al verso 8.


F1274 (1872) / J1219 (1872)

Now I knew I lost her -
Not that she was gone -
But Remoteness travelled
On her Face and Tongue.

Alien, though adjoining
As a Foreign Race -
Traversed she though pausing
Latitudeless Place.

Elements Unaltered -
Universe the same
But Love's transmigration -
Somehow this had come -

Henceforth to remember
Nature took the Day
I had paid so much for -
His is Penury
Not who toils for Freedom
Or for Family
But the Restitution
Of Idolatry.

    Ora sapevo di averla perduta -
Non che se ne fosse andata -
Ma la Distanza viaggiava
Sul suo Volto e sulla Lingua.

Estranea, sebbene contigua
Come una Razza Forestiera -
Attraversava anche se ferma
Spazi senza latitudine.

Gli elementi inalterati -
L'universo lo stesso
Ma trasmigrazione d'Amore -
In qualche modo ciò era avvenuto -

D'ora in poi ricordare
Che la natura si è presa il Giorno
Per cui avevo pagato così tanto -
Sua è la Penuria
Non di chi si affanna per la Libertà
O per la Famiglia
Ma per la Restituzione
Dell'Idolatria.

Quello che ED scrive nel secondo ("non che se fosse andata"), nel quinto ("sebbene contigua") e nel settimo verso ("anche se ferma") non lasciano praticamente dubbi sul fatto che stia parlando di Susan, che dopo il matrimonio con Austin viveva a pochi metri dalla Homestead, ovvero di qualcuno che pur restando vicino è stato oggetto di quella "trasmigrazione d'amore" avvenuta mentre tutto sembrava rimasto come prima.
Il rapporto con Susan era stato d'amicizia, d'amore, e anche di "idolatria" (basti ricordare gli ultimi versi della J14-F5: "I chose this single star / From out the wide night's numbers - / Sue - forevermore!") e il suo allontanamento fu forse ancora più accentuato dalla "contiguità" fisica e familiare ("to adjoin" significa "essere vicini, contigui" ma anche "congiungere"), che continuò fra le due amiche diventate cognate e vicine di casa.
Il testo è in un manoscritto singolo. Nei fascicoli resta un foglio con nel recto i soli ultimi quattro versi, cancellati con una croce, e nel verso un'altra poesia (la J1210-F1275). Franklin annota: "ED registrò la poesia nel Set 11 nella sua interezza ma più tardi rimosse il primo foglio, cancellando i restanti quattro versi. Questi ultimi erano sul secondo foglio, che conteneva nel verso una poesia che intendeva mantenere.". Può darsi che la distruzione del foglio sia avvenuta in un momento di particolare delusione circa i rapporti con Susan.


F1275 (1872) / J1210 (1872)

The Sea said "Come" to the Brook -
The Brook said "Let me grow" -
The Sea said "Then you will be a Sea -
I want a Brook - Come now"!

The Sea said "Go" to the Sea -
The Sea said "I am he
You cherished" - "Learned Waters -
Wisdom is stale - to Me" -

    Il Mare disse "Vieni" al Ruscello -
Il Ruscello rispose "Lasciami crescere" -
Il Mare disse "Allora sarai un Mare -
Io voglio un Ruscello - Vieni adesso!"

Il Mare disse "Vai" al Mare -
Il Mare rispose "sono colui
Che avevi caro" - "Dotte Acque -
La Saggezza è stantia - per Me" -

La versione riportata sopra è quella acclusa in una lettera a Higginson del dicembre 1872 (L381). Un'altra, praticamente identica ma senza divisione in strofe, è nei fascicoli e una terza, limitata alla prima strofa, fu probabilmente inviata a Susan (di quest'ultima il manoscritto è perduto).

Al mare serve l'ingenua e ancora fresca giovinezza del ruscello, perciò gli chiede di non crescere, perché crescendo diventerebbe un mare e perderebbe le qualità che lo rendono ora interessante. Ma il ruscello non lo ascolta e, una volta divenuto lui stesso mare, si ripresenta all'appuntamento e si sente dire "vai", il contrario del "vieni" del primo verso. L'ex ruscello, ora mare, si sorprende, dice: "ma non mi riconosci? sono quello che invitasti, che bramavi di accogliere"; ma il mare gli spiega che ormai non sa più che farsene di lui, la sua giovinezza è ormai trascorsa, è diventato dotto, e lui non ha più alcun interesse per chi ha già la saggezza, la considera un qualcosa di vecchio, stantio, in confronto alla rigogliosa giovinezza che il ruscello ha ormai perduto.
L'eterno desiderio dell'ingenua e vitale giovinezza da parte della saggia e ormai disincantata vecchiaia.


F1276 (1873?) / J1262 (1873?)

I cannot see my soul, but know 'tis there -
Nor ever saw his house, nor furniture -
Who has invited me with him to dwell;
But a confiding guest, consult as well,
What raiment honor him the most,
That I be adequately dressed -
For he insures to none
Lest men specified adorn -
Procuring him perpetual drest
By dating it a sudden feast.
    Non vedo la mia anima, ma so che è là -
Né vidi mai la casa, né il mobilio -
Di chi mi ha invitata ad abitare con lei;
Ma da ospite fiduciosa, considero pure,
Quali vesti la onorino al meglio,
Affinché io sia adeguatamente abbigliata -
Visto che lei non dà garanzie a nessuno
Per paura che gli uomini si adornino apposta -
Procura lei una veste perpetua
Fissando la data d'una fulminea festa.

La poesia era compresa in una lettera a Louise e Frances Norcross (L382). Il manoscritto è perduto e il testo è conosciuto grazie a una trascrizione di Frances senza data. La lettera fu pubblicata da Mabel Loomis Todd, nella sua edizione delle lettere del 1894, con la data "inverno 1873".

L'anima è invisibile e inconoscibile, come la morte, che prima ci invita a vivere con la certezza della sua presenza, ma poi non fa niente per dirci come affrontare consapevolmente questa convivenza. Anzi, sembra quasi che tema di vederci adeguatamente preparati, perché vuole avere lei il privilegio di scegliere per noi l'abito incorporeo che indosseremo quando fisserà, senza preavviso, la data della festa in cui ci porterà definitivamente con lei.
Nel primo verso ED usa il pronome neutro, sicuramente riferito all'anima, mentre nel secondo il pronome è maschile; vista questa differenza, e che per la morte ED usa sempre il pronome maschile, si deve presumere che "him" sia, appunto, la morte.


F1277 (1873) / J1342 (1875)

"Was not" was all the statement.
The Unpretension stuns -
Perhaps - the Comprehension -
They wore no Lexicons -

But lest our Speculation
In inanition die
Because "God took him" mention -
That was Philology -

    "Non c'era più" fu tutto il resoconto.
La Semplicità sconcerta -
Forse - la Comprensione -
Non consumarono Dizionari -

Ma affinché la Nostra Ragione
Non si estingua nell'Inazione
Perché "Dio l'aveva preso" aggiungono -
Ecco la Filologia -

La morte non ha bisogno di molte parole, un semplice "was not" basterebbe a descriverla. Tutto ciò che aggiungiamo non è altro che uno sterile esercizio di filologia, utile per illuderci che quel cammino terreno sia seguito dal cammino in un altrove divino.
Le citazioni ai versi 1 e 7 si riferiscono a Genesi 5,24: "Ed Enoch camminò con Dio: e non c'era più; perché Dio l'aveva preso."
Johnson cita il riferimento alla Genesi e collega i versi alla morte del padre (16 giugno 1874), mentre Franklin, che data la poesia al 1873, afferma che l'unico riferimento è il passo biblico.


F1278 (1873) / J1272 (1873)

So proud she was to die
It made us all ashamed
That what we cherished, so unknown
To her desire seemed -
So satisfied to go
Where none of us should be
Immediately - that Anguish stooped
Almost to Jealousy -
    Così orgogliosa era di morire
Da farci tutti vergognare
Che ciò che avevamo caro, così sconosciuto
Al suo desiderio apparisse -
Così soddisfatta di andare
Dove nessuno di noi vorrebbe stare
Immediatamente - che l'Angoscia si volse
Quasi in Gelosia -

Tre manoscritti, con diverse varianti l'uno rispetto all'altro oltre a una variante interna nel primo. Riporto sotto gli originali così come appaiono nei manoscritti con l'indicazione della versificazione di Franklin e la traduzione dei termini diversi dalla terza versione (quella riportata sopra).

1   
 
2   
 
3   
 
4   
 
5   
 
 
6   
 
7   
So pleased she
was to die
It made us all
ashamed
That what we
valued so devoid
To her desire
seemed -
So satisfied to
go - where none
of us would be
Immediately - that
Anguish stooped
Almost to Jealousy -

[var. vv. 3-4]
so devoid / To her desire
so remote to her / opinion
(così remoto a suo / avviso)

v. 1: pleased (lieta)
v. 2: ashamed
v. 3: valued (apprezzavamo)
v. 3: devoid (vacuo)
v. 5: would (vorrebbe)

          1   
2   
3   
 
4   
5   
6   
 
7   
 
 
8   
So fain she was to die
It made us all demeaned
That what we hoarded
so unknown
To her desire seemed -
So satisfied to go
Where none of us
should be
Immediately
that Anguish
stooped
Almost to
Jealousy -
 

 
 
 
 

v. 1: fain (soddisfatta)
v. 2: demeaned (umiliati)
v. 3: hoarded (accumulavamo)
v. 3: unknown
v. 6: should

          1   
 
2   
 
3   
 
 
4   
 
5   
 
6   
 
7   
 
8   
So proud she
was to die
It made us
all ashamed
That what
we cherished,
so unknown
To her desire
seemed -
So satisfied
to go
Where none
of us should be
Immediately - that
Anguish stooped
Almost to
Jealousy -
 
 

v. 1: proud
v. 2: ashamed
v. 3: cherished
v. 3: unknown
v. 6: should

Una morte serena, senza troppi rimpianti per le cose che ci appaiono così importanti, riesce quasi a trasformare l'angoscia in gelosia per quell'atteggiamento di fronte a qualcosa di così difficile da accettare razionalmente.
Da una parte può essere letta come una sorta di ammirazione verso chi riesce ad accettare serenamente la morte, dall'altra come un sottolineare tale atteggiamento come un'eccezione, di fronte a qualcosa che ci priva delle cose più care e a un luogo sconosciuto che nessuno di noi ambisce a visitare con particolare urgenza.


F1279 (1873) / J1293 (1874)

The things we thought that we should do
We other things have done
But those peculiar industries
Have never been begun.

The Lands we thought that we should seek
When large enough to run
By Speculation ceded
To Speculation's Son -

The Heaven, in which we hoped to pause
When Discipline was done
Untenable to Logic
But possibly the one -

    Delle cose che pensavamo di dover fare
Altre cose abbiamo fatto
Ma quelle occupazioni peculiari
Non sono mai state iniziate.

Le Terre che pensavamo di dover scoprire
Una volta vaste abbastanza da percorrere
Dalla Speculazione cedute
Al Figlio della Speculazione -

Il Cielo, nel quale speravamo di sostare
Una volta finita la Disciplina
Inafferrabile dalla Logica
Ma forse l'unico -

Quella riportata sopra è l'ultima delle tre versioni manoscritte di questa poesia (c'è poi un manoscritto perduto con soltanto alcuni versi, trascritti da Mabel Todd), quella compresa in una lettera a Higginson della primavera del 1876 (L459), praticamente uguale a quella del secondo manoscritto. Nella prima (del 1873) i versi 10 e 11 erano originariamente "When Chivalry was done / Impassable to Logic" ("Una volta finita la Cavalleria / Impraticabile alla Logica"); "Chivarly" e "Impassable" risultano poi cancellati e sostituiti ciascuno da due varianti, una delle quali accolta nella versione definitiva: ""Discipline / Tyranny" e "Impervious / Untenable".
Interessanti anche i frammenti del manoscritto perduto, che appaiono come abbozzi per i versi 11 e 12: "Reluctantly we test it, / Grant that may be the one." ("Riluttanti a esaminarlo, / Ammettiamo che possa essere il solo.") con tre varianti per il primo dei due: "Impossible to test it * Impassable to science * Impassable to logic" ("Impossibile da esaminare * Impraticabile alla scienza * Impraticabile alla logica").

Nel corso della vita, e specialmente in gioventù, tante sono le cose che ci proponiamo di fare, come tanti sono i luoghi che vorremmo conoscere, ma di solito ne facciamo poi altre e nemmeno cominciamo quelle che più avevano stuzzicato la nostra immaginazione; così lasciamo queste fantasie a chi viene dopo di noi, sapendo che molto probabilmente ripercorrerà la nostra stessa strada. Ce n'è però una che è impossibile da cogliere con la razionalità e nella quale possiamo solo sperare di fermarci una volta terminato il dovuto ciclo della vita: quel Cielo che è solo una impalpabile promessa e che forse si rivelerà l'unica cosa che riusciremo a raggiungere.


F1280 (1873) / J1258 (1873)

Who were "the Father and the Son"
We pondered when a child -
And what had they to do with us
And when portentous told

With inference appalling
By childhood fortified
We thought, at least they are no worse
Than they have been described.

Who are "the Father and the Son"
Did we demand Today
"The Father and the Son" himself
Would doubtless specify -

But had they the felicity
When we desired to know,
We better Friends had been, perhaps,
Than time ensue to be -

We start - to learn that we believe
But once - entirely -
Belief, it does not fit so well
When altered frequently -

We blush - that Heaven if we achieve -
Event ineffable -
We shall have shunned until ashamed
To own the Miracle -

    Chi fossero "Il Padre e il Figlio"
Ponderavamo da bambini -
E cosa avessero a che fare con noi
E una volta svelato l'arcano

Con una conclusione che sgomenta
Dall'infanzia fortificati
Pensammo, almeno non sono peggio
Di come sono stati descritti.

Chi sono "il Padre e il Figlio"
Se domandassimo Oggi
"Il Padre e il Figlio" stessi
Certo lo specificherebbero -

Ma ci avessero gratificato
Quando desideravamo sapere,
Amici migliori saremmo stati, forse,
Di quanto il tempo abbia permesso -

Cominciamo - a imparare che crediamo
Non più di una volta - interamente -
La fede, non si adatta tanto bene
Se modificata di frequente -

Ci fa arrossire - che se otteniamo il Cielo -
Evento ineffabile -
Avremo evitato fino alla vergogna
Di ammettere il Miracolo -

La fede è praticamente impossibile da ottenere e mantenere. Da bambini ci chiediamo con innocente ingenuità chi sia il Dio che sembra permeare tutta la nostra vita con la sua occhiuta severità e, soprattutto, quale legame abbia con le cose che vediamo tutti i giorni. Una volta esaurita la fase di maggior timore di questa misteriosa entità cominciamo a credere che forse chi ci aveva così impauriti aveva forse esagerato. Nell'età adulta riusciremmo forse a capire meglio questo mistero, a interrogare direttamente questo Dio che ci aveva così impauriti da bambini, ma a qual punto cominciamo a sospettare che questi continui cambiamenti di prospettiva rendono traballante quella fede che dovrebbe essere salda e piantata in noi una volta per tutte, fino a pensare che soltanto quando avremo, forse, la risposta definitiva e magari otterremo quel cielo che abbiamo tanto cercato, ci vergogneremo di non essere stati capaci di credere senza riserve.
Poesia molto complessa, visto il ricorso a una serie di cambiamenti di prospettiva che trasmettono, anche dal punto di vista formale, quell'oscillazione nei modi di sentire la fede che diventa, negli ultimi due versi della quinta strofa, la ragione dell'impossibilità di credere. Nell'ultima strofa è come se ED ci dicesse: da vivi non riusciremo mai a sciogliere i dubbi che ci impediscono di credere, contentiamoci di sperare che il nostro scetticismo ci farà arrossire in cielo.
Nel manoscritto ci sono molte modifiche che, contrariamente al solito, non sono state indicate da ED come alternative ma sostituite alla prima versione cancellando le parole da sostituire; per questo, come nelle edizioni critiche, ho riportato la versione così emendata. Le modifiche sostanziali sono due: nella versione originaria la poesia era in prima persona anziché alla seconda plurale e i versi da 4 a 6 erano completamente diversi: "And when in terror told / Through Accents terrible as Death / To one that never died -" ("E una volta nel terrore svelato / Attraverso Accenti terribile come la Morte / Per uno non ancora morto -"), con una maggiore accentuazione del senso di paura che si prova da bambini di fronte a un Dio presentato come un inflessibile e terribile giustiziere. La revisione fu probabilmente compiuta in occasione dell'invio della poesia a Higginson e quest'ultima copia, il cui originale è perduto, è nota da una trascrizione di sua moglie, identica alla versione rivista con un'unica eccezione: al verso 6 "Distance", anziché "childhood".


F1281 (1873) / J1253 (1873)

Had this one Day not been,
Or could it cease to be
How smitten, how superfluous,
Were every other Day!

Lest Love should value less
What Loss would value more
Had it the stricken privilege,
It cherishes before.

    Non ci fosse stato quest'unico Giorno,
O potesse cessare di essere
Quanto screditato, quanto superfluo,
Sarebbe ogni altro Giorno!

Affinché l'Amore non valuti di meno
Ciò che la Perdita valuterebbe di più
Se ne avesse lo straziato privilegio,
Lo si tiene caro prima.

Se il giorno del dolore, della perdita, non venisse mai, o fosse possibile cancellarlo dalla nostra mente, ogni altro giorno sembrerebbe banalmente superfluo, perché quasi mai sappiamo apprezzare il bene che abbiamo senza prima averlo perduto. Per questo, per evitare che soltanto la perdita ci faccia apprezzare veramente ciò che abbiamo e che magari sottovalutiamo, bisogna averne cura e goderne prima, senza aspettare di avere l'amaro privilegio di rimpiangerlo.


F1282 (1873) / J1283 (1873)

Could Hope inspect her Basis
Her Craft were done -
Has a fictitious Charter
Or it has none -

Balked in the vastest instance
But to renew -
Felled by but one assassin -
Prosperity -

    Potesse la Speranza ispezionare le sue Basi
Il suo Mestiere sarebbe finito -
Ha uno Statuto fittizio
O non ne ha nessuno -

Frustrata nell'istanza più vasta
Solo per rinnovarsi -
Abbattuta da un solo assassino -
La Prosperità -

La speranza ci sostiene finché non ne scopriamo la fragilità; possiamo continuare a nutrirla solo se accettiamo le sue regole illusorie e il suo continuo rinnovarsi anche di fronte all'evidenza più palese del suo fallimento. Paradossalmente, solo il suo successo può ucciderla, perché se la speranza raggiunge i suoi fini allora non serve più.


F1283 (1873) / J1285 (1873)

I know Suspense - it steps so terse
And turns so weak away -
Besides - Suspense is neighborly
When I am riding by -

Is always at the Window
Though lately I descry
And mention to my Horses
The need is not of me -

    Conosco l'Ansia - procede così nitida
E così lieve volge altrove -
Per di più - L'Ansia è vicina
Mentre cavalco nei dintorni -

È sempre alla Finestra
Sebbene da ultimo me ne accorga
E accenni ai miei Cavalli
Che il bisogno non è di me -

L'ansia, l'incertezza, è sempre con noi, va e viene nella nostra mente e ci accompagna anche quando cerchiamo distrazioni che ci possano separare almeno per un po' da lei. Sappiamo che è sempre lì in agguato e l'unica difesa che abbiamo è di ritardare il momento in cui ci accorgiamo della sua presenza e, quando accade, di illuderci che non sia là per noi, ma perché ha bisogno di qualcun altro.
Nel manoscritto ci sono due varianti per l'ultimo verso: "The Fact is not for me" ("Il Fatto non è per me") e "The Look - is not for me" ("Lo Sguardo - non è per me").


F1284 (1873) / J1264 (1873)

This is the place they hoped before,
Where I am hoping now
The seed of disappointment grew
Within a capsule gay
Too distant to arrest the feet
That walk this plank of balm,
Before them lies escapeless sea
The way is closed they came.
    In questo luogo essi sperarono prima,
Dove io sto sperando ora
Il seme della delusione crebbe
Dentro una capsula gioiosa
Troppo distante per arrestare i piedi
Che percorrono quest'asse di balsamo,
Di fronte a loro giace un invalicabile mare
La via da cui vennero è chiusa.

La poesia era compresa in una lettera a Frances Norcross (L390). Il manoscritto è perduto e il testo è conosciuto grazie a una trascrizione di Frances. I versi sono preceduti da: "Thank you, dear, for the love. I am progressing timidly. Experiment has a stimulus which withers it's fear. ("Grazie, cara, per l'affetto. Faccio timidi progressi. L'esperimento possiede uno stimolo che ne prosciuga il timore.").

Un'amara presa d'atto dell'ineluttabilità del ciclo dell'esistenza. Il luogo della vita non è nient'altro che il posto in cui consumiamo il nostro tempo, così come hanno fatto coloro che ci hanno preceduti; un luogo in cui il nostro progressivo disincanto si sviluppa in una sorta di contenitore rivestito dell'apparente bellezza di una speranza di felicità, una felicità che può riferirsi sia alle gioie concrete della vita che a quelle celesti promesse dalla fede. La speranza però si rivela via via sempre più illusoria, e infine ci rendiamo conto che l'incolmabile distanza che ci separa da essa ci rende incapaci di arrestare il cammino verso quel mare misterioso e pieno di nulla che ci troveremo di fronte, dopo che la strada percorsa si chiuderà definitivamente alle nostre spalle.


F1285 (1873) / J1265 (1873)

The most triumphant Bird I ever knew or met
Embarked upon a Twig Today
And till Dominion set
I famish to behold so eminent a sight
And sang for nothing scrutable
But intimate Delight.
Retired, and resumed his transitive Estate -
To what delicious Accident
Does finest Glory fit!
    Il più trionfante Uccello che mai vidi o incontrai
Si installò su un Ramo Oggi
E finché il Dominio durò
Bramosa osservavo una così eminente visione
E un canto per nulla di palpabile
Se non l'intima Delizia.
Si ritirò, e riprese il suo transitorio Stato -
A quale delizioso Accidente
Si addice la Gloria più squisita!

Ci sono quattro versioni di questa poesia, con diverse varianti che però non modificano la sostanza. Per due, una trascrizione di Mabel Todd da una versione non identificata e un'altra di Frances Norcross di una lettera a lei e alla sorella Louise dell'aprile 1873 (L388), il manoscritto è perduto. Delle due versioni autografe una sembra una bozza con varianti, mentre l'altra è contenuta in una lettera a Elizabeth Holland dell'estate 1873 (L391). Ho scelto quest'ultima perché presumibilmente più vicina a una versione definitiva.

Un semplice quadretto naturale, un uccello che si posa su un ramo e poi se ne va, diventa un inno alla gioia e alla bellezza fini a se stesse, senza una scopo concreto a cui ricondurre quella visione e quel canto melodioso, che agiscono per saziare un'intima delizia non contaminata dalla sete di apparire. Negli ultimi due versi c'è come una esortazione a saper cogliere i momenti nascosti, e magari accidentali, della natura e della vita.


F1286 (1873) / J1263 (1873)

There is no Frigate like a Book
To take us Lands away
Nor any Coursers like a Page
Of prancing Poetry -
This Travel may the poorest take
Without oppress of Toll -
How frugal is the Chariot
That bears the Human Soul -
    Non c'è Vascello che eguagli un Libro
Per portarci in Terre lontane
Né Corsieri che eguaglino una Pagina
Di scalpitante Poesia -
È un Viaggio che anche il più povero può fare
Senza paura di Pedaggio -
Tanto frugale è il Carro
Che porta l'Anima dell'Uomo -

Una poesia che non ha bisogno di commento: basta leggerla e considerarla, insieme a tanti altri versi del corpus dickinsoniano, come soggetto di se stessa.
Al verso 6 ho scelto la variante "oppress" al posto di "offence" perché sottolineata, come ED faceva di solito per evidenziare presumibilmente quelle preferite. Questa variante è peraltro in altre due versioni della poesia: una inviata a Louise e Frances Norcross e trascritta da quest'ultima (L400); una autografa e limitata agli ultimi quattro versi.


F1287 (1873) / J1238 (1872)

Power is a familiar growth -
Not distant - not to be -
Beside us like a bland Abyss
In every company -
Escape it - there is but a chance -
When consciousness and clay
Lean forward for a final glance -
Disprove that, and you may -
    Il potere è un normale sviluppo -
Non distante - né localizzato -
Accanto a noi come un blando Abisso
In ogni momento -
Per sfuggirlo - c'è solo un'occasione -
Quando consapevolezza e argilla
Si chinano verso lo sguardo finale -
Confuta questo, e potrai -

Il "potere" del primo verso è il potere di pensare, la ragione, un qualcosa che ci è familiare e cresce insieme a noi ovunque ci troviamo e con chiunque siamo, ma anche una facoltà immateriale, di cui non siamo in grado di stabilire né la lontananza né l'esatta localizzazione (così ho interpretato il "not to be" del secondo verso). La sua misteriosa essenza può essere sintetizzata nell'immagine di un "blando abisso", ovvero di un mistero che però viene reso meno oscuro e inquietante da quel suo accompagnare costantemente la nostra vita. Soltanto la morte (molto significativa l'immagine della ragione - "consciousness" - e del suo involucro corporeo - "clay" - che si chinano insieme verso lo sguardo finale della tomba) può toglierci il potere di pensare, e basterebbe confutarla per mantenere questa facoltà così potente ma anche così effimera.
L'ultimo verso va letto come un'immagine speculare: confutare la morte come un riuscire a trovare una prova certa dell'immortalità, l'unica che ci consentirebbe essere sicuri che la nostra consapevolezza sarà perpetuata nell'aldilà.
Nel manoscritto c'è un foglietto spillato con l'ultimo verso modificato: "Dispel that and you may -", ovvero "Disperdi (o anche 'scaccia') quello e potrai -", con un significato sostanzialmente simile a quello del verso originale.


F1288 (1873) / J1254 (1873)

Elijah's Wagon knew no thill
Was innocent of Wheel
Elijah's horses as unique
As was his vehicle -

Elijah's journey to portray
Expire with him the skill
Who justified Elijah
In feats inscrutable -

    Il Carro di Elia non conosceva timone
Era all'oscuro di Ruote
I cavalli di Elia tanto unici
Quanto il suo veicolo -

Di descrivere il viaggio di Elia
Si estingua la capacità con colui
Che legittimò Elia
In prodezze imperscrutabili -

La versione riportata sopra è nota attraverso una trascrizione di Susan. Esiste un'altra versione in un abbozzo manoscritto, che riporto con le numerose varianti (nessuna delle quali è utilizzata nella versione trascritta da Susan, dove ci sono differenze rispetto alla bozza ai versi 1, 6 e 8):

Elijah's Wagon had no thill -
Was innocent of wheel -
Elijah's Horses as unique
As was his Vehicle -
Elijah's Journey - to portray
With him the skill remain
Who justified Elijah
In that uncommon scene -


(2)
Was ignorant of wheel -
Was not enforced of wheel -
Was unenforced of wheel -

(6)
skill] Right -
skill] art -

(8)
uncommon] consummate

(6-8)
With him remain the skill
Who Justified Elijah
In his eccentric style

(alt. 6-8)
Justified] authorized
Elijah] the former
eccentric] peculiar

    Il Carro di Elia non aveva timone -
Era all'oscuro di ruote -
I Cavalli di Elia tanto unici
Quanto il suo Veicolo -
Di descrivere - il Viaggio di Elia -
La capacità resti a colui
Che legittimò Elia
In quell'insolita scena -


(2)
Era ignaro di ruote -
Non era provvisto di ruote -
Era sprovvisto di ruote -

(6)
] Diritto -
] arte -

(8)
compiuta

(6-8)
Resti la capacità a colui
Che Legittimò Elia
Nel suo eccentrico stile

(alt. 6-8)
] autorizzò
] quest'ultimo
] peculiare

Il viaggio di Elia in cielo su un carro di fuoco turbinante nel cielo diventa metafora dell'ultimo viaggio che ognuno di noi dovrà fare, un viaggio che ci respinge con il suo oscuro mistero e insieme ci attira con le sue promesse di splendente immortalità. Ma sarà un viaggio di cui non potremo mai avere una qualche anticipazione: nessuno infatti sarà mai capace di descriverlo se non colui che ce lo ha destinato.
Nelle varianti alla versione manoscritta l'aggettivo dell'ultimo verso (sempre relativo nelle sue varie accezioni ad una "unicità", che scivola nell'inconoscibilità nella versione trascritta da Susan), mi sembra si trasformi da attributo delle prodezze di Elia (o della scena del suo viaggio) ad attributo dello stile divino, che diventa "eccentrico" o "peculiare", ovvero al di fuori di ogni norma e di ogni possibilità di esperienza.
Il riferimento biblico è lo stesso della J1235-F1245.


F1289 (1873) / J1289 (1873)

Left in immortal Youth
On that low Plain
That hath nor Retrospection
Nor Again -
Ransomed from years -
Sequestered from Decay
Canceled like Dawn
In comprehensive Day -
    Lasciato in immortale Giovinezza
Su quella bassa Pianura
Che non ha né Ricordo
Né Ritorno -
Riscattato dagli anni -
Sottratto al Decadimento
Cancellato come l'Alba
Nel Giorno che tutto assorbe -

La morte sembra dare un'eterna giovinezza, perché è come se congelasse l'attimo del suo venire senza permettere più ne passato né futuro. Ci libera dal peso degli anni che passano e dall'inevitabile decadimento della vecchiaia, e nello stesso tempo ci assorbe in un qualcosa di misterioso e indistinto che non permette più il riconoscimento di una individualità, così come i bagliori dell'alba si fondono nella più generica e onnicomprensiva luce del giorno. Interessanti gli ultimi due versi, dove quel "comprehensive" evidenzia un'immagine dell'aldilà dove tutto viene assorbito in un insieme che può anche essere luminoso e splendente, ma lascia da parte tutto ciò che noi consideriamo vita, in primo luogo l'individualità di ciascuno; un po' come se ED dicesse: "anche se l'immortalità dovesse esistere, sarà comunque un luogo dove nessuno potrà riconoscere se stesso, perché sarà parte di una indistinta entità senza più nulla che ci leghi al percorso della nostra vita."


F1290 (1873) / J1292 (1873)

Yesterday is History,
'Tis so far away -
Yesterday is Poetry - 'tis Philosophy -
Yesterday is mystery -
Where it is Today
While we shrewdly speculate
Flutter both away
    Ieri è Storia,
È così remoto -
Ieri è Poesia - è Filosofia -
Ieri è mistero -
Dove sia Oggi
Mentre acutamente speculiamo
Entrambi volano via

Il passato si allontana velocemente e si trasforma, quando lo ricordiamo e lo raccontiamo, in poesia, o in filosofia; ma il passato è anche il mistero del trascorrere del tempo, che non lascia spazio a troppe speculazioni, altrimenti rischiamo di perdere il presente, facendolo volare via, proprio come il passato, mentre siamo troppo occupati con i ricordi.


F1291 (1873) / J1240 (1872)

The Beggar at the Door for Fame
Were easily supplied
But Bread is that Diviner thing
Disclosed to be denied
    Il Mendicante alla Porta per la Fama
Sarebbe facilmente soddisfatto
Ma il Pane è quella cosa più Divina
Dischiusa per essere negata

Possiamo darne diverse letture. È facile concedere la fama a qualcuno che ambisce di averla, in fin dei conti è un riconoscimento che non ci costa nulla. Più difficile è dargli un aiuto concreto, quel pane che molte volte viene solo mostrato ma poi negato. Ma è un'interpretazione che contrasta con i molti versi in cui ED ha proclamato la superiorità dei beni spirituali su quelli materiali.
Possiamo anche vederla come una considerazione simile alla precedente, ma in senso più generico: di solito nessuno ci nega riconoscimenti astratti, che non costano nulla a chi li dà, mentre è molto più difficile ottenerne di concreti.
Se leggiamo la fama come metafora del ricordo, della memoria, e il pane come metafora del nutrimento, ma anche del senso, della vita (magari anche dell'amore, come essenziale nutrimento del vivere), possiamo vederla così: riusciremo magari a restare nella memoria di qualcuno, ma sarà molto difficile mangiare quel pane che darebbe senso ad una vita che ne appare priva.
Se invece nel terzo verso (sorretti dal "Diviner") leggiamo quel "pane" come l'ostia consacrata, allora possiamo darne un'altra interpretazione: se ci accontentiamo di quello che ci raccontano su Dio (la "fama" del primo verso) riusciamo a essere facilmente soddisfatti da un'immortalità che ci rassicura. Ma se tentiamo di concretizzare con la ragione la fede, vediamo che quel "pane" che ci viene offerto come prova tangibile è solo un'illusione, una prova che appaga i nostri sensi ma che è negata alla nostra razionalità.


F1292 (1873) / J1287 (1873)

In this short Life that only lasts an hour
How much - how little - is within our power
    In questa breve Vita che dura solo un'ora
Così tanto - e così poco - è in nostro potere

Aforisma sulla brevità e sulle contraddizioni della vita, che ci offre così tanto e, insieme, così poco.
Nell'edizione Johnson è suddivisa in quattro versi.


F1293 (1873) / J1141 (1869)

The Face we choose to miss -
Be it but for a Day
As absent as a Hundred Years,
When it has rode away -
    Il Volto che scegliamo di trascurare -
Sia pure per un Giorno
È assente come da Cent'Anni,
Quando è volato via -

Ogni istante è importante per una persona cara, perché una volta che se n'è andata è come se fosse assente da sempre.
All'ultimo verso "rode" significa "cavalcare, salire in groppa a un cavallo" ma anche, in senso figurato, "Essere trasportato su o in un fluido". Per questo significato il Webster riporta un esempio dal Salmo 17: "He rode an a cherub and did fly; yea, he did fly on the wings of the wind." ("Salì in groppa a un cherubino e volò; sì, volò sulle ali del vento"). Ho immaginato che ED si fosse ispirata a questo esempio e ho perciò tradotto "has rode away" con "è volato via".


F1294 (1873) / J1216 (1872)

A Deed knocks first at Thought
And then - it knocks at Will -
That is the manufactoring spot
And Will at Home and well

It then goes out an Act
Or is entombed so still
That only to the Ear of God
It's Doom is audible -

    Un'Azione bussa prima al Pensiero
E poi - bussa alla Volontà -
È questo il punto in cui si fabbrica
E se la Volontà è a Casa e in salute

Allora un un Atto viene fuori
O resta seppellito così silente
Che solo all'Orecchio di Dio
La sua Condanna è udibile -

Ogni azione bussa prima alla nostra mente, come per chiedere il permesso di essere accolta. Se decidiamo di farla entrare la affidiamo alla nostra volontà, che deciderà se farla diventare un atto concreto o se condannarla al silenzio e all'inazione.
"Or" al sesto verso lo leggo come "altrimenti, in caso contrario", ovvero: "se la volontà non c'è o non è disposta a impegnarsi, l'atto non si concretizza".


F1295 (1873) / J1302 (1874)

I think that the Root of the Wind is Water -
It would not sound so deep
Were it a Firmamental Product -
Airs no Oceans keep -
Mediterranean intonations -
To a Current's Ear -
There is a maritime conviction
In the Atmosphere -
    Penso che la Radice del Vento sia l'Acqua -
Non suonerebbe così profondo
Se fosse un Prodotto del Firmamento -
L'Aria non trattiene Oceani -
Intonazioni mediterranee -
Per l'Orecchio di una Corrente -
C'è una cognizione marittima
Nell'Atmosfera -

Il suono così profondo e udibile del vento non può avere origine dall'aria; la fonte dev'essere l'acqua degli oceani, con le melodie mediterranee che suonano per l'orecchio di chi si ferma ad ascoltare il suono delle loro correnti. Così, per mezzo del vento, possiamo sentire suoni marittimi nell'atmosfera, come se quest'ultima mandasse il suo emissario a rubarli all'oceano per farli risuonare nell'aria.


F1296 (1873) / J1303 (1874)

Not one by Heaven defrauded stay -
Although he seem to steal
He restitutes in some sweet way
Secreted in his will -
    Nessuno dal Cielo resta defraudato -
Sebbene sembri rubare
Restituisce in qualche dolce maniera
Occultata nella sua volontà -

Sembra scritta per consolare qualcuno che ha subito una perdita.


F1297 (1873) / J1343 (1875)

A single Clover Plank
Was all that saved a Bee
A Bee I personally knew
From sinking in the sky -

'Twixt Firmament above
And Firmament below
The Billows of Circumference
Were sweeping him away -

The idly swaying Plank
Responsible to nought
A sudden Freight of Wind assumed
And Bumble Bee was not -

This harrowing event
Transpiring in the Grass
Did not so much as wring from him
A wandering "Alas" -

    Un unico Asse di Trifoglio
Fu tutto ciò che salvò un'Ape
Un'Ape che conoscevo di persona
Dall'affondare in cielo -

Tra il Firmamento sopra
E il Firmamento sotto
Le Ondate della Circonferenza
La stavano spazzando via -

L'Asse oscillava pigramente
Di nulla consapevole
Un improvviso Carico di Vento si accollò
E il Ronzio dell'Ape cessò -

Questo straziante evento
Capitato nell'Erba
Non fece nemmeno in tempo a strapparle
Un vagabondo "Ahimè" -

La vita è sempre appesa a un filo, come il precario trifoglio su cui si è rifugiata l'ape è soggetto alle ondate di quella "circonferenza" di cui non riusciamo a scoprire i confini. Basta un colpo di vento e di noi non rimane più nulla.
Al verso 12 ED sembra trasformare l'ape in "bumble bee" (bombo); visto che "bumble bee" è "so named from its sound" ho tradotto con "il ronzio dell'ape".


F1298 (1873) / J1255 (1872)

Longing is like the Seed
That wrestles in the Ground,
Believing if it intercede
It shall at length be found.

The Hour and the Clime -
Each Circumstance unknown -
What Constancy must be achieved
Before it see the Sun!

    Il Desiderio è come il Seme
Che lotta nel Terreno,
Credendo che se esso intercede
Alla lunga sarà trovato.

L'Ora e il Luogo -
Entrambe Circostanze sconosciute -
Che Costanza dev'essere impiegata
Prima che veda il Sole!

La poesia, insieme ad altre due (J1256-F1214 e J1257-F1299), era acclusa a un biglietto spedito a Higginson (L396) con queste parole: "Could you teach me now?" ("Potrebbe insegnarmi ora?").
Un'altra copia fu inviata a Elizabeth Holland e una terza è rimasta nelle carte di ED.

Il desiderio cova sotto la cenere, come il seme si sviluppa nel terreno, e spera sempre di riuscire ad emergere, anche se deve pazientare per farlo e sa di non poter determinare né l'ora né il luogo del suo fiorire.
Al verso 5 "Clime" significa qui "Un tratto o regione della terra" (ED ha anche indicato la variante "zone" nella copia rimasta in suo possesso). Si potrebbe tradurre con il termine italiano "clima", che ha anche un significato simile (usato però in genere in senso figurato in allocuzioni del tipo "cambiar clima"), ma suona certamente per un italiano con il senso primario di "condizioni meteorologiche". Ho preferito perciò tradurre con "luogo".


F1299 (1873) / J1257 (1873)

Dominion lasts until obtained -
Possession just as long -
But these - endowing as they flit
Eternally belong.

How everlasting are the Lips
Known only to the Dew -
These are the Brides of permanence -
Supplanting me and you.

    Un dominio dura finché ottenuto -
Un possesso altrettanto -
Ma queste - che donate si dileguano
Eternamente appartengono.

Tanto perenni sono le Labbra
Note solo alla Rugiada -
Queste sono le Spose della permanenza -
Che soppiantano me e te.

La poesia, insieme ad altre due (J1255-F1298 e J1256-F1214), era acclusa a un biglietto spedito a Higginson (L396) con queste parole: "Could you teach me now?" ("Potrebbe insegnarmi ora?"). Fu pubblicata la prima volta nel "New England Quarterly (aprile 1932), e poi in Bolts of Melody (1945), con l'annotazione: "Spedita con delle foglie."

Se prendiamo per buona l'indicazione data nelle prime pubblicazioni, la leggiamo come un paragone fra la caducità dei beni terreni e la perenne durata della natura, simboleggiata dalle foglie che ci sfuggono dalle mani non appena colte, ma che ripetono all'infinito il loro inconsapevole ciclo di morte-rinascita.
Se invece non teniamo conto dell'indicazione "naturalistica" delle prime edizioni (che è probabilmente un'interpretazione a posteriori dettata dalla rugiada del verso 6) possiamo vedere nei versi un riferimento alle parole (e naturalmente alla poesia), che appena scritte sembrano dileguarsi ma talvolta restano (vedi la J1212-F278) e sembrano rivivere a ogni nuova lettura. Nella seconda strofa le labbra note solo alla rugiada sono quelle che pronunciano parole non di tutti i giorni ma, appunto, destinate a durare nel tempo e a soppiantare coloro che le hanno scritte, perché assumono una vita propria (vedi la J675-F722), impreziosita e vivificata da quelle perle di rugiada che infondono loro un nutrimento destinato a durare.


F1300 (1873) / J1251 (1873)

Silence is all we dread.
There's Ransom in a Voice -
But Silence is Infinity.
Himself have not a face.
    Il Silenzio è tutto ciò che temiamo.
C'è Riscatto in una Voce -
Ma il Silenzio è Infinità.
In sé non ha un volto.

Due manoscritti: uno con gli ultimi due versi, l'altro in una lettera dell'autunno 1873 a Susan (L397), che era a Geneva con i due figli in visita alla sorella Martha Smith. Nella lettera i versi sono preceduti da "But Subjects hinder talk." ("Ma gli Argomenti impediscono il parlare.").

Il silenzio, ovvero l'assenza di comunicazione e, perciò, di vita, è la cosa che ci fa più paura, perché sappiamo di essere ancora immuni dalla morte soltanto quando possiamo udire una voce, sia pure la nostra. Per questo il silenzio è come l'infinito, senza suono e senza dimensione, un concetto che possiamo descrivere soltanto in negativo, come assenza di un qualcosa di concreto e riconoscibile.
Nel manoscritto con gli ultimi due versi il silenzio assume una valenza puramente metafisica, senza la connotazione negativa del primo verso e il richiamo alla concretezza del secondo nella versione estesa. La frase che precede i versi nella lettera sembra come vagheggiare un parlare ideale, in sé, senza gli "argomenti" che ne sono quasi sempre la causa.